Purtroppo, spiace dirlo, ma avevamo ragione noi. Più volte abbiamo detto al governo di centrodestra che la tassa della salute sui lavoratori frontalieri era un errore, che rappresentava profili di incostituzionalità ed era contro la normativa prevista sull’accordo sulla nuova fiscalità tra Italia e Svizzera. Ed ecco puntuale la rappresaglia del Canton Ticino che adesso blocca alla sola Lombardia i ristorni, la quota parte delle tasse pagate dai frontalieri dovute ai comuni di confine. Non al Piemonte invece, che ha già detto di non voler applicare la tassa voluta da Meloni e Giorgetti. E così, grazie all’ottusità e al dilettantismo dei governi di destra a Roma e in Lombardia, a pagare saranno principalmente i comuni di frontiera delle province di Varese e di Como. Comuni che stanno già pagando l’assurdo taglio dei ristorni operato dal governo, che ha deciso di togliere 39 milioni a loro dovuti per darli alle regioni. Davanti all’evidenza, che avevamo più volte denunciato come Partito Democratico insieme ai sindacati dei lavoratori frontalieri, Giorgetti e Fontana si fermino: ritirino la tassa della salute e restituiscano i ristorni ai Comuni di frontiera. Così il senatore varesino Alessandro Alfieri, capogruppo Pe in commissione Esteri e Difesa a Palazzo Madama, ha commentato la notizia del blocco dei ristorni dei frontalieri decisa dal Consiglio di Stato del Ticino (leggi QUI).
Politica - 30 giugno 2026, 14:28
Blocco ristorni, Alfieri: «Rappresaglia del Ticino. Giorgetti e Fontana ritirino la tassa»
La replica del senatore varesino alla decisione del Consiglio di Stato del Ticino
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