Economia - 27 agosto 2026, 15:59

Dieci furti in casa al giorno nel Varesotto, e il punto debole resta quasi sempre la porta d'ingresso

I dati del Sole 24 Ore mettono la provincia al nono posto in Italia per i furti in abitazione. Al rientro dalle ferie molte famiglie pensano all'allarme, ma chi lavora ogni giorno sulle serrature racconta che la partita si decide spesso sul pianerottolo.

Dieci furti in casa al giorno nel Varesotto, e il punto debole resta quasi sempre la porta d'ingresso

Con la fine di agosto le case del Varesotto tornano ad accendersi, e con loro torna anche il conto di quello che è successo durante le ferie. I numeri non sono rassicuranti. Nel 2024 in provincia di Varese sono stati denunciati 3.694 furti in abitazione, più di dieci al giorno, un dato che colloca il territorio al nono posto in Italia nella classifica del Sole 24 Ore. La Questura, presentando il bilancio annuale, ha parlato di un aumento del 24 per cento rispetto all'anno precedente. E parliamo solo dei furti denunciati.

La reazione più comune è correre a installare un antifurto. Sensato, però chi si occupa di porte d'ingresso fa notare che nella maggior parte dei casi il ladro non scavalca nulla: entra da dove entriamo noi. «Nei condomini che seguiamo tra Milano e la Brianza, le porte che sostituiamo hanno quasi sempre una serratura a doppia mappa, quella con la chiave lunga e piatta», spiegano da Ariete Porte Blindate, azienda del gruppo Finestre Antirumore con showroom a Milano e Monza. «Con la cosiddetta chiave bulgara si apre in pochi minuti, senza rumore e senza lasciare segni. Il vicino non sente niente, e spesso nemmeno l'assicurazione riconosce lo scasso».

La differenza la fa il cilindro europeo, protetto da un defender in acciaio che impedisce di raggiungerlo con trapano o pinze. È un intervento che si può fare anche su una porta esistente, ma su un'anta vecchia di trent'anni serve a poco: la lamiera cede prima della serratura.

Classe 3 o classe 4, e quanto costa davvero

Il parametro che conta è la classe antieffrazione, certificata con prove di scasso in laboratorio. In ambito residenziale la scelta è tra la 3 e la 4, e qui il punto di vista dei tecnici è netto.

«Nel settanta per cento dei casi una classe 3 ben configurata basta per un appartamento in condominio», dicono da Ariete. «Per una villetta in Valcuvia o sul lago, con giardino e nessun vicino a portata d'orecchio, saliamo alla classe 4 senza discutere. La differenza di prezzo è contenuta, la differenza di tempo che il ladro deve perdere no».

Chi vuole confrontare le soluzioni può guardare le schede tecniche delle porte blindate Ariete, dove ogni modello riporta classe, valori di isolamento acustico e tipo di serratura. Un dettaglio utile per chi abita in condominio: il pannello esterno può replicare quello delle altre porte del pianerottolo, così non servono passaggi in assemblea.

La posa vale quanto la porta

C'è un errore che gli installatori vedono di continuo. «Capita di intervenire su porte anche buone, in classe 4, che però sono state montate con quattro tasselli e schiuma. Basta una leva sul telaio e la classe dichiarata non esiste più», raccontano ancora dall'azienda, che fa eseguire tutte le installazioni da tecnici interni formati all'Accademia della Posa di Genova. In fondo è la stessa logica di una finestra: il vetro migliore del mondo, montato storto, lascia passare lo spiffero.

Sul fronte dei costi c'è una notizia che molti ignorano. La sostituzione della porta d'ingresso per aumentare la sicurezza rientra nel bonus ristrutturazione: sull'abitazione principale si recupera il 50 per cento della spesa in dieci anni, comprese posa e piccole opere murarie. Su una porta da 4.000 euro sono 2.000 euro che tornano indietro, a patto di pagare con bonifico parlante e conservare la fattura.

Un ultimo consiglio per chi rientra in questi giorni. Prima di mettere la chiave nella toppa, vale un'occhiata al telaio: pezzetti di plastica infilati sotto la porta o una goccia di colla sulla serratura sono segnali che qualcuno ha controllato se la casa era vuota. Se ci sono e la porta è intatta, la visita potrebbe non essere ancora finita. In quel caso meglio chiamare il 112 prima di entrare.







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