Politica - 04 agosto 2026, 13:03

Ex Ilva, Ferrara (M5S): «Il Governo dirotta i fondi per l'idrogeno verde, Taranto resta nel caos»

Il deputato del Movimento 5 Stelle critica l'emendamento al decreto PNRR che modifica la destinazione delle risorse per l'ex Ilva, denunciando un paradosso giuridico e industriale e accusando l'esecutivo di allontanare la prospettiva della riconversione green

Ex Ilva, Ferrara (M5S): «Il Governo dirotta i fondi per l'idrogeno verde, Taranto resta nel caos»

«Nella legge PNRR il Governo cancella di fatto una soluzione industriale precisa per l'ex Ilva e trasferisce altrove le risorse destinate all'impianto di preridotto alimentato con idrogeno rinnovabile. Tutto questo avviene mentre la decisione della Corte d'Appello di Milano impone di mettere in sicurezza entro novanta giorni l'area a caldo, costringendo l'Esecutivo a rivedere anche la gara. Siamo dentro un paradosso giuridico e industriale: si rischia di fermare la produzione, mentre viene abbandonato proprio l'investimento che avrebbe dovuto trasformarla».

Lo dichiara il deputato varesino del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara, illustrando l'emendamento 3.8 al decreto PNRR-Infrastrutture, che chiede al Ministero delle imprese e del made in Italy di riferire alle Camere sugli interventi finanziati e sul loro contributo effettivo alla decarbonizzazione della siderurgia.

«Era stato previsto un miliardo di euro per realizzare un impianto di produzione del preridotto attraverso l'idrogeno rinnovabile, riducendo progressivamente il carbone e rendendo sostenibile il ciclo siderurgico. Il progetto, però, è stato escluso dal PNRR per il mancato rispetto delle scadenze; le risorse sono state successivamente ridotte e ora vengono trasferite al MIMIT attraverso una formula generica di sostegno alla decarbonizzazione».

«Non si passa da un progetto a un progetto migliore. Si passa da un impianto individuato, con una tecnologia e una finalità precise, a un contenitore indistinto. Quando questo Governo non realizza un obiettivo, non risolve il problema: cambia destinazione ai fondi e cambia il nome del fallimento».

«Nel frattempo, dopo anni di annunci del ministro Urso, di procedure di vendita, emergenze finanziarie e interventi tampone, l'ex Ilva si trova ancora senza una prospettiva stabile. Il Governo reagisce soltanto quando arrivano le sentenze, gli scioperi e il rischio di fermata, ma non è mai capace di anticipare i problemi. Non programma, rincorre».

«La vicenda riguarda direttamente anche Varese. L'acciaio è un'architrave della manifattura nazionale e alimenta una filiera che comprende meccanica, carpenteria, macchine utensili, elettromeccanica, aeronautica e componentistica. Perdere la capacità siderurgica italiana significa indebolire anche il sistema produttivo varesino, aumentare la dipendenza dalle importazioni e rendere più costose e fragili le nostre imprese».

«Il nostro emendamento chiede trasparenza: quanti interventi saranno finanziati, con quali tecnologie e con quale riduzione concreta delle emissioni. Perché la siderurgia italiana non può essere sacrificata né all'inquinamento né all'incompetenza».

«Il Governo Meloni e il ministro Urso hanno tradito la soluzione prevista, hanno depotenziato l'investimento sull'idrogeno rinnovabile e oggi si trovano davanti a una crisi che non hanno saputo prevenire. Senza acciaio italiano viene meno un pilastro della manifattura nazionale. E senza una politica industriale restano soltanto le conferenze stampa: molto rumore, mentre gli impianti si fermano e il Paese perde pezzi».

Comunicato Stampa


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