Economia - 17 giugno 2026, 13:23

La provincia di Varese mantiene un profilo di benessere diffuso grazie a redditi e comportamenti finanziari prudenti

Da un focus della Camera di Commercio, disponibile sul rinnovato portale Osserva, emerge come i redditi delle famiglie del Varesotto tengano: resta la sfida all’inflazione. Sul fronte dei consumi e del potere d’acquisto occorre recuperare capacità di spesa dopo gli aumenti dei prezzi

La provincia di Varese mantiene un profilo di benessere diffuso grazie a redditi e comportamenti finanziari prudenti

L’ufficio Analisi Economiche di Camera di Commercio di Varese ha realizzato un focus, disponibile sul rinnovato portale Osserva, dei principali dati relativi a reddito, risparmio e consumi, tracciando un quadro delle dinamiche degli ultimi anni nel territorio provinciale.

Guardando al reddito lordo pro-capite delle famiglie che vivono in provincia di Varese, i dati dell’Istituto Tagliacarne evidenziano una crescita del +15,4% tra il 2021 e il 2024, leggermente inferiore all’inflazione, pari al +16,4% dell'Istat-IPCA. In particolare, tra il 2021 e il 2023 la provincia di Varese ha registrato una crescita dei redditi lordi pro-capite delle famiglie tra le più elevate in Italia, posizionandosi come la quinta provincia per crescita del reddito pro-capite in questo arco temporale. Nel 2024, invece, i redditi lordi pro-capite delle famiglie varesine hanno rallentato il loro ritmo di crescita, andando ad appiattirsi sul dato nazionale intorno ai 23.500 euro annui.

Sul fronte della spesa, nel 2023 le famiglie varesine hanno destinato ai consumi circa 22.400 euro ciascuna, ovvero 1.300 euro in più della media italiana. I consumi pro-capite delle famiglie varesine, dopo il calo inevitabile registrato nel 2020 per le restrizioni imposte durante la pandemia, sono tornati a crescere. Tuttavia, la variazione tra il 2019 e il 2023, pari al +12,5%, è comunque risultata inferiore all’inflazione, attestatasi al +17,2% Istat IPCA, e alla media nazionale del +15,6%. In questo contesto, sono i consumi per i beni non alimentari a mostrarsi meno dinamici, con un +11,2% sempre tra il 2019 e il 2023, mentre i consumi alimentari hanno tenuto un ritmo di crescita più sostenuto, pari al +15,3%, in linea con il trend nazionale. La spinta inflazionistica, manifestatasi negli anni successivi alla pandemia di Covid e all'inizio del conflitto in Ucraina, ha avuto ripercussioni indirette sulle abitudini di spesa delle famiglie. Di conseguenza, a fronte della necessità di sostenere alcune spese essenziali e non comprimibili, l'acquisto di determinati beni o servizi è stato nell'immediato ridotto o posticipato.

Nonostante tali dinamiche, una conferma della solidità del territorio varesino arriva dalle scelte di lungo periodo e per il futuro. La provincia di Varese è infatti settima in Italia nella classifica stilata dal Sole24Ore per il 2025 per la spesa per consumo di beni durevoli, ovvero di quei beni che soddisfano un bisogno per un periodo di tempo prolungato, solitamente superiore ai tre anni, e il cui valore non viene consumato interamente al primo utilizzo, come mobili, elettrodomestici e l’elettronica di consumo. Il dato sul consumo di beni durevoli è considerato un termometro fondamentale del benessere economico di una provincia, poiché la capacità delle famiglie di investire in beni che non si esauriscono con un solo utilizzo segnala fiducia nel futuro e stabilità finanziaria; nello specifico, la spesa delle famiglie varesine per il consumo di questi beni è di circa 3.650 euro, il 25% in più della media nazionale. Sempre in un’ottica di lungo periodo, le scelte di risparmio delle famiglie pongono Varese tra le prime province, risultando, secondo i dati dell’Istituto Tagliacarne, la sesta provincia in Italia con una propensione al risparmio delle famiglie dell’11,5%.

I dati del Sole24Ore sulla qualità della vita evidenziano che in provincia di Varese servono 74,8 mensilità per acquistare 60 mq in zona semi centrale. Nel confronto diretto con i territori confinanti, la nostra provincia mantiene così un forte vantaggio: restiamo decisamente distanti dai picchi toccati a Como e Monza-Brianza (entrambe intorno alle 102 mensilità) e da Milano (che raggiunge ben 141,95 mensilità). Un posizionamento che ci permette di rimanere competitivi e attrattivi nel panorama regionale.
 

C.S.

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