C'è chi sceglie di inseguire una carriera e chi, a soli 23 anni, decide di inseguire una missione. Giacomo Gallazzi appartiene alla seconda categoria. Laureato con lode, speaker, creator, scrittore creativo e divulgatore, ha trasformato la passione per la comunicazione in un percorso che lo porta ogni giorno a confrontarsi con centinaia di ragazzi. A settembre inizierà un prestigioso master internazionale in Entrepreneurship & Innovation alla Libera Università di Bolzano, ma il suo obiettivo guarda ancora più lontano: creare una scuola entro i trent'anni.
È proprio Giacomo ad aprire il nostro viaggio nelle nuove generazioni, la loro ricerca, le loro strade, il loro coraggio.
Il valore del contesto, non solo delle informazioni
Si definisce "Context Creator", un'espressione che racchiude la sua filosofia. «Oggi viviamo in una società in cui conta molto di più il punto di vista che si riesce a costruire rispetto alla semplice informazione», spiega.
L'idea nasce dalle riflessioni dell'imprenditore della comunicazione Matteo Roversi, fondatore di Cosmico e rappresenta perfettamente il modo in cui Gallazzi interpreta il proprio lavoro: creare connessioni, offrire chiavi di lettura, aiutare le persone a guardare la realtà con occhi diversi.
Dal Liceo Crespi alla laurea con lode
Il percorso parte dal liceo classico Crespi di Busto Arsizio prosegue all'Università Iulm, dove si laurea in Comunicazione con il massimo dei voti e la lode e continua oggi con l'ammissione al master in lingua inglese Entrepreneurship & Innovation della Libera Università di Bolzano.
Per essere selezionato ha dovuto presentare un progetto di startup e un curriculum ricco di esperienze maturate già durante gli anni universitari.
La scelta di Bolzano non è casuale. A convincerlo sono stati il forte orientamento all'innovazione, l'internazionalità dell'ateneo, il contesto trilingue, il rapporto con la natura, le montagne e una città pensata per essere vissuta in bicicletta.
L'intuizione nata su Instagram
La svolta arriva quasi per caso, quando frequenta la quinta liceo. Durante il tempo libero realizza dirette Instagram in cui commenta film e riflette su temi filosofici. Quelle live attirano l'attenzione di Lorenzo Perotta, fondatore di una startup di educazione finanziaria, che vede in lui il volto ideale per raccontare il progetto.
Quella che inizialmente sembra un'esperienza quasi ludica si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più grande. Proprio il giorno della seconda prova dell'esame di maturità presenta pubblicamente l'app Finanz, dimostrando una naturale capacità comunicativa.
È l'inizio di un'avventura destinata a cambiare il suo percorso.
Sessanta scuole percorse per parlare ai giovani
Con Finally inizia a girare l'Italia, entrando in oltre sessanta scuole, dalla Lombardia fino alla Puglia, incontrando studenti durante assemblee e incontri dedicati all'educazione finanziaria.
Parla di risparmio, gestione del denaro e investimenti, ma si rende presto conto che ciò che lo entusiasma davvero non sono i numeri. Sono le persone.
«Mi sono appassionato allo stare a contatto con i ragazzi», racconta. È nelle aule scolastiche che scopre quanto sia importante accompagnare gli studenti nella crescita personale prima ancora che professionale.
La scelta di seguire la propria vocazione
Nel 2025 il progetto Finanz cresce rapidamente e l'azienda decide di concentrarsi sullo sviluppo dell'applicazione. Gallazzi, invece, sente che la sua strada è un'altra.
Lascia il progetto e sceglie di continuare come relatore indipendente, mantenendo il legame con le scuole e dedicandosi completamente al dialogo con gli studenti.
Una decisione coraggiosa, presa seguendo una convinzione semplice: fare ciò che gli permette di generare un impatto reale.
La contaminazione delle idee
Dopo la laurea incontra Francesca Romana Centini, fondatrice di The Modern Renaissance, una community internazionale dedicata a persone creative, multipotenziali e curiose.
Ricercatori, artisti, imprenditori e professionisti provenienti da mondi diversi condividono esperienze e competenze, dimostrando come discipline apparentemente lontane possano arricchirsi a vicenda.
Per Gallazzi questa contaminazione rappresenta uno degli elementi più importanti della formazione.
«Viviamo in un mondo complesso. Per questo è fondamentale avere tanti punti di riferimento, saper assumere prospettive differenti e riuscire a conversare con persone che appartengono a realtà diverse».
Una visione che mette al centro la poliedricità come competenza essenziale del presente.
"Ako": insegnare significa imparare
Dall'esigenza di confrontarsi con persone capaci di ispirare nasce anche il suo nuovo podcast, Ako.
Il nome arriva dalla lingua māori e racchiude un significato profondo: insegnare è imparare. Due azioni che quella cultura non considera separate.
Un concetto che Gallazzi sente profondamente suo dopo gli anni trascorsi nelle scuole.
«Mi sono accorto che ogni volta imparavo tantissimo dai ragazzi».
I primi episodi sono già stati registrati. Il pedagogista Raffaele Mantegazza affronta il significato dell'educazione, il ruolo della scuola e le sfide della didattica contemporanea. Prossimamente sarà ospite anche la rettrice della Iulm, Valentina Garavaglia, con cui parlerà del valore educativo del teatro.
Il teatro che ha cambiato la sua vita
La comunicazione, in fondo, nasce proprio da un palcoscenico.
Da bambino era timido e introverso, ma l'esperienza con i Viandanti Teatranti gli permette di scoprire una sicurezza che non immaginava di possedere.
Per tre anni frequenta il laboratorio teatrale, poi continua l'attività nel gruppo del liceo fino alla maturità.
È lì che comprende di avere una naturale predisposizione a parlare in pubblico e a coinvolgere le persone, tanto che oggi sogna di tornare a recitare entrando in una compagnia amatoriale.
Una scuola da costruire entro i trent'anni
Podcast, incontri nelle scuole, newsletter — significativamente chiamata La Gallettera — e il prossimo master rappresentano tasselli di un progetto molto più ambizioso.
Gallazzi non nasconde il suo obiettivo: creare una scuola capace di formare giovani intraprendenti, curiosi e aperti al confronto.
Perché, ne è convinto, il futuro non appartiene a chi accumula più informazioni, ma a chi sa creare contesti in cui le persone possano crescere insieme. Una convinzione che, a soli 23 anni, sta già trasformando in realtà.







