l tabellone parla chiaro: alla Gelateria Gioria di piazza Carducci a Varese la fantasia è al potere, se è vero che dal 2000, anno di fondazione, a oggi, i gusti inventati sono decine e vanno al passo con le mode e le abitudini, grazie al talento e alla creatività di Paolo e Anita, che ne propongono fino a 30 diversi ogni giorno. Il tabellone racconta il loro “percorso freddo” di cinque anni in cinque anni, con tutti i gusti proposti, dal babà al pomodoro, piña colada e dolce Varese, Grand Marnier e ricotta, tanto per citarne alcuni, fino agli speciali creati per l’Expo, con azzardi tipo gelato al wasabi, al goji o alla Linzer Torte.
A Varese il nome Gioria è stato legato per anni alla vendita di calzature, «ma quando i miei genitori sono andati in pensione, con Paolo ho deciso di aprire la gelateria, grazie soprattutto ai consigli del maestro gelatiere Colombara, un nostro parente di Lecco. Mio marito è il creativo che inventa i sapori, e la nostra linea si sposa con gli “Itinerari di gusto”, la manifestazione promossa ogni anno per far conoscere i prodotti del territorio», spiega Anita Gioria.
Alla gelateria la giornata inizia alle 7.30, quando Anita, Paolo e il “gelatiere” Alessandro arrivano in negozio per preparare le prelibatezze da servire – impressionante è il consumo di uova, ne vanno 360 a settimana nel periodo estivo – aiutati nella vendita da sei banconiste a rotazione.
«Siamo aperti sette giorni su sette, il lavoro è tanto e pesante perché stiamo per ore in piedi. Apriamo il primo fine settimana di febbraio e chiudiamo la seconda domenica di novembre, per la festa di San Martino. La cosa bella è che vediamo crescere chi abbiamo visto bambino e con i genitori viene a prendere il gelato, poi molti anziani che passano anche per fare due chiacchiere. La domenica è delle famiglie e dei nuovi clienti, mentre i giovani al pomeriggio ci chiedono spesso i frappé. In estate vanno molto anche le granite al melone o alla pesca, la frutta fresca in macedonia e tutti i gusti di gelato alla frutta. In ogni caso, il cono batte sempre la coppetta».
Paolo Luoni, batterista e pittore – diverse sue opere sono esposte in gelateria – ci conferma che, nonostante l’incredibile varietà proposta, il gusto più richiesto rimanga il pistacchio: «Non tramonta mai, seguito dal melone e dal mirtillo, con i frutti che acquistiamo dalla Fattoria del Bricco di Luino o dal Mulin dul Frec di Arcisate. Poi va parecchio anche il gusto di casa, il “Gioriotto”, fatto di crema, uova, crema di gianduia e riso soffiato croccante. Tra i nostri “must” c’è il gelato alla grappa Rossi d’Angera, inventato nel 2016, che richiede una particolare preparazione: la grappa va aggiunta quando il gelato manteca, a zero gradi, altrimenti mentre pastorizza a 86 gradi l’alcol evaporerebbe e si perderebbe l’aroma. Lo proponiamo anche in estate perché è molto apprezzato».
Da Gioria, all’inizio e alla fine della stagione si possono gustare anche le crepes, «che impastiamo noi con uova, latte e la farina dell’Avicola Fieni di Arcisate, sempre per dare visibilità alle aziende del territorio. La creazione di cui vado più fiero, però, non è “nostrana” ed è il gusto al chinotto di Savona, un sorbetto a base d’acqua, a cui pensavo da tempo».
Anita ricorda come certi clienti arrivino a febbraio chiedendo magari il gusto al fico o all’uva americana, «ma noi seguiamo le stagioni, è la nostra garanzia di qualità. Poi ci sono i tipi strani, come il signore che viene al mattino chiedendo sempre la zuppa inglese». Ci sono poi molti stranieri, soprattutto francesi e tedeschi, «che quasi sempre non parlano una parola d’inglese. Una signora tedesca si è messa a parlare a raffica e c’è voluto del bello e del buono per capire quali gusti volesse. Arrivano anche parecchi svizzeri e perciò accettiamo anche il pagamento in franchi. I turisti stranieri aumentano nei giorni di pioggia, sono in giro per la città ed entrano a mangiare il gelato, salvandoci la giornata. Una volta venne Angelo Branduardi, a cui chiesi l’autografo: ricordo che prese il gelato al tiramisù», aggiunge Paolo.
La coppia ha due figli, Valentina, di 21 anni, cantante jazz che aiuta spesso in gelateria, e Gabriele, 17 anni, appassionato di tennis. Quando il negozio è chiuso per la pausa invernale, Anita e Paolo viaggiano per l’Italia o giocano a tennis. Ma la gelateria non rimane deserta: si trasforma in galleria d’arte, con mostre di pittura e fotografia, come quella che ha visto protagonisti i fotografi Emiliano Crespi e Massimo Ghelfi, e Paolo Luoni e Irene Landoni per la pittura. Per celebrare i dieci anni di attività, il creativo Paolo aveva inventato lo “Stracciatella Day”, con tutti i gusti variegati alla stracciatella, mentre nel 2020 il portachiavi omaggio era stato frenato dal Covid.
Ma Anita e Paolo sono soprattutto grandi tifosi di Yannik Sinner, al quale hanno dedicato il gusto alla carota: «Lo abbiamo proposto dopo la vittoria a Wimbledon, il sogno è che un giorno arrivi in gelateria a gustarlo».













