«Abbiamo messo sul tavolo delle idee: a volte è necessario fare un passo indietro per poter fare tutti assieme un passo avanti»: sono le parole del ministro Giancarlo Giorgetti al termine dell'incontro con il sindaco di Varese, Davide Galimberti, e i principali imprenditori che investono nelle società di calcio più importanti della provincia, Pro Patria a parte.
In estrema sintesi si sono messe sul tavolo le possibilità su come arrivare ad avere una prima squadra che possa tornare nei professionisti ad alto livello, senza passare da alcun tipo di accorpamento o fusione delle realtà già presenti in Serie D. Ognuno mantiene la sua identità, anche con il settore giovanile, ma perché non unire le risorse per un unico grande obiettivo comune?
Insieme a Galimberti e Giorgetti, grande appassionato di calcio e da sempre tifoso del Varese, erano presenti Claudio Milanese, patron della Solbiatese, Lino e Max Di Caro, proprietari della Varesina, Mauro Morello, proprietario della Sestese e figura storicamente presente in molte realtà sportive cittadine, e Antonio e Giovanni Rosati, massimi dirigenti del club della città.
«Abbiamo condiviso idee e volontà, bisogna però vedere se si troverà la quadra» è stato anche detto da uno dei protagonisti della riunione.
Il vertice, che si è tenuto in Sala Giunta di Palazzo Estense, è iniziato alle 9 e si è concluso dopo circa un'ora e mezza. Ovviamente si è parlato anche dello stadio Franco Ossola e le posizioni in merito rimangono abbastanza chiare: l'idea che il progetto sportivo, con il ritorno tra i professionisti, debba essere primario e trainare una necessaria e obbligata riqualificazione dell'impianto di Masnago (proprio come è accaduto a Como) è riemersa forte al tavolo odierno e, da quanto trapela, unirebbe entrambe le figure istituzionali presenti al summit.
Con Giorgetti si è anche discusso di tutti i possibili strumenti da mettere in campo per fare sì che il Franco Ossola non sia più un peso o un limite affinché la città di Varese torni ad avere una squadra in una categoria e con le ambizioni all'altezza della sua storia.
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