Lettere - 23 giugno 2026, 11:23

«Preparazione e umanità, il mio grazie al pronto soccorso di Cittiglio e all'ospedale di Varese»

Riceviamo e pubblichiamo le parole di gratitudine di un lettore verso chi ha salvato una persona a lui cara: «Grazie per la competenza, la tempestività, la trasparenza e delicatezza che, nei momenti più difficili, valgono quanto una cura»

«Preparazione e umanità, il mio grazie al pronto soccorso di Cittiglio e all'ospedale di Varese»

Ci sono giorni che segnano la vita
Giorni in cui il dolore sembra arrivare tutto insieme, senza preavviso, togliendo il fiato e lasciando addosso un senso di smarrimento difficile da raccontare.

Lunedì 1 giugno, al rientro da tre giorni fuori casa, ho trovato la mia abitazione svaligiata. Non erano spariti soltanto oggetti o preziosi di valore: erano spariti ricordi, pezzi di vita,
quarantacinque anni di regali fatti con amore alla propria moglie, tragicamente scomparsa a causa di un errore medico.
Un furto così non colpisce solo una casa: colpisce il cuore, la memoria, la storia di una famiglia.

Poi, domenica 21 giugno, mentre mi trovavo all'imbarco per Santiago de Compostela, è arrivata una telefonata che non dimenticherò mai: "Adriano sta malissimo".

Lo avevo salutato il giorno prima. Era con le sue bambine, il bene più prezioso, la parte più luminosa della sua vita. Sono riuscito a parlargli al telefono: la sua voce era debole, confusa, biascicava le parole. Lui, sempre così forte, così resistente, si lamentava. Mi ha detto che gli mancava il respiro.
In quel momento ho capito che non c'era tempo da perdere.

Gli ho detto che avrei chiamato subito l'ambulanza e ho contattato immediatamente il 118. In pochissimo tempo i soccorsi hanno ricevuto le coordinate del luogo in cui si trovava, ormai accasciato. Eppure, anche in quelle condizioni, con il fiato che mancava e le forze che lo stavano abbandonando, Adriano era riuscito a fare ciò che solo un padre può fare: pensare prima alle sue bambine.
Con una forza di volontà immensa, era riuscito a riportarle a casa insieme alle loro biciclette, perché si trovavano su una pista ciclabile.

Questo gesto racconta più di mille parole chi sia Adriano: un uomo che, anche nel momento più fragile e pericoloso, ha messo davanti a tutto le sue figlie.

I soccorsi sono arrivati entro dieci minuti dalla mia chiamata, seguiti immediatamente dall'automedica. I sanitari hanno agito con una professionalità straordinaria: lo hanno
assistito, stabilizzato, sottoposto ai primi accertamenti, valutando ogni segnale con attenzione e competenza. Nulla è stato lasciato al caso.

Ma ciò che porterò sempre nel cuore è che, accanto alla preparazione tecnica, non è mancata l'umanità.

Prima di portarlo via, hanno chiamato le bambine per permettere loro di salutarlo.
Un gesto semplice, forse piccolo agli occhi di qualcuno, ma enorme per noi. Enorme per Adriano, che ha potuto ritrovare un filo di forza. Enorme per le bambine, che hanno ricevuto un momento di dolcezza e rassicurazione dentro una situazione difficile da comprendere.

Nel frattempo, parenti e amici si sono raccolti intorno a lui, pronti ad aiutare, a sostenere, a fare ciascuno la propria parte.

Io, che mi trovavo ancora nell'area dell'imbarco, sono riuscito a uscire grazie all'aiuto di una persona dell'aviosuperficie che, con il suo pass, mi ha accompagnato fuori. Poi un tassista mi ha portato al parcheggio con una rapidità incredibile. Anche l'autostrada, stranamente libera, sembrava volerci concedere una possibilità in più. Così sono riuscito a raggiungere il Pronto Soccorso di Cittiglio.

Lì ho incontrato un sanitario che mi ha aggiornato con chiarezza e delicatezza sulla situazione, ancora precaria, e sugli accertamenti in corso, subito dopo sono corso dalle
nipotine e le ho prese con me. Il loro sorriso nel vedermi, la loro felicità ingenua e inconsapevole, mi hanno stretto il cuore. In quel momento bisognava essere forti anche per
loro.

Dopo la prima valutazione ospedaliera, Adriano è stato trasferito con una nuova ambulanza all'ospedale di Varese, dove i medici specialisti hanno accertato l'infarto. Nel pomeriggio, una dottoressa del reparto di Cardiologia, valutando l'evolversi della situazione, ha scelto di intervenire con urgenza, anticipando i tempi inizialmente previsti.

Quella decisione, presa con lucidità, coraggio e responsabilità, ha cambiato il corso della giornata.

Alla sera, finalmente, la tensione ha iniziato a sciogliersi. Il nostro piccolo grande mondo familiare si è ricomposto: chi era presente fisicamente, chi collegato attraverso il telefono e le tecnologie moderne, tutti uniti dallo stesso pensiero, dalla stessa paura, dalla stessa speranza.

È arrivato un respiro di sollievo,
Una gioia nuova,
Una rinascita.

Dopo giorni così duri, dopo il dolore del furto, dopo la paura di perdere ancora qualcosa di immensamente caro, abbiamo sentito che la vita ci stava restituendo una possibilità.
E oggi resta una gratitudine profonda, sincera, difficile persino da esprimere fino in fondo.

Grazie al Sistema Sanitario Lombardo.
Grazie a ogni persona che è intervenuta: ai soccorritori, ai paramedici, al personale dell'automedica, ai sanitari del Pronto Soccorso di Cittiglio, ai medici e al personale dell'ospedale di Varese.

Grazie, in modo particolare, alla dottoressa del reparto di Cardiologia, che ha saputo leggere la situazione, assumersi una responsabilità importante e intervenire al momento giusto.

Grazie per la competenza.
Grazie per la tempestività,
Grazie per la trasparenza.
Grazie per l'umanità
Grazie per quella delicatezza che, nei momenti più difficili, vale quanto una cura.

La Sanità non è fatta solo di strutture, ambulanze, reparti e strumenti. È fatta di persone Persone che scelgono ogni giorno di esserci, di correre, di decidere, di rischiare, di prendersi cura.
A tutte queste persone va il nostro grazie più grande.

Grazie alla Sanità Lombarda.
Grazie a chi si spende ogni giorno, con cuore e competenza, per salvare vite e restituire speranza alle famiglie,

Grazie a chi permette tutto questo!

Lettera firmata

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