Continua ad avanzare l'incendio che da giorni sta interessando il territorio di Piedimulera. L'ultima evoluzione riguarda il fronte che ha raggiunto il Pizzo Castello, segno di una situazione che resta in movimento e che continua a richiedere la massima attenzione da parte delle squadre impegnate nelle operazioni di contenimento.
Preoccupa, contemporaneamente, anche il rogo che sta interessando il territorio di Calasca. L'incendio si sviluppa attualmente su due fronti, uno a fondovalle e uno più interno, in una zona particolarmente impervia che rende difficili le operazioni da terra. Vigili del fuoco e volontari AIB stanno lavorando per contenere l'avanzata delle fiamme e proteggere soprattutto gli alpeggi e i fabbricati presenti nelle aree interessate.
All'Alpe La Piana è stato allestito un presidio: qui il fuoco si trova a circa 500 metri dalle baite. Un'altra squadra sta operando invece all'Alpe Gioccola, dove le fiamme sono a circa 300 metri dai fabbricati. Nella giornata di oggi è previsto inoltre l'intervento di un'ulteriore squadra all'Alpe Colma, con l'obiettivo di cercare di fermare il fronte che sta avanzando in quella direzione.
A valle è invece operativo il Canadair, chiamato a intervenire dove le condizioni lo consentono. Il terreno particolarmente impervio, infatti, impedisce in diversi punti l'intervento diretto delle squadre da terra e rende fondamentale il lavoro dei mezzi aerei.
Per il momento l'incendio di Calasca interessa esclusivamente il territorio comunale e non si è ancora congiunto con il fronte di Piedimulera. La distanza tra i due incendi resta ancora significativa, ma tra le squadre impegnate e i soccorritori c'è la preoccupazione che, qualora le condizioni dovessero mantenersi favorevoli alla propagazione delle fiamme, i due fronti possano progressivamente avvicinarsi. Uno scenario che al momento non è imminente, ma che non viene escluso.
A Calasca, nel bosco, in diversi punti il fuoco tende ad autoestinguersi. I danni maggiori si concentrano finora sulle aree di prateria e sul sottobosco: complessivamente sono circa 150 gli ettari interessati dalle fiamme, insieme a un centinaio di piante. Il pericolo maggiore, al momento, riguarda soprattutto i prati utilizzati dagli alpeggi.
Proprio per tutelare gli animali presenti all'Alpe Colma, questi sono stati trasferiti più in basso, in una zona ritenuta più sicura. Le squadre continuano a presidiare i diversi punti sensibili, mentre l'auspicio è che un cambiamento delle condizioni possa favorire le operazioni di contenimento e permettere di rallentare l'avanzata delle fiamme.




