Opinioni - 17 agosto 2026, 08:07

«Un caffè senza fretta, per favore». Agosto e quell'occasione non solo di rallentare, ma anche di ripassare e diffondere la gentilezza

Con i bar e negozi aperti in minor misura e di conseguenza più affollati, troppo spesso si assiste a scene di nervosismo e di scarso rispetto per il personale. Eppure basta poco per provare a essere tutti un po' più sereni

«Un caffè senza fretta, per favore». Agosto e quell'occasione non solo di rallentare, ma anche di ripassare e diffondere la gentilezza

Una commessa si sente richiamare all'ordine: «Non lavora nessuno? Vi spicciate alla cassa che ho fretta». La ragazza sta assistendo un cliente in una scelta, ma interrompe il servizio scusandosi e correndo a far pagare l'imperiosa signora. Che poi si intrattiene a guardare altri articoli e dialogare con chi l'accompagna, con la fretta in caduta libera.

Una volta - lentamente - uscita la coppia, scorgiamo un'ombra di lacrime negli occhi della commessa: «Non è che fossi lì a far nulla, stavo lavorando» le viene da giustificarsi. Lo sappiamo, l'abbiamo visto e ci viene da confortarla.

Agosto, per chi resta a casa, offre perlomeno l'occasione di rallentare. A molti, non a tutti, visto che ci sono mestieri, turni e incombenze familiari che non ammettono vacanze in questo periodo. 

Con bar e negozi aperti in minor misura, la gente si concentra mentre la pazienza talvolta evapora. Scene come quella menzionata sopra si intercettano un po' troppo spesso. Prendere il caffè in un esercizio pubblico diverso dal solito potrebbe essere un diversivo, ma per qualcuno fa scattare un bisogno irresistibile di scandire il confronto ad alta voce: «Nel mio bar costa dieci centesimi meno, lo fanno meglio...» e via dicendo. Il viavai comprende anche persone che si dirigono verso il bagno senza darsi la pena di pronunciare le parole magiche "Grazie" e "Per favore" o altre che sbuffano alla minima attesa o al ritardo con cui sono state a loro giudizio servite. 

Scene quotidiane, che ad agosto sembrano accentuarsi invece di perdere consistenza. O forse abbiamo solo più tempo di notarle, pur lavorando. La fretta, un meccanismo che ormai si è impadronito di noi, al punto da non potercene separare anche quando potrebbe andare a fare quattro passi da sola, o il compagnia del suo amico carissimo che si chiama egocentrismo.

Fatto sta che oggi al bar ci è scappata questa richiesta: «Un caffè senza fretta, per favore». E a ripagare non c'è stato solo il sorriso della commessa, bensì la voce di un altro avventore che si è subito unito con un guizzo di felicità: «Che bello, anch'io voglio un caffè senza fretta e un cappuccino».

Così all'improvviso, agosto diventa non solo o tanto l'opportunità di rallentare, bensì anche di ripassare e diffondere gentilezza. 

Marilena Lualdi

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