Territorio - 08 giugno 2026, 11:12

LA LETTERA. "Vivere Gavirate" scrive al sindaco: «Valorizzazione del Chiostro, una riflessione e tre domande»

La lettera aperta del gruppo consiliare: «Pensiamo che sia giusto lavorare per ospitare una collezione permanente al Chiostro ma sia altrettanto giusto comparare e scegliere tra più proposte utilizzando criteri oggettivi e pubblici»

Il Chiostro di Voltorre

Il Chiostro di Voltorre

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera aperta inviata al sindaco di Gavirate Massimo Parola dal gruppo consiliare "Lista Civica - Vivere Gavirate" sul tema della valorizzazione del Chiostro di Voltorre.

La valorizzazione del Chiostro di Voltorre è certamente un impegno importante e gravoso per il rilancio del nostro territorio. La cultura rappresenta infatti un aspetto prioritario dell’identità territoriale, in particolare di un Comune.

L’accordo con la Provincia è sicuramente importante, ma di per sé insufficiente se davvero vogliamo trasformare il Chiostro in un luogo culturale di attrazione.

Dovremmo fare tutti gli sforzi possibili affinché il Chiostro diventi un punto di riferimento almeno a livello regionale, dove la qualità delle proposte culturali e artistiche sia all’altezza degli obiettivi che ci si è posti o che ci si dovrebbe porre.

Certamente un passo avanti è stato fatto rispetto a quando il Chiostro era chiuso e utilizzato solo per alcuni eventi annuali.

Come è evidente a tutti, sarà più difficile riuscire a centrare questi obiettivi se il Comune di Gavirate rimarrà solo in questo lavoro. Come tutte le realtà culturali, anche il rilancio e la promozione del Chiostro dovranno vedere impegnati diversi enti: il Comune, la Provincia, la Regione, la Camera di Commercio e altri soggetti ancora, che insieme sappiano compiere quello sforzo necessario affinché il nostro esso diventi la tappa di un percorso culturale e artistico che vada oltre i confini del nostro territorio.

Il Gruppo Cultura si sta certamente impegnando in questa direzione ma da solo non riuscirà a fare tutto ciò che è necessario per lo scopo sopra menzionato.

Abbiamo appreso dalla stampa che, grazie all’intervento del Presidente del Gruppo di Lavoro Cultura, è stato concesso, pensiamo in accordo con la Provincia, visto che è la proprietaria del sito, l’utilizzo gratuito del Chiostro per collocare la collezione permanente d’arte moderna della famiglia Genzini, messa gratuitamente a disposizione.

Si tratta di opere visibili in occasione delle aperture del Chiostro e che rimangono esposte anche in contemporanea ad altre mostre.

È certamente lodevole e apprezzabile lo sforzo fatto per offrire al pubblico la visione di collezioni d’arte moderna.

Sorge però una domanda: quale criterio è stato utilizzato per offrire tale spazio a tal collezionista?

Abbiamo chiesto come Gruppo Consiliare di conoscere l’atto o il contratto di comodato che normalmente viene sottoscritto per tali situazioni, e mi si informava, formalmente, che non esiste alcun documento contrattuale.

Allora ci siamo posti ancora altre domande:

  1. Per un collezionista è certamente un valore poter godere della disponibilità di un Monastero Benedettino per esporre le proprie opere senza alcun costo di gestione. Il criterio utilizzato per questa scelta è stato soggettivo? Perché allora non concedere detto spazio anche per esposizioni permanenti di altri artisti, come Brunella, Vanoli, l’associazione Liberi Artisti, per non parlare di Pedretti, che ha scelto Biandronno, grazie alla lungimiranza del Consiglio Comunale che ha approvato un accordo al fine di poter ospitare la collezione del Bianco Lombardo.
  2. Ci chiediamo se sia stata effettuata una catalogazione delle opere esposte e se vi sia la possibilità di venderle.
  3. La responsabilità delle opere, sia per eventuali danni sia per furto, è in capo al Comune oppure alla famiglia Genzini?

Attenzione però: questa nostra riflessione non significa in alcun modo che siamo contrari all’esposizione permanente delle opere della famiglia Genzini o di altri collezionisti. Riteniamo però che un ente pubblico debba sempre scegliere tra più proposte e chiarire i criteri adottati.

Pensiamo che sia giusto lavorare per ospitare una collezione permanente al Chiostro ma sia altrettanto giusto comparare e scegliere tra più proposte utilizzando criteri oggettivi e pubblici.

Quindi, per anticipare un’eventuale risposta sbrigativa, precisiamo che non esprimiamo un parere contrario, ma invitiamo il Sindaco a adottare tutti i provvedimenti necessari per rendere questa scelta trasparente e obiettiva.

Altre realtà si sono avvalse della pratica della manifestazione pubblica di interesse; altre ancora hanno approvato una delibera di Giunta indicando i criteri utilizzati, come del resto ha fatto il Comune di Gavirate per l‘assegnazione di altri spazi. Tutti gli enti, però, hanno poi sottoscritto un preciso provvedimento che regolasse quanto concordato: dalla durata dell’accordo, al catalogo delle opere esposte, fino alle responsabilità delle parti.

Gavirate, 26 maggio 2026

C.S.

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