Politica - 21 luglio 2026, 19:02

Autonomia, Ferrara (M5S): «Il Governo colleziona sconfitte e insiste con l'ostinazione differenziata»

Lo ha dichiarato alla Camera il deputato pentastellato varesino, intervenendo sulle pre-intese tra il Governo e Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto relative a protezione civile, professioni, previdenza complementare, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica

Autonomia, Ferrara (M5S): «Il Governo colleziona sconfitte e insiste con l'ostinazione differenziata»

«Il Governo Meloni continua a non accettare la realtà: colleziona sconfitte e insiste con la sua ostinazione differenziata. Dopo che la Corte costituzionale ha profondamente demolito l'impianto originario della legge Calderoli, la maggioranza prova a ricostruirlo a rate: una funzione alla volta, una Regione alla volta, un'intesa alla volta».

Lo ha dichiarato alla Camera il deputato varesino del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara, intervenendo sulle pre-intese tra il Governo e Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto relative a protezione civile, professioni, previdenza complementare, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.

«Non stiamo esaminando semplici atti amministrativi. Ogni funzione trasferita oggi può diventare un precedente domani e ogni eccezione concessa a una Regione può trasformarsi in una nuova richiesta avanzata da un'altra. Il Governo presenta al Parlamento una tessera alla volta, sperando che nessuno osservi il mosaico complessivo. Ma la somma di tanti piccoli trasferimenti può modificare profondamente l'architettura della Repubblica».

Secondo Ferrara, la questione non è quante competenze aggiuntive possa ottenere la Lombardia, ma quali risultati concreti queste attribuzioni produrranno per i cittadini.

«A Varese le persone non chiedono nuove formule costituzionali o altre bandierine regionali. Chiedono di trovare un medico di medicina generale, di ottenere una visita specialistica senza aspettare mesi e di poter contare su pronto soccorso e servizi territoriali realmente accessibili. Prima di chiedere altri poteri, Regione Lombardia dovrebbe rispondere pienamente dell'esercizio di quelli che già possiede».

Particolarmente delicato è il capitolo sanitario. «Medici e infermieri non si moltiplicano attraverso un'intesa. Una maggiore autonomia finanziaria potrebbe trasformare la sanità in una competizione tra Regioni per sottrarsi personale già insufficiente. Una Regione può apparentemente migliorare anche impoverendo quella confinante, ma ciò che conviene a una singola amministrazione non coincide necessariamente con ciò che conviene alla Repubblica».

«La Lombardia – prosegue Ferrara – deve continuare a essere il motore dell'Italia, non il primo vagone di un treno che decide di partire lasciando il resto del Paese sul binario. È forte quando innova, produce e trascina l'economia nazionale, non quando costruisce nuovi confini amministrativi».

«Questa maggioranza si presenta come custode della Nazione, ma non basta dichiararsi patrioti durante le campagne elettorali: bisogna esserlo quando si scrivono le regole che tengono unito il Paese. La Corte ha fermato l'autonomia all'ingrosso e il Governo tenta ora di riproporla al dettaglio. Cambia la confezione, ma non il progetto».

«L'Italia non ha bisogno di Regioni più sole – conclude il deputato M5S – ma di istituzioni più responsabili e di cittadini più uguali. Questa è la differenza tra l'autonomia prevista dalla Costituzione e una secessione amministrativa costruita a rate. Quando arretra l'uguaglianza, non cresce l'autonomia: arretra la Repubblica».

c.s.


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