Varese - 19 giugno 2026, 10:49

Dal Centro Gulliver una risposta alla carenza di personale sanitario in Lombardia

Il Progetto Magellano Professional accoglie 11 infermieri dal Paraguay, Fatebenefratelli beneficiario dell’iniziativa. L’inserimento lavorativo è preceduto e preparato da un mese di formazione intensiva a Varese, presso il Campus Cascina Tagliata, struttura del Centro Gulliver destinata alla formazione residenziale, immersa nel Parco del Campo dei Fiori

Dal Centro Gulliver una risposta alla carenza di personale sanitario in Lombardia

Nei giorni scorsi sono atterrati all’aeroporto di Malpensa undici infermieri laureati provenienti dal Paraguay. A dare loro il benvenuto, per il nostro Centro Gulliver, era presente Guido Bonoldi, medico ideatore del Progetto Magellano e nostro Socio Onorario. I professionisti prenderanno servizio nell’area della salute mentale nel Centro Sacro Cuore di Gesù di San Colombano al Lambro del Fatebenefratelli.

LA SINERGIA CON IL FATEBENEFRATELLI

Questa nuova esperienza sul campo nasce proprio dalla convenzione che Centro Gulliver ha sottoscritto nel 2025 con il Fatebenefratelli, una sinergia che vede l'ente religioso beneficiario del Progetto Magellano Professional.

Ideato e promosso dal Centro Gulliver, di intesa con ASST Sette Laghi, Progetto Magellano è nato a Varese nel 2023, proprio per trovare una risposta concreta alla cronica mancanza di infermieri sul nostro territorio. Oggi, a fronte dei risultati positivi e del successo riscontrato in questi anni, il Progetto è diventato un punto di riferimento e l'iniziativa si è allargata ad altre province lombarde (ASST Pavia nel 2025), contribuendo in modo sempre più ampio a inserire personale qualificato nel Servizio Sanitario.

UN PROGETTO DI ACCOGLIENZA E CURA

Dopo un lungo viaggio transoceanico, questi undici professionisti sono pronti per iniziare una nuova esperienza di vita e di lavoro, portando con sé competenze, entusiasmo e il desiderio di una vita migliore, mettendosi da subito a disposizione delle persone più fragili. “È un percorso che incarna perfettamente Sguardo Fuori, lo sguardo che cura, lo sguardo che libera, slogan che abbiamo scelto per la campagna del nostro 40° anniversario – dice Emilio Curtò, Presidente del Centro Gulliver –. Uno sguardo che sa andare oltre le distanze geografiche e culturali per mettere al centro la persona. Ogni viaggio comincia con un passo: quello di questi undici professionisti è iniziato a oltre diecimila chilometri di distanza e oggi prosegue qui, dove le competenze, l'accoglienza e l'umanità del Centro Gulliver si incontrano quotidianamente, con un obiettivo: prendersi cura delle persone”.

“Il Progetto Magellano coniuga la cultura della cura e dell’accoglienza proprie di Gulliver, con la competenza professionale e relazionale consolidate in 40 anni di vita del Centro, per realizzare un’esperienza di inclusione che si traduce in uno scambio e arricchimento reciproco, a favore di chi arriva nel nostro paese, ma anche di chi accoglie”, afferma Stefano Marazzi, coordinatore del Progetto Magellano dal 2023.

LA FORMAZIONE ONLINE E SUL TERRITORIO

Il programma di inserimento gestito dal Centro Gulliver si distingue per un percorso che inizia nel Paese d’origine dei professionisti, che per sei mesi frequentano corsi di lingua italiana. Nei mesi di marzo e aprile hanno inoltre seguito un percorso formativo di otto incontri online, realizzato in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università Insubria, diretta dalla Professoressa Camilla Callegari, con delle lezioni di approfondimento degli aspetti clinici e organizzativi dell’assistenza psichiatrica state svolte da Marta Ielmini, ricercatrice universitaria.

L’inserimento lavorativo è quindi preceduto e preparato da un mese di formazione intensiva a Varese, presso il Campus Cascina Tagliata, struttura del Centro Gulliver destinata alla formazione residenziale, immersa nel Parco del Campo dei Fiori. In questa sede un’équipe di professionisti del Gulliver cura un iter formativo che comprende il perfezionamento della lingua italiana, la conoscenza del Sistema Sanitario italiano con particolare riferimento all’ambito della psichiatria, gli aspetti istituzionali e giuridici, la normativa relativa ai cittadini stranieri e la responsabilità medica. La formazione teorica è integrata da giornate di affiancamento nelle équipe delle Comunità Psichiatriche del Centro Gulliver, presso la sede di Cantello.

Un ringraziamento speciale va alla pedagogista Stefania Curtò, che ha offerto con grande generosità il proprio contributo come volontaria per il Centro Gulliver, accompagnando a distanza gli infermieri del Paraguay in questa importante e delicata fase di preparazione, attraverso una serie di colloqui individuali. Un momento particolarmente emozionante si è vissuto proprio mercoledì 17 giugno, in via Albani, quando gli infermieri hanno potuto finalmente incontrare di persona la dottoressa Curtò. Per ringraziarla del prezioso accompagnamento e della vicinanza dimostrata durante tutto il percorso di preparazione oltreoceano, le hanno donato un ventaglio artigianale realizzato in ñandutí (in lingua guaraní ragnatela), merletto tipico del Paraguay, simbolo delle relazioni intessute con cura e pazienza. Si è trattato di un gesto semplice ma ricco di significato, capace di raccontare la gratitudine, l’amicizia e il legame profondo che si è creato ben prima del loro effettivo arrivo in Italia.

C.S.

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