Ultim'ora - 05 agosto 2026, 00:20

Pd-M5S, disgelo Schlein-Conte ma si apre nuovo fronte su risoluzione riarmo e Nato

Pd-M5S, disgelo Schlein-Conte ma si apre nuovo fronte su risoluzione riarmo e Nato

(Adnkronos) - La giornata del pranzo del 'disgelo' tra Elly Schlein e Giuseppe Conte si chiude con un nuovo fronte che si apre nel centrosinistra. La risoluzione unitaria Pd-M5S-Avs in vista delle comunicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti in Parlamento viene bocciata dall'area riformista dem. No al riarmo, no alle spese assunte in sede Nato, no a nuove spese militari. E se ci dovesse essere uno scostamento di bilancio nessuna risorsa dovrà andare al capitolo armi. Questo in sintesi il canovaccio della risoluzione. Più che soddisfatti i 5 Stelle, ovviamente. Non lo sono affatto i riformisti Pd. "Apprendiamo dalle agenzie di stampa il testo della risoluzione del nostro partito assieme a Avs e M5S. Non sappiamo se sia questo il testo definitivo. Vedremo se la notte porterà consiglio perché quello che si legge non è un testo condivisibile", fanno sapere. 

Insomma, se il testo resta così com'è la frattura è già annunciata. E anche quella degli ultimi giorni, nonostante il pranzo tra Schlein e Conte, sull’Ucraina comunque resta: il leader M5S anche oggi ha ribadito il posizionamento dei pentastellati. "In questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5S diciamo da 4 anni, la nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico”. 

Quanto al rapporto con Schlein aggiunge: "Nessun problema personale. Oggi -ha fatto sapere l'ex premier- ci siamo visti a pranzo, lo avevamo concordato già la settimana scorsa. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco". Dalle parti del Nazareno si fa sapere che nell'incontro c'è stato un "clima disteso" e che i due hanno "fatto il punto sui prossimi passi". In serata Conte torna sul tema: sull'Ucraina, dice, "bisognerà trovare una composizione, ci sarà un confronto" col Pd. Ma aggiunge che la questione non potrà comunque restare fuori dalle primarie. "La politica estera non può rimanere fuori dalle primarie. Sarebbe un'assurdità, fermo restando che troveremo dei punti condivisi prima di entrare nelle primarie, Ma è evidente che anche nelle primarie si parlerà di politica estera. Che facciamo? È forse una dei passaggi più qualificanti, delle sfide più qualificanti del paese, dell'Europa e in questo momento anche dello scenario geopolitico internazionale". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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