Sì, qualcosa è cambiato. E non ci sono ipocriti in casa Pallacanestro Varese.
Qualcosa è cambiato in quei tre volti - quelli di coach Ioannis Kastritis e dei due gm Maksim Horowitz e Zach Sogolow - disegnati dai tratti dell’esperienza, dopo un lungo e difficile noviziato a danzare con l’ignoto, e della consapevolezza del lavoro fatto. Qualcosa è cambiato nelle parole, non più guanti da portiere per respingere gli assalti che facevano grandinare lì dove già pioveva, ma strumenti per trasmettere la voglia di iniziare, di scoprire i frutti di un percorso, di essere - finalmente - ottimisti.
E allora eccoci: «Abbiamo le possibilità di andare molto avanti sia in campionato che in coppa».
Varese, si riparte da qui, da un pizzico di ambizione che riporta all’olfatto sentori lontani ma familiari qui dove il basket è sempre stato una cosa seria. Ambizione, non faciloneria: probabilmente le parole più importanti della prima conferenza stampa stagionale della “triade” biancorossa sono quelle finali di Horowitz, quando dice: «Attenzione, dovremo guadagnarci ogni cosa, la squadra sul campo e la società fuori».
Però, ecco, è bello e strano, rispetto al recente passato, sentir dire da un allenatore che passeggerà avanti e indietro davanti al pino di casa del Lino Oldrini «Il mio sogno è vincere qualcosa con Varese»; è bello e strano parlare di Basketball Champions League e non di salvezza; è bello e strano sentir raccontare che è stato un giocatore come Della Valle a sposare il progetto di Scola & co e non un americano che faceva 5 punti di media in Ossezia del Sud…
Si è parlato di tutto nel pomeriggio dell’Itelyum Arena: ecco un sunto, tra roster, budget, Coppa, NBA Europe, sponsor, campagna abbonamenti e tanto altro…f
Un commento al mercato e come giocherà questo roster (Kastritis): «Sono sicuramente soddisfatto del roster e dei giocatori che lo compongono. Non posso che esprimere il mio ringraziamento verso la dirigenza per le risorse che ci hanno messo a disposizione. Penso che quest'estate sia stato un periodo molto produttivo per noi. Sono molto ottimista ed eccitato per la stagione che sta per iniziare. Come giocheremo con questo roster? A fine stagione abbiamo guardato i punti di debolezza dell'anno e lavorato per colmare queste lacune. Principalmente abbiamo in mente di avere una squadra in grado di affrontare le due competizioni. Abbiamo cercato di tenere quanti più giocatori possibili dell'anno scorso aggiungendo atleti in grado di completare il mosaico e provare a competere con le nostre caratteristiche. E poi abbiamo creato una squadra profonda, proprio per evitare problemi in caso di infortuni. Guardando ad attacco e difesa ci siamo concentrati sui dettagli partendo dalle statistiche per colmare le nostre lacune.
La pressione (Kastritis): «La pressione verso di me? No, piuttosto sono felice di cominciare e tornare in azione, sia nella LBA sia in Europa. Era quello che volevamo e sono contento del doppio impegno; ora vorremmo migliorarci sia in campo sia fuori per competere. Non sento pressioni extra rispetto a quelle che abbiamo con il nostro lavoro».
Da dove arriva il budget (Sogolow): «Il budget deriva dal lavoro che stiamo facendo in questi anni, da quando c'è Scola. A partire dai famosi skybox passando per il buyout da diversi giocatori (5 quest'anno) e da quanto trovato da Luis con gli investitori. Abbiamo anche sistemato una serie di processi e trovato gli investitori che ci possano aiutare a spingere verso gli obiettivi e i livelli che vogliamo raggiungere. Noi tre ringraziamo tutto il lavoro della società che ci ha dato queste opportunità. Red Bird? Confermo che non ha ancora contribuito al budget: fino a ora l'aumento del budget è arrivato grazie a chi era già parte del gruppo di investitori». (Per approfondire: VareseNoi aveva già spiegato le cose QUI).
McDowell White (Kastritis): «Nella scelta di McDowell-White, un tipo di giocatore che non avevamo lo scorso anno, ha contato la volontà di inserire un playmaker puro che possa coinvolgere i compagni. La cosa più importante è quella di creare maggiori vantaggi e prendere le decisioni giuste rispetto ai compagni di squadra. Will ha una bella esperienza in Europa, ha vinto l'Eurocup, è versatile sia in attacco sia in difesa ed è una bella opzione per noi. Quando si è reso disponibile è stata la nostra prima scelta: ha fisico, stazza, capacità anche di fare canestro».
NBA Europe (Horowitz): «Non c'è un limite di tempo definito per avere le decisioni. Noi abbiamo messo sul tavolo tutto ciò che ci è stato chiesto, starà a loro avvisarci. Noi intanto dobbiamo continuare a lavorare in quella direzione».
Della Valle (Sogolow): «Della Valle ha condiviso con noi la notizia che sarebbe diventato free agent e a quel punto abbiamo provato a capire tra di noi con alcuni colloqui quali fossero le sue ambizioni. Il percorso che vogliamo seguire è molto vicino a quello che lui aveva in mente per la sua carriera, che è stata spettacolare: vorremmo continuasse a essere così. Quando abbiamo capito che le visioni erano allineate si è aperta la possibilità concreta e siamo stati rapidi a chiudere. Le sue condizioni? Si è fatto male alla mano a giugno giocando 3x3 ma lo abbiamo seguito da vicino e recupererà presto. Siamo tranquilli al momento, ci vorrà un po' di tempo ma al 90% abbondante sarà pronto per la stagione».
La trattativa di mercato più difficile (Horowitz): «Diciamo che nella prima parte abbiamo dovuto spiegare il nostro cambio di livello: abbiamo fatto due piani e valutato più di 100 giocatori sia come video/statistiche/condizioni di salute sia attraverso colloqui. Un lavoro impegnativo ma credo che la squadra sia forte e crediamo nel percorso che abbiamo fatto. La prima parte quindi è stata la cosa più difficile. E poi non è semplice perché il mercato è cambiato non solo in Italia ma anche negli altri campionati perché l'arrivo di NBA Europe ha accresciuto le difficoltà»
Kastritis e la scelta di Varese: «Sono arrivato in un momento duro in cui si richiedeva la salvezza. Io avevo delle aspettative verso di me e verso la squadra e sapevo che avremmo dovuto lavorare duro. È normale per chi è ambizioso e penso che tutto il club lo sia. Abbiamo lavorato bene, ottenuto dei risultati rispetto a quello che ci proponevamo - noi in campo e la società - quindi adesso raccogliamo alcuni frutti e abbiamo obiettivi diversi. La nostra ambizione rimane molto alta, cercheremo di tirare fuori il 100% del nostro lavoro. Rispettiamo ogni avversario ma abbiamo anche tanta fiducia nelle nostre persone e pensiamo che nel futuro ci sarà sempre qualcosa di meglio».
La BCL/1 (Kastritis): «La partecipazione alla Champions League è molto importante ma sarebbe sbagliato far passare il messaggio che puntiamo più alla coppa che al campionato. Vogliamo andare avanti il più possibile in entrambe le competizioni, in LBA e in BCL. E questo dipenderà dall'approccio quotidiano in palestra, dall'approccio a ogni partita ma siamo molto ottimisti per la qualità dei giocatori che abbiamo. Il livello di competizione è molto alto ma allo stesso tempo noi siamo molto ambiziosi e lavoriamo duro con l'obiettivo di migliorarci un po' ogni giorno. Non dirò molte parole, non ho l'arroganza di dire che vogliamo vincere ma vi assicuro che abbiamo le possibilità per andare molto avanti».
La BCL/2 (Sogolow): «Dal punto di vista della società, sapevamo che la situazione non era al 100% nelle nostre mani visto che non abbiamo partecipato ai playoff. Siamo arrivati al verdetto sulla BCL cercando di evidenziare tutto il buon lavoro fatto in diversi ambiti, sportivi e organizzativi, per fare capire alla FIBA che eravamo pronti. Ci hanno scelto e non possiamo che ringraziare il board della BCL che ci ha ammesso, però credo che il nostro lavoro preparativo sia stato un fattore importante per la partecipazione».
La BCL/3 (Kastritis): «Il girone al momento appare molto equilibrato anche se dobbiamo attendere che tutte completino la rosa. Guardando alla storia della competizione sappiamo che affronteremo avversari molto solidi: non c'è una favorita chiara ma allo stesso tempo servirà performare al 100% in ogni partita per passare il turno».
La voglia di vincere un trofeo (Kastritis): «Sì, in un'intervista alla Summer League rilasciata a Sky ho parlato della possibilità di vincere un trofeo: sarebbe un sogno della mia esperienza a Varese. Non so se siamo vicini o lontani per realizzare quel sogno ma so che dobbiamo lavorare tantissimo anche solo per iniziare a pensare di poter vincere qualcosa».
Sui contratti firmati in estate (Horowitz): «I contratti pluriennali sono sempre il nostro obiettivo e chiaramente alzando il livello i giocatori vogliono restare più spesso. Quest'anno, grazie le nuove risorse e la possibile partecipazione a NBA Europe siamo diventati una squadra più appetibile ma noi comunque vogliamo investire nei giocatori che possono crescere. Il player developement rimane un pilastro della società sia a livello giovanile sia senior. Come avete visto abbiamo confermato alcuni giocatori come Alviti perché pensiamo possano crescere ancora di più».
Sulla profondità del roster e ancora sul modo di giocare (Kastritis): «Quando ho allenato in Grecia ho già avuto a disposizione squadre profonde. Io, come ho già detto, sono felice di quello che abbiamo costruito e delle risorse che abbiamo avuto per arrivare a questo risultato. A livello tecnico non cambieremo il nostro modo di giocare. Giocare la coppa ci permette di distribuire i minuti per tutti gli uomini e penso che avere più giocatori ci permetta di essere più aggressivi, più veloci, più in grado di correre rispetto al passato».
Sulla campagna abbonamenti: «Sta andando molto molto bene. Siamo contenti, abbiamo investito tanto su questo lato. Filippo e Martino in società hanno fatto un grande lavoro in questi mesi e siamo contentissimi. Anche la BCL sarà una bella occasione: Varese può mostrare all'Europa che è pronta per crescere ancora di più. Sarebbe bello che tanti tifosi venissero anche al mercoledì e non solo la domenica».
Sponsor di coppa (Sogolow): «Non possiamo dire niente in questo momento…» (NDR: attese grandi novità in tal senso, ma per ora la società rimane abbottonata).
Sui tifosi (Horowitz): «Varese è una città di basket e in Italia non è così comune. E in tutti i colloqui con i giocatori ripetiamo che il nostro palazzetto è forse il più caldo d'Italia e uno dei più caldi d’Europa».
Sull’inizio di campionato in casa contro la Virtus (Kastritis): «L'esordio sarà subito tosto ma è anche stimolante. Conosciamo le difficoltà di affrontare una squadra di quel livello (da Eurolega) ma è una ragione in più per iniziare bene. Se serviva uno stimolo ulteriore ai giocatori e ai tifosi per iniziare subito forte, lo abbiamo: mancano sette settimane per arrivare pronti».





