«Desideriamo creare quello che ci piace definire un maestro d’ascia 2.0: un professionista capace di rispettare la tradizione, ma anche di inserirsi nel comparto nautico contemporaneo», afferma Paolo Sivelli, presidente della Fondazione Officine dell’Acqua di Laveno Mombello.
Il comune lacuale diventa un nuovo punto di riferimento nazionale per la cultura nautica e la formazione artigianale. La Fondazione Officine dell’Acqua ha presentato la Scuola di Maestri d’Ascia, un percorso unico in Italia dedicato alla preparazione delle future generazioni di carpentieri navali e alla tutela di un mestiere antico, oggi messo a rischio dalla progressiva scomparsa dei cantieri storici e dalla mancanza di ricambio generazionale.
La scuola, gratuita per i partecipanti, partirà il primo ottobre 2026 e avrà una durata di tre anni, con un impegno di 35 ore settimanali per dieci mesi all’anno. «È un progetto che portiamo avanti da oltre dieci anni, si inserisce nel più ampio progetto della Federazione Italiana Barche Storiche, e finalmente siamo riusciti a concretizzare sul Lago Maggiore – continua Paolo Sivelli –. Non appartiene soltanto alla Fondazione, ma a tutta la comunità che vuole tutelare il patrimonio nautico e mantenere vivo un antico sapere artigianale».
Il maestro d’ascia è la figura professionale specializzata nella costruzione, nel restauro e nella manutenzione delle imbarcazioni tradizionali in legno. La scuola punta però a formare un professionista capace di unire le tecniche storiche alle esigenze del moderno mercato nautico.
Il programma prevede una formazione teorica e pratica. Gli studenti lavoreranno direttamente nel cantiere della Fondazione e potranno confrontarsi con imbarcazioni storiche, materiali, tecniche di costruzione e interventi di restauro. La parte didattica sarà sviluppata in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova, mentre il percorso potrà contare sul contributo di Camera di Commercio di Varese, Federazione Italiana Barche Storiche, Confartigianato Varese, associazioni, musei e cantieri navali di diverse regioni italiane.
Gli allievi avranno così la possibilità di svolgere periodi di formazione anche al di fuori di Laveno, entrando in contatto con differenti realtà produttive e professionali. Fondamentale la collaborazione con l’Università di Genova permetterà di integrare il lavoro in cantiere con una preparazione teorica dedicata alla progettazione, alla storia della nautica e alla conoscenza dei materiali.
Il professor Massimo Musio Sale ha ricordato la lunga esperienza dell’ateneo ligure nella formazione nautica, sviluppata in particolare nella sede di La Spezia. «La nautica italiana si fonda sul principio del “bello e ben fatto” – ha spiegato –. Non basta costruire bene un’imbarcazione: bisogna anche darle identità e capacità di emozionare».
Secondo Musio Sale, il mestiere del maestro d’ascia rappresenta inoltre uno degli ambiti nei quali l’esperienza, la manualità e la capacità di interpretare la materia non possono essere sostituite dall’intelligenza artificiale.
La nuova sede della scuola in un ex edificio abbandonato
La Scuola sarà ospitata nell’ex deposito dei pullman di via Labiena, un edificio rimasto abbandonato per decenni: la Fondazione lo ha acquistato e completamente riqualificato, trasformandolo in un cantiere didattico sede della scuola.
«La Fondazione ha colmato un vuoto culturale – ha sottolineato il sindaco di Laveno Mombello, Bruno Bresciani –. Laveno è conosciuta per la ceramica, ma è anche una città profondamente legata al lago, alla navigazione e al lavoro. Questo progetto unisce memoria, formazione e futuro».
«Il sapere del maestro d’ascia non è custodito in un brevetto o in un manuale, ma nelle mani e nell’esperienza di chi lavora – ha spiegato Paolo Rolandi, presidente di Confartigianato Imprese Varese –. Se non viene trasmesso, rischia di scomparire definitivamente». La scuola potrebbe diventare il primo tassello di una rete economica e produttiva più ampia, capace di mettere in relazione turismo, artigianato, formazione e cultura.
«Non è soltanto un progetto didattico, ma può diventare il punto di partenza per la costruzione di un vero distretto del lago – ha osservato Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese –. La provincia dispone già di cantieri, porti, imprese e operatori che potrebbero essere messi in rete».
Anche il consigliere regionale Emanuele Monti ha indicato la possibilità di lavorare a un accordo di filiera sostenuto da Regione Lombardia. «Questo progetto è un’eccellenza lombarda e italiana. Può diventare il punto di partenza per mettere a sistema imprese, enti di formazione, associazioni e amministrazioni locali, creando nuove opportunità per il territorio».
Fondamentale per la nascita della scuola è stato inoltre il sostegno del Rotary Club Sesto Calende-Angera e di altri club del Distretto, attraverso un Global Grant internazionale. «Non stiamo soltanto conservando un mestiere antico – ha evidenziato il presidente Andrea Musajo Somma Di Galesano – ma investendo in competenze, lavoro e futuro».
La scuola può contare sulla collaborazione dell’Università degli Studi di Genova, di Confartigianato Varese, della Camera di Commercio di Varese, della Federazione Italiana Barche Storiche, oltre che di enti, associazioni e cantieri navali del territorio.
Fondamentale anche il sostegno del Rotary Club Sesto Calende-Angera, promotore dell’iniziativa attraverso un Global Grant internazionale.
Candidature aperte fino al primo settembre
Le candidature saranno aperte dal 10 luglio al primo settembre. Gli interessati dovranno inviare una mail a info@officinedellacqua.eu indicando nell’oggetto “Candidatura Scuola Maestri d’Ascia”.
I posti disponibili saranno limitati. Dopo l’invio della candidatura, gli aspiranti allievi dovranno sostenere un colloquio conoscitivo e motivazionale. Per maggiori informazioni sito www.officinedellacqua.eu.









