Basket - 25 agosto 2026, 19:27

Pianoforti da suonare e pianoforti da spostare: Hale si prende la prima Varese dell'anno

In 120 al Campus per l'amichevole contro la Juvi Cremona che ha inaugurato la stagione biancorossa. Finisce 92-72: con tante assenze (fuori Della Valle, Roby e Duke, a mezzo servizio McDowell White e Kamagate) sono poche le indicazioni collettive da trarre, se non l'imperativo categorico della difesa di Kastritis. Tra i singoli Hale incanta già, bene anche Librizzi, Alviti e Renfro (FOTOGALLERY)

I giocatori salutano il pubblico del Campus a fine gara. Nella gallery le foto di Alberto Ossola

I giocatori salutano il pubblico del Campus a fine gara. Nella gallery le foto di Alberto Ossola

Una prima accaldata (discreto forno il Campus estivo…), relativamente complicata (il nemico - oltre a un discreto avversario di seconda serie - è stato la stanchezza del terzo e del quarto quarto…), simpatica (per i 120 tifosi “platinum” seduti sulle tribune) e utile il giusto, quantomeno bastante a capire che in questa attesissima Pallacanestro Varese dell’annata di grazia 2026/2027 c’è chi i pianoforti li sposta e chi i pianoforti li suona.

Potenzialmente molto bene.

Il vecchio detto americano pare sovvenire alla perfezione per sottolineare due aspetti della nuova Varese: il talento non manca e non manca nemmeno chi con fisico, indole e costrutto dovrà portare l’acqua ai fuggitivi del gruppo. Se è vero, ed è vero, che una squadra vincente ha bisogno di entrambe le categorie di sodali, ecco… Stavolta ci sono entrambe.

Nella sua prima uscita agonistica la Openjobmetis del Kastritis ter batte senza alcun patema la Juvi Cremona (92-72), destinata a un medio campionato di A2, e prova a scrivere i primi riassunti di se stessa, dopo appena due settimane di lavoro. Niente di troppo vero, definitivo, immutabile, completo: certe indicazioni, tuttavia, non moriranno.

E se è davvero troppo presto per trarre segnali collettivi significativi, sia a livello difensivo che offensivo (se non quelli più scontati e attesi: la difesa “del greco” rimane la difesa “del greco”, imperativo categorico e non negoziabile…) qualcosa di più e di più autentico si può dire sui singoli.

Torniamo ai pianoforti, quindi. E alle sonate in do minore, in si bemolle e in chiave di re di Hunter Hale, il vero protagonista del match (22 punti). Ci sono estro, convinzione e mezzi nell’incedere dell’americano, bomber che sa accendersi, quindi terminale, ma anche primario costruttore di gioco con la palla in mano all’inizio così come alla fine dell’azione. Sua la parentesi che più ha esaltato i tifosi: tre triple senza soluzione di continuità a spaccare definitivamente il match nel secondo quarto.

Vicino a un giocatore così totale, gli scampoli di McDowell-White (sul parquet solo nel primo tempo) hanno mostrato vesti da facilitatore - quel passaggio in più, quella lettura in più… - facendo ben sperare per quando il regista australiano sarà in forma e in modalità battaglia. Di lui colpisce il fisico: non ricordiamo un “1” così fisicato e potente in un roster biancorosso da lustri… Lo si scopre allora spesso e volentieri a rimbalzo offensivo, o a “ruzzare” bene nei blocchi: un inedito importante per chi è abituato alle Varese naniformi e paganti fisicamente un po' da tutte. Questa, invece, ha il fisico fin dalla... testa.

E gli altri nuovi? Ricordato che Della Valle, Roby e Duke sono rimasti ai box, si deve passare ai pianoforti da spostare per trovare tracce di Kamagate (ancora troppo poche: niente parquet nemmeno per lui nella ripresa) e per apprezzare la buona volontà di Nikolic e soprattutto di Ikangi, brillante sui cambi difensivi e nei raddoppi. E sono pianoforti sollevati anche da Renfro, che ricomincia dove aveva terminato: corre, stoppa, difende, salta.

Anche Davide Alviti è lì dove l’avevamo lasciato: triple, leadership alla bisogna, consapevolezza. Per lui 12 punti, per un capitan Matteo Librizzi frizzante e molto coinvolto addirittura 13.

Di più non sappiamo e anche se sapessimo non diremmo.

Bentornata Varese, questo per ora basta.

IL TABELLINO

VARESE: Nikolic 6, Hale 22, Renfro 10, McDowell-White 2, Librizzi 13, Kamagate 4, Villa 7, Alviti 12, Risi 3, Prato 1, Ikangi 2, Basualdo 4, Ladurner 4, Celiz 2.

JUVI CREMONA: Anumba 9, Corvalàn 11, Conti 11, Restelli 12, Barbante 8, Del Vecchio 6, Maspero 5, Bruttini 5, D’Almeida 5.

Parziali: 25-14; 53-33; 69-57; 92-72.

LA CRONACA

1° quarto

Primo quintetto con McDowell White, Hale, Alviti, Nikolic e Renfrro e primi punti di Nikolic, ben imbeccato da Hale sotto canestro: inizia così la stagione “agonistica” della Pallacanestro Varese. Si vede subito lo stesso Hale, palla rubata prima, penetrazione poi, in totale fanno tre liberi a segno per il 5-0, seguiti da altri due steal: uno che Hale trasforma in una schiacciata per Renfro, un altro che lo stesso americano porta a compimento in sottomano. 9-3 al 3’. Stilisticamente apprezzabile il floater di McDowell White, così come pronta è la penetrazione di Librizzi per il 13-3. Nella girandola di cambi che subito prende il via trovano posto in tanti, da Kamagate a Librizzi, a Ikangi a Villa e Ladurner, poi anche Prato. La Juvi lucra qualche punto dalla linea dei tiri liberi, grazie a falli che premiano il suo giro palla, mentre le giocate di forza di Nikolic e Kamagate strappano punti e qualche applauso. Ci sono anche tanti errori, come ovvio: quando però Hale trova la giusta uscita dai blocchi e spara la prima tripla della stagione e Alviti imbecca Renfro con pazienza, il 25-14 di fine primo quarto diventa realtà.

2° quarto

Si ritorna in campo e anche Davide Alviti prova di avere ancora il feeling con le triple, inaugurando la sua stagione da fromboliere. Un lampo, almeno rispetto alla striscia con cui il bomber designato Hale si accaparra la prima ovazione: tre “bombe”, la prima in uscita dai blocchi, la seconda a rimorchio, la terza “ignorante” in contropiede. È 37-19 al 13’. Librizzi non ha perso la vecchia buona abitudine di subire fallo su tiro da fuori e rimpolpa il bottino di casa, anche se Cremona tenta di restare sotto la soglia “psicologica” dei 20 punti di scarto, con qualche canestro di Conti. Ancora Hale protagonista in acrobazia, proprio quando anche il giovane Risi fa il suo esordio sul parquet. Nel frattempo il canovaccio del match non cambia: è soprattutto Librizzi a dimostrarsi vivo e prolifico, facendo crescere il fatturato di casa fino al 53-33 del 20’.

3° quarto

Pronti via, di nuovo, ed Hale dimostra aggressività rubando palla e andando a segnarne due in campo aperto. Alviti triplizza fuori dai blocchi, per Librizzi altro fallo sul tiro da 3 e altri tre punti, con le due azioni intervallate e seguite dai punti targati Juvi di Corvalan, Bruttini e Barbante. Felicitazioni quando capitan Libro pesca il taglio di Alviti e così fa Hale, mentre Renfro stoppa due volte gli incursori cremonesi. Si resta tanto sul 65-41, poi a crescere sono gli ospiti, che rosicchiano lo scarto fino al 67-49 del 27’, salvo un ulteriore scatto che porta la squadra in viaggio addirittura a -12, con Varese che schiera un quintetto molto sperimentale che vede Prato Ladurner e Villa sul parquet a giostrare insieme. Il quarto si chiude con una Openjobmetis stanca e una partita - se vogliamo - riaperta: 69-57.

4° quarto

Cremona si avvicina a 73-65, nonostante la Openjobmetis rimetta qualche big in campo. Sono quindi Renfro ed Hale a rimettere a posto le cose: la guardia mette altri punti a tabellino, il lungo corre per il campo e dà spettacolo di verticalità. Quando anche Ladurner segna, il punteggio dice 80-65 e siamo entrati nell’ultimo chilometro, nel quale c’è gloria anche per Risi, Prato e Basulado. Una Varese molto stanca fa comunque sua la contesa con buon margine: finisce 92-72.

LE PAROLE DI COACH MATTEO JEMOLI

«È stato un buon test. Tutti hanno dimostrato di essere sul pezzo sia dal punto di vista difensivo, dove abbiamo chiesto fin da subito grande intensità e aggressività sulla palla, sia da quello offensivo. La cosa importante era fare ciò che abbiamo preparato finora e che nessuno si facesse male: entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti.

Hale è arrivato molto pronto sia dal punto di vista tecnico che mentale. Ci sta dando tanto, guida i ragazzi giovani, parla molto con loro, ha un bell’atteggiamento e questa è una cosa importantissima.

Cerchiamo di non avere un unico punto di riferimento tra i portatori di palla. Non vogliamo avere un handler principale, ma averne almeno due che siano intercambiabili. Un’altra cosa su cui stiamo lavorando è cercare di portare la palla al lungo e poi farlo decidere.

Vogliamo giocare nei primi secondi dell’azione, senza però forzare: se non troviamo un buon tiro, cerchiamo altre soluzioni, come il pick and roll o l’extra pass. L’importante è trovare il vantaggio giusto e sfruttarlo.

Il bilancio dei primi giorni di lavoro è buono. C’è grande attitudine da parte di tutti. L’unico incidente di percorso finora è stato l’infortunio di Roby, ma andiamo avanti a lavorare in attesa di essere al completo».

Fabio Gandini


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