Scuola - 14 luglio 2026, 07:44

FOTO. Diversity & Inclusion, la voce dei giovani diventa motore di cambiamento: alla Liuc premiate quattro tesi che guardano al futuro

Martina Antico, Silvia Ferrario, Giuliana Paolini e Matilda Petrolo ricevono un riconoscimento per i loro elaborati sui nuovi modelli organizzativi e alla valorizzazione delle persone. Università e imprese si confrontano sulle sfide del domani, tra innovazione, cambiamenti demografici e responsabilità sociale. Al centro del dibattito il contributo delle nuove generazioni, chiamate a costruire ambienti professionali sempre più aperti e partecipativi.

C'è una generazione che non considera più la diversità un ostacolo da superare, ma una ricchezza da valorizzare. È una visione che nasce nelle aule universitarie e che guarda già al mondo del lavoro, dove inclusione, ascolto e pluralità di esperienze sono destinati a diventare fattori decisivi per la competitività delle imprese. Da questa consapevolezza prende forma il Premio di Tesi sulla Diversity & Inclusion promosso dalla Liuc, un riconoscimento che mette al centro le idee dei giovani e il loro contributo nella costruzione di organizzazioni più aperte, innovative e sostenibili.

Quattro tesi premiate per costruire l'impresa del futuro

Nella cerimonia svoltasi a Castellanza sono stati premiati quattro lavori di tesi magistrale in Economia, Management e Governance che si sono distinti per originalità, rigore e profondità di analisi sui temi della Diversity & Inclusion.

Ad aggiudicarsi il riconoscimento messo a disposizione da Rhea Vendors e i tre premi finanziati da Pomini Rolling Mills, per un valore complessivo di 4 mila euro, sono state Martina Antico, Silvia Ferrario, Giuliana Paolini e Matilda Petrolo.

Un premio che non rappresenta soltanto un riconoscimento accademico, ma un investimento sulle competenze e sulla capacità delle nuove generazioni di immaginare modelli organizzativi più inclusivi e attenti alle persone.

I giovani hanno una visione più aperta dell'inclusione

A sottolineare il valore del confronto con le nuove generazioni è stata Eliana Minelli, delegata del rettore all'Inclusione, che ha evidenziato come siano proprio gli studenti a portare uno sguardo nuovo sul tema.

«Le giovani generazioni guardano il futuro con la tematica dell'inclusione. Stanno coltivando una visione del futuro migliore del passato. I nostri ragazzi Liuc sono molto preparati e mi auguro possano diventare la classe dirigente di domani», ha affermato.

Secondo Minelli, sostenere le tesi significa anche favorire un dialogo intergenerazionale e ascoltare chi sarà chiamato a guidare aziende e istituzioni nei prossimi decenni.

La docente ha inoltre ricordato come l'inclusione non sia soltanto un valore etico, ma un elemento strategico: ambienti di lavoro aperti e inclusivi favoriscono una maggiore capacità di innovazione, aumentano la fidelizzazione dei dipendenti e migliorano la produttività, contribuendo anche ad accrescere l'attrattività delle imprese nei confronti di clienti, fornitori e investitori.

Il confronto tra università e imprese

La cerimonia, coordinata dal Servizio per il Diritto allo Studio dell'Ateneo, è stata aperta da Alex Alberio, vicepresidente di Liuc Alumni con delega alle attività internazionali.

È stata proprio l'associazione dei laureati a coinvolgere diverse aziende nella creazione dei Premi, con l'obiettivo di sensibilizzare il mondo imprenditoriale e i giovani su una cultura sempre più inclusiva.

«Per Liuc Alumni, diversità e inclusione sono valori da tradurre in opportunità concrete, valorizzando al contempo i talenti della Liuc. Il successo di questa iniziativa dimostra quanto questi temi siano importanti sia per l'associazione sia per le imprese che hanno scelto di sostenerla», ha dichiarato Alberio.

L'inclusione come risposta alla sfida demografica

Poi la tavola rotonda moderata dalla giornalista Lucia Landoni ha approfondito il ruolo dell'inclusione nel mondo produttivo, con gli interventi di Eliana Minelli, Alex Alberio e Michela Re Dionigi di Rhea Vendors.

Minelli ha richiamato una delle grandi sfide che attendono il Paese: il progressivo calo demografico.

«Siamo di fronte a una tragedia demografica e spesso non siamo consapevoli della portata dell'inverno demografico. Le aziende dovranno continuare a creare valore con meno persone e quindi dovranno includere sempre di più. Sarà necessario valorizzare lavoratori di culture differenti, permettere alle persone più anziane di restare attive più a lungo e ripensare i percorsi di carriera. Solo così si potrà recuperare capacità produttiva e costruire una società più coesa».

Per la delegata del rettore, la diversità assume un significato ampio che comprende culture, religioni, abilità, esperienze e differenti modi di interpretare la vita, diventando un'eredità da trasmettere alle future generazioni.

Le imprese raccontano il valore delle persone

Dal mondo aziendale è arrivata la testimonianza di Michela Re Dionigi, che ha illustrato il percorso intrapreso da Rhea Vendors.

«In Rhea il tema dell'inclusione è molto sentito. È un percorso iniziato anni fa attraverso attività di formazione e progetti dedicati. C'è una grande attenzione alle persone, che devono poter esprimere il proprio potenziale ed essere ascoltate. Servono impegno, dedizione e passione».

Parole che confermano come il dialogo tra università e imprese possa trasformare la Diversity & Inclusion da principio teorico a pratica quotidiana.

Laura Vignati

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