Il principio costituzionale della progressività fiscale rischia di naufragare a livello locale. È l'allarme lanciato da UIL Lombardia sulla base di uno studio della UIL nazionale sulle addizionali Irpef, che fotografa profonde disomogeneità tra i capoluoghi regionali.
A fare la differenza sono le soglie di esenzione: si passa dai 23.000 euro di Milano e i 22.000 di Mantova, fino ai soli 10.000 euro di Sondrio e agli appena 8.000 euro di Varese. Un divario di ben 15.000 euro che penalizza i redditi bassi a parità di guadagno.
«La progressività non può dipendere dal comune in cui si risiede – denuncia Salvatore Monteduro, Segretario Confederale UIL Lombardia – Lo studio della UIL nazionale mette in evidenza una questione che riguarda direttamente lavoratori e pensionati lombardi. Quando due cittadini con lo stesso reddito pagano importi diversi soltanto perché vivono in Comuni differenti, significa che il sistema presenta elementi di disomogeneità che meritano una profonda riflessione. Ancora più rilevante è il fatto che alcuni Comuni lombardi abbiano già scelto di applicare una vera progressività fiscale. Questo dimostra chiaramente che una diversa impostazione è possibile».
L’analisi focalizzata sui capoluoghi lombardi scatta l'istantanea di un vero e proprio "arbitraggio geografico" della tassazione. Milano si conferma l'ente più tutelante, garantendo l’esenzione totale dall’addizionale comunale fino a 23 mila euro di reddito imponibile. A ruota segue Mantova con una soglia fissata a 22 mila euro, seguita da Lecco (senza progressività) e Lodi (17 mila euro), Pavia (16 mila con un aliquota a 0.70 però) e Como (15 mila euro ma senza progressività).
Sul fronte opposto della classifica, in una posizione di netta penalizzazione per i contribuenti a basso reddito, Bergamo con un’aliquota fissa di 0,8 e senza alcuna fascia di esenzione. Subito dopo si attestano Sondrio con una franchigia di soli 10 mila euro e Varese, maglia nera della regione, dove l'esenzione si ferma ad appena 8 mila euro.
Il sindacato, pur non chiedendo di tagliare le risorse per i servizi locali, esige criteri di finanziamento basati sulla reale capacità contributiva delle persone. UIL Lombardia chiede quindi l'apertura di un tavolo per introdurre criteri minimi di progressività e tutelare i lavoratori e i pensionati travolti dal caro vita.




