Il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin propone una riflessione sull'utilizzo e la manutenzione delle piste ciclopedonali della Valcuvia:
Con l’arrivo dell’estate molti anziani bambini e cani passeggiano nei tracciati forniti dalle piste ciclabili che collegano i nostri territori, così come i molti cittadini e turisti che frequentano le zone della Valcuvia.
Una convivenza che a volte si dimostra difficile e che funziona solo se nessuno si comporta da padrone della strada o della pista, né su due ruote né a piedi. Le regole vanno rispettate sia da parte dei ciclisti che dei pedoni mettendo in atto piccole regole di attenzione tenendo conto gli uni della presenza degli altri.
Se per i pedoni l’occupazione completa della corsia diventa motivo di intralcio, pur nella condizione gradevole di una chiacchierata di gruppo, per i ciclisti un colpo di campanello sarebbe la soluzione più semplice, nonché immediata, per prevenire possibili incidenti sulle ciclabili.
Ma quanti ciclisti sono dotati di campanello? Quanti ne fanno uso quando è necessario? Quanti moderano la velocità percorrendo in bici le aree ciclopedonali?
A questo proposito ricordo che l’art. 590 c.p. dice che: un ciclista che investe un pedone in area pedonale, può essere accusato di lesioni colpose, soprattutto se procedeva a velocità eccessiva. La situazione fra bici e pedoni nelle aree ciclabili, ma non solo, non è sempre facile: le regole ci sono, eppure tante persone le ignorano, e spesso viene a mancare il buonsenso. Esiste poi il problema dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica che non possono circolare sulle ciclopedonali ma solo su strade urbane.
Un'altra delle condizioni molto discussa che ritengo debba essere affrontata è quella della pulizia e del decoro dei tratti di ciclabile che percorrono i singoli paesi esistenti sul tracciato che da Luino porterà a Laveno Mombello. I chilometri del percorso cominciano a diventare importanti, così come la manutenzione, la pulizia e il decoro dei percorsi viari che richiedono una costante cura sia nel taglio dell’erba, sia nella condizione di pulizia, che di rattoppo del manto stradale o di riparazione costante di alcuni tratti invasi dalle radici degli alberi.
I costi di manutenzione sono oggi sicuramente rilevanti ma ancora di più lo è la capacità di una costante attenzione e cura che si riflette sull’immagine di un territorio che vuole, attraverso questa importante dotazione, incidere sulla condizione di attrattività turistica capace di valorizzare e stimolare la presenza di una condizione di permanenza anche e non solo attraverso piccoli accorgimenti quali: panchine, cestini o altro elemento di arredo o di complemento.
La proposta che io faccio alla Comunità Montana delle Valli del Verbano è quella di dare ad ogni singolo comune l’incarico di mantenere e pulire il tratto di territorio attraversato con la distribuzione delle necessarie risorse messe a bilancio per far fronte ai costi di cura e manutenzione.
Ritengo che in questo caso si riuscirebbe a incoraggiare la necessaria attenzione affinché ognuno possa sentirsi maggiormente responsabile e sufficientemente stimolato a dimostrare, quanto il proprio tracciato possa competere a dare un’immagine positiva della propria realtà comunale e del territorio, in questo contesto di percorrenza attraversato, anche con la posa di opportuna cartellonistica che pubblicizzi le bellezze delle singole realtà.
Il Sindaco del comune di Brenta
Gianpietro Ballardin




