Economia - 15 giugno 2026, 13:27

Galdabini indica la rotta dell'industria varesina: «Zls intorno a Malpensa e gestione coordinata del fondo frontalieri»

Il presidente di Confindustria Varese ha aperto l'Assemblea annuale dell'associazione che si è tenuta stamattina nel sito della Divisione Aeronautica di Leonardo a Venegono Superiore: «Bene parlare di turismo, di attrattività, di terziarizzazione avanzata della nostra economica locale. Ma rimane un fatto: ancora oggi per la provincia di Varese non esiste un modello di sviluppo che possa essere alternativo alla crescita dell’industria e di Malpensa»

Luigi Galdabini

Luigi Galdabini

Le due priorità per lo sviluppo del territorio: «Una gestione intelligente e condivisa del Fondo per lo sviluppo economico e il potenziamento delle infrastrutture delle zone di confine italo-elvetiche e la costituzione di una ZLS – Zona Logistica Semplificata intorno all’aeroporto di Malpensa». 

Il messaggio al governo sui fondi di coesione: «Centralizzare la gestione di risorse così preziose priverebbe le Regioni di strumenti di politica industriale di cui le imprese, anche quelle lombarde, hanno bisogno». La visione europea su un tema sempre più strategico, quello della sovranità digitale: «Un argomento ancora non abbastanza al centro delle nostre agende e a cui non riserviamo, anche nelle nostre aziende, l’attenzione che merita» ma su cui le imprese varesine stanno facendo da laboratorio per un progetto scalabile a livello europeo, insieme al Joint Research Center di Ispra e all’Università LIUC. 

Sono questi i tre passaggi chiave della relazione del Presidente Luigi Galdabini all’Assemblea Generale 2026 di Confindustria Varese.

Un evento che si è tenuto nel sito della Divisione Aeronautica di Leonardo a Venegono Superiore. Una realtà industriale che occupa oltre 1.910 risorse e dove sono sviluppati e prodotti i più avanzati sistemi al mondo per l’addestramento e la formazione dei futuri piloti militari. Dai velivoli “trainer” M-345 e M-346 al sistema addestrativo a terra, che integra reale e virtuale di ultima generazione per la massima efficacia addestrativa.

«Tra queste mura - ha sottolineato Galdabini in apertura dei lavori - la ricerca avanza sulle frontiere tecnologiche, ma quel che ancor più conta è che contagia con la sua capacità di innovazione le numerose specializzazioni di quella enorme piattaforma di trasformazione industriale che è la provincia di Varese. Ecco spiegato perché è da qui, da questi capannoni, che ho voluto far iniziare il cammino assembleare della mia presidenza».

Sviluppo locale

L’industria deve tornare al centro delle strategie di sviluppo locale, ha sottolineato il Presidente di Confindustria Varese: «C’è un aspetto fondamentale che continueremo a rivendicare in ogni nostra interlocuzione con le Istituzioni: il ruolo centrale della manifattura per il benessere sociale del territorio. Bene parlare di turismo, di attrattività, di terziarizzazione avanzata della nostra economica locale. Ma rimane un fatto: ancora oggi per la provincia di Varese non esiste un modello di sviluppo che possa essere alternativo alla crescita dell’industria e di Malpensa».

Da qui la prima proposta: creare una ZLS intorno all’aeroporto, un’area dove lo Stato possa introdurre procedure amministrative più rapide e agevolazioni per favorire investimenti, sviluppo manifatturiero e logistico. «La vera sfida - ha sottolineato Galdabini - è quella di fare quadrato tra parti sociali e politiche di ogni colore per ottenere che il nostro territorio si doti di uno strumento di politica industriale pensato soprattutto per rendere la nostra provincia più attrattiva per le imprese».

Senza dimenticare, però, la parte Nord della provincia, per la quale sarà strategica in futuro una “gestione intelligente” del fondo che si nutre di una quota delle maggiori entrate fiscali derivanti dall'Irpef pagata in Italia dai nuovi frontalieri. «Una partita fondamentale che arriverà totalmente a regime quando il Fondo potrà contare su una dotazione di 220 milioni all’anno. Non possiamo disperdere in mille rivoli questa preziosa risorsa per lo sviluppo delle nostre zone di confine, oggi così sofferenti in termini di competitività e di attrattività. Serve una visione forte e un impegno comune per una programmazione coordinata su pochi, ma precisi progetti volti alla dotazione infrastrutturale, al miglioramento dei collegamenti e al sostegno dei salari».

Questione settentrionale

L’appello è rivolto al territorio, ma allo stesso tempo anche al governo nazionale: «Ci sono aree depresse e in difficoltà anche in Lombardia e anche in provincia di Varese e occorrono politiche di sviluppo industriale locale» che possano contare su risorse adeguate. E, quindi, nessuna centralizzazione dei fondi di coesione, è stata la richiesta di Confindustria Varese per voce di Galdabini: «Perché, non dimentichiamolo, anche la questione settentrionale è una questione nazionale».

Sovranità digitale europea

Ma lo sguardo degli industriali varesini è rivolto anche all’Europa. Su un tema, soprattutto: la sovranità digitale. «La consapevolezza del rischio che corriamo come cittadini e come imprese è ancora troppo bassa”, ha messo in guardia Galdabini. Eppure, oltre l’80% dei prodotti, delle infrastrutture e della proprietà intellettuale digitali utilizzati all’interno dell’Unione Europea è controllato da società extra-Ue. «La digitalizzazione come opportunità, la sovranità digitale come dovere. È su questo binomio che ci stiamo attivamente impegnando come Confindustria Varese con il Joint Research Center di Ispra, l’Università LIUC e Confindustria», ha annunciato Galdabini. 

Comprendere come le imprese di un tessuto produttivo industriale affrontano le proprie dipendenze e vulnerabilità tecnologiche; permettere al JRC una raccolta di informazioni, tratte direttamente dalle imprese, che aiuti la Commissione Ue a disegnare le politiche europee su questi temi; creare consapevolezza nelle aziende sulla propria rete digitale e sulle proprie vulnerabilità: questi i tre obiettivi di un accordo sperimentale «che ha il grande vantaggio di far parlare e confrontare tra loro, prima di prendere le decisioni, i soggetti che devono regolamentare, ossia le Istituzioni europee e le realtà che verranno regolamentate, ossia le imprese. Siamo orgogliosi che questo laboratorio sia partito proprio da qui, da Varese».

Il dibattito

Proprio il tema della sovranità digitale nell’attuale contesto geopolitico è stato al centro dei lavori dell’Assemblea 2026 di Confindustria Varese. Dopo la relazione del Presidente Galdabini, su questi argomenti sono intervenuti dal palco e con collegamenti video: Stefano Bortoli, Managing Director della Divisione Aeronautica di Leonardo; Paolo Magri, Presidente Comitato Scientifico ISPI; Pietro Labriola, Special Advisor Confindustria per la Transizione Digitale, Amministratore Delegato Gruppo TIM e Presidente Asstel; Valeria Sandei, Chief Global AI Almaviva Group e CEO Almawave. 

Le conclusioni sono state affidate all’intervista con il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.

C.S.

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