«Mi ha cresciuto l'architetto Ciapparella». Questa frase, mentre il feretro del professionista e storico dirigente comunale varcava la soglia della chiesa del Sacro Cuore di Busto Arsizio, scorreva sulle labbra di tante persone che hanno lavorato con Luigi Ciapparella. Che sono cresciute, appunto, con lui: del Comune oggi c'erano loro, ex dipendenti che hanno reso omaggio a chi li ha formati, guidati, dato loro visione e responsabilità. Ma c'erano anche tanti colleghi e amici: il confine tra queste parole si dissolve, con la gratitudine e la stima per un uomo che ha plasmato la città e non solo. Che ha indicato la via, anche in anticipo sui tempi.
Oggi a celebrare i funerali c'era padre Illuminato, che ha ricordato come sui valori, sulle beatitudini, Luigi Ciapparella avesse costruito la sua vita con solidità senza mai crollare. Ha rammentato la sua benignità, il suo sorriso, il modo pacato di affrontare i problemi . Il suo amore per la famiglia e il suo impegno a livello sociale.
Riconoscenza è stata espressa poi dai familiari nel loro messaggio e ancora una volta è risuonato quell'aggettivo, incrollabile, come la sua fiducia nella vita.
Sull'immaginetta, è riportata una parte di una preghiera di don Michele Do. Il finale, ribadisce la fiducia nel fatto «che nulla vada perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato, nessuna lacrima e nessuna amicizia».
Queste ultime due parole - lacrima e amicizia - oggi si sono fuse in un omaggio composto e sincero: c'erano tutte le persone autentiche a dire grazie all'architetto Ciapparella per ciò che ha realizzato nella sua carriera e per il bene praticato e mai gridato. A portare la voce di una città che gli deve tanto e che si spera possa ricordarlo adeguatamente in futuro.




