Storie - 02 luglio 2026, 07:37

Francesca Brusati, la cantante col van: da Malnate alle piazze d’Europa inseguendo la libertà della musica. «La cosa più bella? Sentirsi dire: "Mi hai svoltato la giornata"»

Attrice, cantante e artista di strada, la 37enne malnatese ha trasformato la passione per il musical in una vita on the road: «Ho bisogno di esprimermi ogni giorno, e nelle strade e piazze lo posso fare. Canto brani diversi a seconda dell’energia che percepisco dal pubblico, e questo mi regala una libertà assoluta. L’Italia è il posto in cui mi trovo meglio: la gente è più aperta e mostra di più i sentimenti, anche a Varese. Sono stata in Spagna, Svizzera, Francia, Germania, Svezia e Danimarca e ho amato molto Copenaghen, dove c’era un pubblico enorme»

Francesca Brusati di Malnate

Francesca Brusati di Malnate

Il van è lucido, dai riflessi metallici, la tinta “canna di fucile” e i vetri oscurati lo fanno assomigliare al veicolo di qualche banda di gangster americani o a un “cavallo di Troia” di una squadra speciale catturandi. In realtà è il passaporto per la libertà, il mezzo per evadere nel mondo, per partire verso destinazioni che fino a un attimo prima non si erano nemmeno prese in considerazione. La libertà è quella di essere ovunque come a casa propria, e donare al pubblico che ascolta un pezzo di sé, condividendo note e sensazioni.

Francesca Brusati è una cantante di strada e ne va fiera, da Malnate, dove è nata 37 anni fa, è partita per l’Europa, con il suo van, la casa viaggiante, e a volte il compagno tedesco Felix Renell, virtuoso di “handpan”, uno strumento a percussione ritmico e melodico che invita a sognare. Ogni tanto la si incontra in Corso Matteotti, verso Piazza del Podestà, un microfono, una cassa acustica e la sua splendida voce, per anni coltivata con lo studio e la passione.

Francesca, infatti, canta praticamente da quando è nata, ha incominciato a quattro anni nel coro di voci bianche dell’oratorio malnatese diretto dalla maestra Titti, poi si è data alla ginnastica artistica e ha fatto parte di un gruppo di musical, con la sorella e il cugino, con lo zio Claudio Carrara a fare da guida, visti i suoi trascorsi teatrali e il ruolo di organizzatore di trasferte con Musical Tour, agenzia che propone viaggi d’ascolto dei più celebri musical.

«Ho studiato danza, canto e recitazione dopo aver frequentato il Liceo artistico di Varese, iscrivendomi alla S.p.i.d. (Scuola professionale italiana di danza di Milano) e diplomandomi nel 2011, e poi perfezionandomi con Lena Biolcati e, per la recitazione, con Michael Rogers, dell’Actor’s Studio di Los Angeles. Dopodiché mi sono iscritta al Bsmt di Bologna, la più importante scuola di musical italiana, dove ho frequentato il Corso di Alta formazione, e ho seguito anche diverse masterclass e alcuni workshop. Il mio primo amore è stato il teatro, e ho fatto, con la Todo Modo Music Hall di Livorno, quasi 200 date in due tournée nazionali con il musical “Spring awakening” tratto dal romanzo di Frank Wedekind dove ricoprivo il ruolo di Anna. Vidi questa pièce a Broadway e me ne innamorai, dicendo a me stessa: “Alla fine la interpreterò”, perché capii in quella circostanza quale sarebbe stata la mia arte, il toccare nel profondo la parte più umana delle persone», spiega Francesca Brusati.

«Prima avevo animato un parco acquatico e fatto teatro all’aperto. Ho anche partecipato a un’altra tournée con il musical “Favole al telefono” tratto dai racconti di Gianni Rodari, con la Fondazione Aida di Verona, ma ci bloccò il covid il 23 febbraio 2020 a Reggio Emilia. Il tour consisteva di 50 date, ma ci rimandarono a casa per il lockdown».

La cantante malnatese decise così di far musica nelle strade e nelle piazze: «Ho sempre desiderato connettermi in maniera diretta alle persone. Per strada si ferma ad ascoltare solo chi è interessato, ed è uno scambio di energia sempre arricchente. Devo dire che l’Italia è il posto in cui mi trovo meglio, la gente è più aperta e mostra di più i sentimenti rispetto alle popolazioni del Nordeuropa. Sono stata in Spagna, Svizzera, Francia, Germania, Svezia e Danimarca e ho amato molto Copenaghen, nella piazza centrale c’era un pubblico enorme. Anche a Varese mi trovo bene, l’ho un po’ rivalutata. La mia prima esibizione la feci il 18 novembre 2021 in Piazza Carducci, per il compleanno di mio papà che, ignaro di tutto, venne portato lì con un pretesto».

Francesca canta circa quattro ore al giorno, due il mattino e altrettante il pomeriggio-sera e riesce a vivere bene con i proventi del suo lavoro itinerante.

«In alcune città serve il permesso, in altre no, l’Italia ha un regolamento preciso per l’arte di strada e ogni città poi ha il suo. Ci sono regole per il volume, la tempistica e lo spazio. A me bastano il microfono e una cassa, metto tutto in un trolley che sta anche in aereo, pesa 13 chilogrammi. Ho un repertorio di cover italiane e inglesi e canto i brani che più amo, in tutto più di 200, da Elisa, Fiorella Mannoia, Arisa e Giorgia, poi le cover pop inglesi di Noah, Nora Jones e Joss Stone e il musical di Liza Minnelli e Barbra Streisand. Non mancano i pezzi tratti dai film di Walt Disney, dalla “Sirenetta” a “Frozen” e “La Bella e la Bestia”, che canto per i bambini, il pubblico che più amo», sostiene Francesca, che è molto richiesta anche per feste private e convention (per contattarla su Instagram: @francescabrusati), e lo scorso 10 aprile è andata in onda su Rai1 nella trasmissione “Dalla strada al palco” cantando un medley dal film “Mary Poppins”.

«Ho bisogno di esprimermi ogni giorno, e nelle strade e piazze lo posso fare, canto brani diversi a seconda dell’energia che percepisco dal pubblico e se è mattina o pomeriggio, e questo mi regala una libertà assoluta. La cosa più bella è quando qualcuno mi dice: “Mi hai svoltato la giornata”, e da quando canto in strada ho più fiducia nell’umanità. Qualche volta è capitato che qualche signora mi abbia detto di stare attenta, preoccupata che fossi sola, ma non sono mai all’erta perché canto sempre in grandi piazze piene di gente. Ogni tanto vigili e polizia arrivano a chiedere i documenti, a volte con fare arrogante, ma non ho mai avuto problemi, il pubblico è sempre dalla mia parte».

Tra i sogni di Francesca c’è quello di realizzare uno spettacolo teatrale tutto suo, «perché il teatro è comunque il primo amore. Però quello che per me conta davvero è creare qualcosa che riporti le persone a relazionarsi tra loro con umanità, guardandosi negli occhi e non attraverso uno smartphone. Un po’ quello che succede cantando per strada. I sogni restano quelli di esibirmi a Londra e girare l’Irlanda, paese dove esiste la cultura dell’arte di strada». Per il momento, il van sta scaldando il motore, c’è in vista la Bretagna, poi chissà Belgio o Germania per trascorrere una lunga estate in musica.

Mario Chiodetti

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