Stravolto, felice e concentrato sull'ultima partita di domenica prossima in provincia di Cremona da cui dipende il futuro ma che non cambia il presente e il recente passato. E, cioè, il fatto che la Solbiatese con la sua proprietà è arrivata dalla Prima Categoria a giocarsi sempre una Coppa e un campionato, come quello in palio tra sei giorni a Soncino, nel Cremonese.
Il patron Claudio Milanese dopo il 2-0 alla Soncinese nell'andata della finale che mette in palio la Serie D (leggi QUI cronaca e interviste), una categoria dove i nerazzurri mancano da 15 anni, è orgoglioso dei suoi ragazzi e del grande pubblico che ha accompagnato quest'ultima cavalcata, ma non dimentica da dove è partito: «Sono molto contento della prova dei miei ragazzi e di una stagione che ci ha sempre visti protagonisti - dice Milanese - Abbiamo conquistato una Coppa Italia e, prima dell'atto finale, chiudiamo con una vittoria da imbattuti al Chinetti una stagione lunghissima. Tutto ciò la dice lunga su un'annata che ci ha visto protagonisti e sul valore della squadra».
«Da due domeniche sfondiamo il tetto delle mille presenze, un traguardo che a questi livelli non avrei mai pensato di superare - aggiunge Milanese - Non dimentico l'inizio: siamo partiti dalla Prima Categoria con una struttura che non era chiaramente questa, di strada ne è stata fatta tanta e sarò ancora più felice e orgoglioso se domenica riusciremo a coronare cinque anni di un percorso che, nonostante qualche intoppo, secondo me è stato entusiasmante».
Dalla rifondazione «di una società gloriosa che non c'era più», si è arrivati a regalare «domeniche come questa a questo pubblico» aggiunge Milanese. «Questa è una rosa di giocatori importanti ma, soprattutto, di uomini che hanno sposato il progetto, hanno sempre rispettato la società e mi sono sempre stati vicini, come io sono stato vicino a loro. Gabrielli? È il vero capitano per la sua voglia di lottare sempre, ovunque e comunque».
Al di là di tutto ciò che è stato scritto e detto del Chinetti e della Solbiatese, su cui Milanese con la classe che lo contraddistingue non interviene, c'è un dato di fatto: «Questo è visto come un impianto all'avanguardia e, pensando al punto di partenza, è un altro motivo d'orgoglio a cui hanno contribuito tutti. In primis la società con gli investimenti fatti nei campi sintetici e in quelli da padel, poi grazie alla convenzione con il Milan, che ci ha dato una grossa mano, quindi al Comune che ha compiuto un ulteriore investimento, ancora in corso, per il coronamento della ristrutturazione di una struttura invidiata da tutti».
Cosa serve in un'ultima partita in cui ci si gioca tutto? «La fiducia in sé stessi, nei compagni e nell'ambiente; il coraggio di andare su tutti i palloni e fare gol; le qualità tecniche e la capacità di mantenere la giusta tensione» è la risposta del patron, arrivato una volta di più a giocarsi un grande traguardo: in quanti ne sono capaci?
L'intervista a Claudio Milanese e la gioia finale del Chinetti
Calcio - 08 giugno 2026, 08:20
VIDEO e FOTO. Claudio Milanese e la Solbia a un passo dalla D: «Dalla Prima Categoria a più di mille spettatori. Siamo sempre arrivati in fondo, ma io ricordo l'inizio...»
Le parole del patron nerazzurro dopo il 2-0 nella finale d'andata per la promozione in serie D contro la Soncinese: «Per compiere il passo decisivo conteranno fiducia, coraggio, qualità tecniche e tensione. Cinque anni di un percorso partito da lontano arrivano all'ultimo miglio: non dimentico da dove siamo partiti». Le foto e i video di Alessandro Umberto Galbiati

Il patron Claudio Milanese applaude in tribuna (in alto a destra) in un Chinetti impazzito di gioia con oltre mille spettatori. Qui sopra il balletto di mister Gatti con Monteiro Barbosa e, in cima a sinistra, il gol del 2-0 di pura rabbia, fame e potenza di Puka (foto Alessandro Umberto Galbiati)
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