Politica - 09 luglio 2026, 20:58

Il PGT di Varese alla prova dei... cambiamenti climatici

La città del futuro passa da rifugi climatici, rinverdimento delle aree più urbanizzate, accessibilità e transizione energetica. In commissione urbanistica l'assessore Civati presenta le linee guida ambientali del nuovo Piano di governo del territorio, mentre l'opposizione contesta tempi e modalità dell'iter verso il consiglio comunale del 1° settembre

Il PGT di Varese alla prova dei... cambiamenti climatici

Una città più verde, più resiliente ai cambiamenti climatici e più inclusiva. È questa la direzione del nuovo Piano di governo del territorio di Varese, illustrata oggi dall'assessore all'Urbanistica Andrea Civati durante la commissione consiliare dedicata ai principali temi ambientali e sociali che entreranno nel documento destinato ad approdare in consiglio comunale il prossimo 1 settembre.

L'idea di fondo è quella di superare un'urbanistica concentrata esclusivamente sui volumi edificabili per introdurre criteri che valutino anche la qualità ambientale della città. Da qui nasce una delle principali novità del piano: il Fattore Ecosistemico Multifunzionale (FEM), un nuovo indice elaborato con il supporto del Politecnico di Milano che misurerà l'impatto ecologico degli interventi edilizi.

In pratica, non conterà solo quanto si costruisce, ma anche come si costruisce. Tetti verdi, superfici permeabili, alberature, riduzione dell'impermeabilizzazione del suolo e altre soluzioni capaci di mitigare le isole di calore contribuiranno ad aumentare il punteggio ambientale degli edifici. Chi supererà gli obiettivi fissati dal piano potrà beneficiare anche di incentivi, come premi volumetrici fino al 10%.

Grande attenzione sarà dedicata anche alla cosiddetta rete verde e blu, cioè ai corridoi ecologici cittadini, alla tutela delle aree agricole e alla biodiversità. L'obiettivo è limitare ulteriormente il consumo di suolo, favorire la rigenerazione delle aree già urbanizzate (si è parlato nel particolare di ristrutturazione della cascine agricole dismesse) e migliorare la qualità ambientale soprattutto nei quartieri più densamente edificati e soggetti alle isole di calore.

Tra le misure illustrate anche incentivi per le imprese che aderiranno alle Comunità energetiche rinnovabili, la piantumazione obbligatoria di alberi nei parcheggi pertinenziali di nuova realizzazione e la creazione di fondi di quartiere alimentati dagli interventi edilizi per finanziare opere ambientali come nuove alberature, riqualificazione di parchi e interventi contro il rischio idraulico.

Un capitolo è stato dedicato anche all'inclusività. Il nuovo PGT prevede infatti la possibilità di ampliare fino a 20 metri quadrati le abitazioni di persone con disabilità o con più di 70 anni quando ciò sia necessario per eliminare barriere architettoniche o favorire la permanenza nella propria casa. Inoltre, le associazioni del Terzo settore potranno insediarsi più facilmente nei diversi tessuti urbani senza dover affrontare procedure di cambio di destinazione d'uso.

«Le difficoltà legate al cambiamento climatico incidono soprattutto sulle persone più fragili - ha sottolineato Civati - e uno strumento urbanistico deve contribuire anche a riequilibrare queste disuguaglianze, migliorando la qualità della vita dei cittadini».

Sulla stessa linea anche l'assessora all'Ambiente Nicoletta San Martino, che ha definito il nuovo approccio «un fattore di democrazia», osservando come gli effetti delle ondate di calore colpiscano maggiormente chi vive in appartamenti privi di spazi verdi o condizioni climatiche favorevoli e sottolineando anche il valore sociale delle Comunità energetiche rinnovabili, capaci di condividere benefici economici ed energetici con le fasce più fragili della popolazione.

Il percorso verso l'approvazione del Piano sarà però particolarmente intenso. Luglio sarà infatti caratterizzato da una vera e propria maratona di commissioni consiliari dedicate al PGT: l'obiettivo è arrivare all'adozione il 1° settembre, dal momento che nel mese di agosto non potranno essere convocate commissioni. Una corsa contro il tempo contestata dall'opposizione.

Nel dibattito non sono mancate infatti le osservazioni dei gruppi di minoranza. Luca Paris (Movimento 5 Stelle) ha chiesto che tutta la documentazione del PGT venga resa disponibile entro la seconda metà di luglio per consentire ai consiglieri di analizzarla con il tempo necessario prima della seduta di settembre. Eugenio De Amici (Fratelli d'Italia) ha espresso invece perplessità sull'effettiva applicabilità di alcune misure, in particolare sul recupero degli edifici rurali, definendo alcune proposte «più vicine a una filosofia urbanistica che alla concreta fattibilità». Ancora più dura la posizione del consigliere della Lega Stefano Angei, che ha criticato il metodo scelto dall'amministrazione, giudicando troppo compressi i tempi di discussione e accusando la maggioranza di voler arrivare all'approvazione del documento con una serrata sequenza di commissioni concentrate nel mese di luglio.

Da parte della maggioranza è invece arrivata la difesa dell'impostazione generale del nuovo PGT, rivendicando il lavoro svolto negli ultimi anni e ribadendo come il piano voglia fornire una visione di lungo periodo per una città più sostenibile, accessibile e resiliente ai cambiamenti climatici.

Redazione


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