C’è una sottile linea bianca che corre lungo il crinale delle Alpi Marittime, tra i 1.800 e i 2.100 metri di quota. Per secoli l’hanno percorsa soldati, contrabbandieri, pastori e mulattieri con il sale sulle spalle.
Oggi, su quella stessa traccia sospesa tra cielo e mare, camminano escursionisti, biker e motociclisti alla ricerca di uno degli itinerari più spettacolari delle Alpi occidentali. È la Via del Sale, una storica strada d’alta quota che segue gli antichi collegamenti tra il Piemonte e il Mar Ligure, attraversando paesaggi grandiosi e raccontando secoli di storia. Il suo nome non è una trovata turistica. Per lungo tempo il sale fu una delle merci più preziose, il cosiddetto “oro bianco”. Prima della refrigerazione era indispensabile per conservare carne, pesce e formaggi e garantire la sopravvivenza delle comunità durante l’inverno. Per questo era gravato da pesanti tasse e trasportarlo significava affrontare controlli e lunghi viaggi attraverso le montagne. Proprio quei percorsi divennero il principale collegamento commerciale tra il mare e l’entroterra e contribuirono alla crescita di intere vallate. Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento gli antichi sentieri furono trasformati dal Regio Esercito in una strada militare destinata a collegare le fortificazioni costruite lungo il confine con la Francia. Il tratto più spettacolare, tra il Colle di Tenda e il Monte Saccarello, venne completato nel 1939: decine di chilometri scavati nella montagna per consentire il passaggio di uomini e mezzi lungo lo spartiacque alpino.

Ora quei luoghi raccontano una storia completamente diversa. Fortini, gallerie e tornanti sono rimasti, ma il rumore dei motori militari è stato sostituito dal vento, dal fischio delle marmotte e dal suono dei campanacci delle mandrie al pascolo. Camminare lungo la Via del Sale significa attraversare un museo a cielo aperto, dove la memoria convive con la pace di uno dei paesaggi più spettacolari d’Europa. La strada collega Limone Piemonte al Colle della Melosa, seguendo un crinale che sembra sospeso tra due mondi. Pochi luoghi permettono di osservare un cambiamento così rapido del panorama. Nel giro di poche decine di chilometri gli altipiani carsici lasciano spazio ai boschi di larice e abete bianco; più in basso compaiono i pini, poi il profumo del timo e del rosmarino, fino alla macchia mediterranea e agli ulivi che annunciano la vicinanza alla costa. Nelle giornate più limpide basta voltarsi verso sud per vedere brillare il Mar Ligure, mentre alle spalle restano le cime che superano i duemila metri. È uno dei pochi luoghi dove le Alpi sembrano tuffarsi direttamente nel Mediterraneo.

Negli ultimi anni è diventata una delle mete simbolo del turismo lento. Escursionisti, ciclisti, appassionati di e-bike e motociclisti arrivano da lontano per percorrere questa strada. Quindi per preservarne il delicato ecosistema, l’accesso è regolamentato e il numero dei veicoli a motore è limitato, mentre in alcune giornate il percorso viene riservato esclusivamente ai pedoni. La Via del Sale ha anche un modo tutto suo di ridimensionare le cose. Ce ne siamo accorti quando, una volta, con il nostro furgone abbiamo forato. In città sarebbe stato un contrattempo di pochi minuti. Lassù, senza copertura telefonica e con il cric che continuava ad affondare sullo sterrato, cambiare una gomma è diventato un problema da risolvere. Abbiamo cercato pietre piatte per costruire una base stabile e, solo allora, siamo riusciti a sollevare il mezzo. Nulla di straordinario ma nemmeno di scontato. Quassù, anche i gesti più semplici tornano ad avere il loro peso. Ma percorrerla a piedi è probabilmente il modo migliore per comprenderla. Poi con una sosta al Rifugio Don Barbera l'esperienza diventa completa. La sera, quando gli ultimi biker hanno spento i motori e gli escursionisti si tolgono gli scarponi , ci si ritrova tutti allo stesso tavolo. Cambiano le lingue, cambiano i mezzi con cui si è arrivati fin lassù, ma davanti a un piatto caldo le storie finiscono per assomigliarsi. Le montagne continuano a fare quello che hanno sempre fatto: unire persone che arrivano da direzioni diverse. A dominare l’orizzonte ci sono alcuni dei simboli di questo territorio. La Punta Marguareis sorveglia il Colle dei Signori con le sue pareti calcaree. Più in basso si innalza il Monte Saccarello, la vetta più alta della Liguria, riconoscibile dalla monumentale statua del Redentore. Oggi nessuno attraversa queste montagne con sacchi di sale sulle spalle. Eppure, in un certo senso, il carico è rimasto lo stesso. Allora si trasportava una merce preziosa; oggi si torna a valle con qualcosa di meno visibile ma altrettanto raro: il valore del tempo.

Ed è forse proprio questo il fascino più autentico della Via del Sale: ricordarci che esistono luoghi in cui il viaggio non consiste nel raggiungere una vera meta, ma nell’attraversare, passo dopo passo, l’anima di un territorio.













