Un marcantonio di due metri e quattro centimetri per oltre cento chili di peso, dotato di ottima coordinazione a dispetto di questa imponente struttura, di una mano educata, di senso del rimbalzo, di prontezza sugli scarichi.
Un sogno per la Pallacanestro Varese, un sogno che a un certo punto è stato molto vicino a realizzarsi. Sì, il nome di Ousmane Diop, centro campione d’Italia con la canotta di Milano, accostato al biancorosso non è stato una delle tante boutade vendute dalle pagine di (alcuni) giornali… C’è stata una trattativa, ma si è conclusa: il pivot senegalese di formazione italiana non verrà nella Città Giardino.
La notizia della chance di vedere Diop alla corte di Ioannis Kastritis è uscita questa mattina, ovvero nel momento in cui i discorsi tra le parti - società e giocatore/agente - si erano praticamente già interrotti e per volere della stessa Pallacanestro Varese.
Diop era un obiettivo di Luis Scola da quasi due settimane, non da oggi. E lo testimoniano diversi colloqui svoltisi quando la finale scudetto tra Milano e Venezia era ancora in corso. Colloqui nei quali le volontà della società e del giocatore sono sembrate poter collimare perfettamente, anche dal punto di vista economico, non solo nelle ambizioni future che “Ous” è parso felice di voler sposare. Sembrava poter essere solo questione di tempo, nello specifico di permettere al giocatore di finire l’annata agonistica e di effettuare una visita di controllo al ginocchio destro, infortunatosi nei mesi scorsi.
Invece negli ultimi quattro o cinque giorni è calato da parte dell’atleta e del suo entourage il più completo silenzio, proprio nel momento in cui Varese aspettava la risposta definitiva, o sì o no. Da qui la decisione di piazzale Gramsci, arrivata ieri sera da quel che abbiamo appreso: basta attendere, niente Diop.




