«Il vero banco di prova del piano industriale non sono gli annunci, ma i volumi produttivi. E oggi quei numeri ci dicono che è arrivato il momento della verità»: Secondo le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil di Varese si registra un ulteriore peggioramento del quadro produttivo e occupazionale allo stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno.
A poco più di un anno dalla sottoscrizione dell’accordo sul piano industriale, i dati presentati dalla direzione aziendale delineano uno scenario che desta forte preoccupazione.
Il comparto cooking, individuato come il fulcro del rilancio industriale del sito, registra volumi significativamente inferiori rispetto agli obiettivi previsti, con un conseguente aumento delle giornate di fermata produttiva e del ricorso alla cassa Integrazione straordinaria. Anche gli altri comparti continuano a mostrare elementi di criticità - seppur minori e a oggi vicini alle previsioni di mercato - che alimentano le incertezze sulle prospettive industriali dello stabilimento.
Nonostante gli investimenti effettuati, l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori e il percorso di riorganizzazione avviato, i volumi produttivi continuano a non crescere, le giacenze di magazzino aumentano e gli obiettivi industriali sui quali era stato costruito il piano appaiono oggi sempre più lontani.
A preoccupare ulteriormente è il progressivo delinearsi di una competizione interna tra gli stabilimenti del Gruppo Beko-Arçelik, nella quale l’assegnazione di prodotti, piattaforme industriali e volumi produttivi rischia di diventare il vero elemento decisivo per il futuro del sito di Cassinetta. Per questo motivo è indispensabile comprendere quale ruolo la multinazionale intenda realmente assegnare allo stabilimento varesino nella propria strategia industriale europea.
Fim, Fiolm e Uilm ritengono pertanto indispensabile aprire un confronto pubblico con il territorio e con le istituzioni affinché venga fatta piena chiarezza sulle prospettive industriali del sito, sulle strategie della casa madre e sulle garanzie occupazionali per centinaia di lavoratrici e lavoratori.




