Varese - 27 giugno 2026, 17:02

IL RACCONTO. Diario dai 34 gradi: Varese sembra Bangkok. Questo non è caldo, ma cattiveria

Racconto semiserio di un'ordinaria giornata nell'afa varesina, dove mi viene voglia di leccare la fotografia delle cascate gelate della Valganna, infilare la testa nel freezer, indossare uno scapolare con la fotografia delle Azzorre e immaginare torture raffinatissime per i negazionisti del cambiamento climatico. E inizio a dubitare della mia integrità mentale...

Mario Chiodetti... in tenuta estiva

Mario Chiodetti... in tenuta estiva

Ho incominciato ad avere dubbi sulla mia integrità mentale ieri pomeriggio, gradi 34 in esterno, 30,5 in stanza (percepiti un filino di più), quando improvvisamente mi è venuta voglia di leccare la fotografia delle cascate gelate della Valganna, scattata un sacco di inverni fa quando faceva freddo e dal cielo cadevano ancora strani fiocchi bianchi che qualcuno chiamava neve. 

Sono agli arresti domiciliari volontari da giorni, la mia vita di relazione finisce quando incomincia ad arrossarsi la mappa dell’Europa, che i perversi meteorologi ficcano ovunque e gli algoritmi, ancora più sadici, fanno il resto, piazzando i 45 sulla Francia in mezzo alle pubblicità delle stufe a bioetanolo, che è meglio portarsi avanti già a luglio, è la transizione ecologica baby.

Devo sopravvivere devo sopravvivere devo sopravvivere, qui a Bangkok la gente comunque va avanti, c’è anche chi va in giro in bicicletta e ho visto un pazzo che correva alle tre del pomeriggio, e anche se uno si sveglia in Algeria ci deve credere, prima o poi finirà, molto poi temo.

Questo non è caldo, è cattiveria, i capelli, quei pochi, gli ho già rasati, gli indumenti son limitati agli slip (potrei stare nudo ma ragni e zanzare mi metterebbero in imbarazzo), mi viene in mente l’immagine di San Bartolomeo con in mano la sua pelle dopo essere stato scuoiato, dà fastidio anche quella. La testa nel freezer l’ho già messa, panno bagnato sul collo no perché altrimenti la cervicale chi la sente, polsi sotto l’acqua, che dovrebbe essere fredda invece è cappuccinata, niente, rimangono i piedi nel ghiaccio, già semi squagliato nel tragitto dal freezer al bidet, o una giaculatoria ai santi Mamerto, Pancrazio e Servazio che fan venire il gelo pure a maggio.

Da giorni indosso uno scapolare con la fotografia delle Azzorre e immagino torture raffinatissime per i negazionisti del cambiamento climatico, al cui confronto Torquemada ha inventato il solletico. In realtà sono i cinesi che pilotano il clima coi droni, o magari uno dei bottoni rossi di Trump che il disturbato ha pigiato per sbaglio, o la deriva dei continenti, la Terra che sobbolle come una pizza perché è piatta, i fuochi sulla spiaggia con chitarre e capiriña, che quelli sì peggiorano le emissioni aumentando l’effetto serra, altro che i jet di linea e il traffico su gomma. Se nei commenti leggo ancora qualcuno che scrive: «È estate, fa caldo”, giuro che sparo. Oppure lo costringo, legato, a vedere per ore “Fa’ la cosa giusta” con tutti i condizionatori rotti a Brooklyn e 40 gradi perenni, o “Mad Max: Fury Road” in cui la Terra è un forno a cielo aperto e l’acqua un miraggio.

Prima di cercar di dormire guardo per mezz’ora immagini di Amundsen in Antartide o cose come la Tenda Rossa di Nobile al Polo nord e il ghiacciaio dell’Aletschhorn (o quel che ne resta) che vedevo da lontano quando andavo al Lucomagno e mi dicevo là farà un bel freddo. Adesso è lì che si squaglia con l’isoterma di zero gradi quasi a 5000 metri. Ormai, al posto delle pecore conto le mummie del Similaun, ghiacciate come un buon whisky torbato.

Nel frattempo i vari ilmeteo.it 3B Meteo e Meteo.it, già spietati di loro, con l’arrivo della caldazza han fatto figli, ovviamente peggiori dei padri, che imperversano su Facebook con mappe dell’Europa sempre più paonazze e lo spettro dei 50 gradi che aleggia per luglio perfino a Sankt Moritz, che resiste spavaldo con massime di 24 e minime di 8 (otto!!!) gradi ma sarà uno scherzo dell’intelligenza artificiale, forse l’Engadina è come la Cambogia ma non ce lo dicono.

Ho chiesto poi all’AI di indicarmi la perfetta triangolazione condizionatore ventilatore ventaglio a mano per evitare pleuriti, blocchi articolari, congiuntiviti o emiparesi a frigore, ma al terzo tentativo mi ha inviato un biglietto aereo per l’Alaska, raccomandandomi di indossare sahariana e casco coloniale. Pare che là abbiano avvistato delle giraffe.

Mario Chiodetti

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