Al Meeting di Rimini la deputata di Italia Viva, Maria Chiara Gadda, è intervenuta sul futuro del welfare a vent'anni dall'introduzione del 5x1000.
«Il futuro del welfare a vent'anni dal 5x1000, ne ho parlato al Meeting di Rimini durante l'incontro promosso dall'intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Esiste un "fisco buono" che premia e riconosce i comportamenti e le scelte positive di cittadini e imprese. Stanno in questo filone il 5x1000 e tutte le norme che riconoscono la sussidiarietà orizzontale nella risposta ai bisogni, come la Legge 166 sulle donazioni in natura che ho scritto nel 2016, la fiscalità di favore introdotta dal Codice del Terzo Settore e il volontariato di competenza solo per citare gli esempi che mi stanno più a cuore.
I cittadini che investono sul terzo settore destinando in dichiarazione dei redditi il loro 5x1000 dell'Irpef aumentano ogni anno, tanto che il tetto fissato per legge (oltre il quale le somme non vengono distribuite agli enti) è ormai regolarmente superato.
Non è come investire in borsa, cittadini e imprese vogliono che quelle risorse vadano a buon fine finanziando le associazioni della propria comunità, enti di ricerca, grandi reti nazionali.
Grazie anche alla Riforma del Terzo Settore fatta dal governo di Matteo Renzi gli enti sono cresciuti e hanno imparato a raccontarsi meglio e a rendicontare la loro attività. Per questo il 5x1000 e le donazioni sono cresciute in questi anni, e propongo da tempo in parlamento l'istituzione di un tetto mobile triennale.
È giusto che tali risorse arrivino alle tante attività di interesse sociale svolte dal terzo settore in ambito sociale, culturale, ambientale, dell'innovazione e della formazione professionale, e bisogna anche promuovere campagne informative istituzionali per fare conoscere queste opportunità a tutti i contribuenti che ancora non hanno fatto l'opzione in dichiarazione dei redditi. L'economia sociale risponde ai bisogni delle persone e della comunità, generando PIL, valore economico e occupazione».




