Sembrava tutto pronto per la svolta definitiva, ma il passaggio di consegne in casa Pro Patria deve attendere ancora qualche ora. L'appuntamento dal notaio, previsto nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 22 luglio, è saltato a causa di un problema tecnico: la mancanza di un documento indispensabile per completare la transazione tra il presidente uscente Giancarlo Travagin e la minoranza. Non si tratta però di una rottura, bensì di un rinvio verso una soluzione ormai imminente.
Inizialmente c'è stato qualche dettaglio da limare, soprattutto rispetto ai debiti pregressi e all'impegno di Patrizia Testa per limare il totale del "rosso" imputabile alla stagione 25/26, che il neo (e futuro ex) presidente non intende accollarsi. Poi è arrivata quella che pare la fumata bianca. Le ultime conferme, giunte nel pomeriggio di oggi, rassicurano l'ambiente: la firma ufficiale è stata infatti riprogrammata per domani mattina, giovedì 23 luglio, in un ufficio di Milano davanti al notaio, dove si ritiene che la trattativa si concluderà positivamente.
L'operazione imminente prevede che Travagin ceda l'intero pacchetto di maggioranza, pari al 51% delle quote societarie, direttamente al fondo olandese Estrella Football Group. Rispetto alle indiscrezioni emerse, l'ingresso dell'imprenditore Roberto Simonini, ex patron dell'Inveruno e negli ultimi due anni al fianco della Uyba Volley, destinato a rilevare il 2%, non avverrà contestualmente ma è previsto in una seconda fase, con il suo subentro programmato subito dopo il perfezionamento del closing principale. Questa rimodulazione temporale, unita alla febbrile attività dei legali per limare l'ultimo dettaglio burocratico, mantiene per il momento in stand-by la ripresa ufficiale dell'attività in via Ca' Bianca, ma la sensazione diffusa è che la fine di questa estenuante telenovela estiva sia davvero a portata di mano.




