Prevedere un fondo regionale per sostenere quei Comuni che intendono allestire e gestire le “case dei rider”, spazi climatizzati dove i lavoratori delle piattaforme digitali possano trovare ristoro durante le ondate di calore, con accesso ad acqua potabile e servizi igienici. È quanto chiede il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti con un ordine del giorno all'assestamento di bilancio, in discussione in questi giorni in Consiglio regionale.
«Le estati sono sempre più calde e le ondate di calore rappresentano ormai un'emergenza strutturale, non un evento eccezionale – dichiara Astuti –. Tra i lavoratori più esposti e vulnerabili ci sono i lavoratori delle consegne a domicilio, i rider, che svolgono la propria attività prevalentemente in bicicletta o in scooter, sotto il sole diretto, affrontando sforzi fisici intensi e senza poter beneficiare delle tutele tipiche del lavoro al chiuso, come i sistemi di condizionamento o, ancora più semplicemente, l'accesso ai servizi igienici».
«L'ordinanza regionale che limita il lavoro nelle ore più calde – spiega il consigliere dem – ha escluso proprio questa categoria, serve quindi fare un passo in più, sostenendo concretamente i Comuni che vogliono attrezzare spazi sicuri e accessibili per questi lavoratori. In alcuni presìdi territoriali sono già state avviate delle sperimentazioni che si stanno dimostrando molto efficaci».
L'ordine del giorno propone l'istituzione di un fondo di cofinanziamento regionale destinato ai Comuni per coprire le spese di gestione, pulizia e vigilanza delle «Case dei Rider» durante i mesi estivi. Gli spazi potrebbero essere ricavati in edifici pubblici già esistenti, come scuole chiuse per la pausa estiva, centri civici o altri immobili comunali, valorizzando anche la collaborazione con le organizzazioni sindacali e gli enti del Terzo settore.
«Regione Lombardia, in un'ottica di sussidiarietà e di tutela della salute pubblica, dovrebbe coordinare e sostenere politiche integrate che uniscano la prevenzione sanitaria alle politiche attive del lavoro e della sicurezza. In questo caso, si tratterebbe di utilizzare in modo intelligente e costruttivo il patrimonio pubblico già disponibile per garantire condizioni di lavoro più dignitose e sicure», conclude il consigliere dem.




