Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge sui Data center, la prima in Italia. La Regione si è assunta così «la responsabilità di governare un asset di interesse pubblico», afferma Giuseppe Licata, consigliere regionale di Forza Italia.
Diversi gli aspetti rilevanti: attrazione degli investimenti, rigenerazione delle aree dismesse, limiti al consumo di suolo. Ma il tema riguarda anche la formazione delle professionalità richieste dalla transizione digitale: «La Lombardia dovrà farsi trovare pronta anche su questo piano – osserva Licata – potenziando la formazione tecnologica specifica per l’ICT e l’intelligenza artificiale». E, in questo campo, la provincia di Varese può giocare un ruolo importante.
Il prossimo 20 giugno entrerà in vigore la legge sui Data center approvata dal Consiglio regionale. Consigliere Licata, quali sono a suo avviso gli aspetti più importanti del provvedimento regionale, il primo in Italia dedicato alla regolamentazione di questo settore?
«I Data Center sono infrastrutture fisiche alla base del funzionamento di tutti i sistemi e gli applicativi informatici che utilizziamo su Internet, per comunicare, lavorare, accedere al conto in banca o alla cartella clinica, acquistare un biglietto aereo e tantissimo altro ancora. La loro affidabilità e resilienza costituiscono pertanto una componente strategica per l’economia e la sicurezza del Paese, a fronte di una trasformazione digitale sempre più veloce e pervasiva, in Lombardia, in Italia e nel mondo. Per queste ragioni Regione Lombardia si è assunta la responsabilità di governare lo sviluppo dei Data Center, in quanto asset di interesse pubblico. La legge regionale è proprio orientata a garantire omogeneità di procedure e vincoli su tutto il territorio regionale, governare l’elevato consumo energetico favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili, limitare operazioni speculative e incentivare l’insediamento in aree dismesse, contaminate e di rigenerazione urbana».
Tra i fattori da considerare vi è il consumo di suolo. Che cosa prevede la legge a tal proposito?
«Regione Lombardia assumerà un ruolo di regia strategica, con l’obiettivo di favorire priorità e accelerazione per i progetti che contribuiscono alla riqualificazione dei territori e alla rigenerazione di aree degradate. La legge approvata disincentiva il consumo di suolo agricolo per la realizzazione di data center, incrementando su queste aree gli oneri per gli investitori».
I Comuni sono stati coinvolti? E che ruolo avranno gli enti locali?
«I rappresentanti dei Comuni sono stati auditi nel corso dell’iter di approvazione della legge. Il ruolo dei Comuni sarà centrale: spetterà alle Amministrazioni Comunali la mappatura delle aree comunali dismesse (entro il termine di un anno), all’interno di un sistema che prevede incentivi premiali. L’attuazione della legge regionale sarà monitorata da una cabina di regia, composta da tutti i principali attori pubblici coinvolti nell’analisi del “fenomeno centri dati”, compresi i Comuni, con la partecipazione di rappresentanti di ANCI Lombardia».
Nei prossimi anni si annunciano investimenti importanti in questo settore. Quale ruolo avrà la Lombardia?
«Regione Lombardia rappresenta uno dei principali poli europei per lo sviluppo e l’attrazione di investimenti nel settore dei Data Center. Negli ultimi due anni il valore degli investimenti privati destinati a nuove infrastrutture Data Center in Italia ammonta a circa 7 miliardi di euro, con ulteriori 25 miliardi potenziali nei prossimi tre anni, di cui circa l’80% concentrato in Lombardia».
Si aspetta ricadute positive dal punto di vista occupazionale?
«Assolutamente sì. Ma, per cogliere al meglio l’opportunità dal punto di vista occupazionale, la Lombardia dovrà farsi trovare pronta anche sul piano della formazione. Per questo è importante potenziare, nelle scuole ed in particolare negli Istituti Tecnici Superiori (ITS), le aree di formazione tecnologica specifica per l’ICT e l’intelligenza artificiale, contribuendo così alla creazione di competenze spendibili nel settore e di professionisti competenti, responsabili e consapevoli».
La provincia di Varese come si colloca in questo contesto?
«Il tessuto industriale e imprenditoriale della provincia di Varese ha una forte vocazione verso l’innovazione tecnologica, che va coltivata e incentivata attraverso una regolamentazione chiara e la riduzione della burocrazia, come farà questa legge regionale. Nel territorio esistono già realtà importanti che possono rappresentare un modello di sviluppo. Penso, ad esempio, ad Elmec Informatica, che gestisce un importante campus tecnologico a Brunello e all’ITS Incom Academy di Busto Arsizio, punto di riferimento nella formazione di figure professionali necessarie alla gestione di data center».
Quali sono i prossimi passi e le prossime sfide da affrontare?
«Il testo di legge regionale approvato in Lombardia testimonia la volontà della Regione di affrontare e regolamentare uno sviluppo sostenibile, anche dal punto di vista ambientale, dei data center, quale settore strategico per la realizzazione della transizione digitale. Ora occorre proseguire in un percorso fatto di regole certe e di stretta sinergia e collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, a partire dall’istituzione dello “Sportello regionale per i centri dati”, cui spetterà la gestione del procedimento unico per il rilascio delle autorizzazioni, e della task force, composta dai tecnici degli enti coinvolti, che avrà il compito di indicare le linee di indirizzo tecnico-amministrativo per guidare e agevolare i procedimenti AIA e AUA».




