«Leggo con stupore le dichiarazioni del consigliere regionale del Partito Democratico Samuele Astuti sulla carenza infermieristica. Ancora una volta il PD tenta di intestarsi risultati che non gli appartengono e che sono invece frutto del lavoro della maggioranza regionale». Lo dichiara Emanuele Monti (Lega), presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia.
«L’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio regionale è stato presentato dalla maggioranza e contiene una strategia articolata e concreta per affrontare la carenza infermieristica. La proposta del Partito Democratico è stata invece respinta perché caratterizzata da misure generiche, prive di una reale visione strategica e scollegate dalle azioni che Regione Lombardia sta già mettendo in campo».
«Se fossi Astuti – prosegue Monti – mi occuperei maggiormente di ciò che accade nei territori amministrati dal centrosinistra, da Varese a Milano. Da anni gli infermieri chiedono alloggi a prezzi sostenibili e maggiori servizi di welfare. Eppure molti Comuni governati dal PD non sono stati in grado di mettere a disposizione immobili pubblici e soluzioni abitative capaci di attrarre e trattenere personale sanitario, nonostante questa sia una delle criticità più segnalate dagli operatori».
«Da sinistra assistiamo spesso a dichiarazioni e polemiche, ma raramente a proposte realmente attuabili. Noi preferiamo continuare a lavorare sui fatti. In questi anni abbiamo ottenuto risultati concreti per valorizzare il personale sanitario e rendere più attrattiva la professione infermieristica».
Monti ricorda inoltre che «a livello nazionale la Lega ha sostenuto con forza il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto sanitario, con incrementi economici significativi per gli operatori. In Lombardia abbiamo introdotto incentivi specifici per il personale impegnato nei reparti a maggiore complessità assistenziale e nelle aree maggiormente esposte alla carenza di professionisti».
«Stiamo inoltre sostenendo una proposta legislativa nazionale che consentirà anche agli infermieri e alle professioni sanitarie non dirigenti di sviluppare forme regolamentate di libera professione, analogamente a quanto già avviene per i medici. Una misura che garantirà maggiore valorizzazione professionale, nuove opportunità economiche e una migliore capacità di risposta ai bisogni dei cittadini, rafforzando al tempo stesso il Servizio sanitario pubblico».
«La carenza infermieristica – conclude Monti – è una sfida troppo seria per essere utilizzata come terreno di propaganda politica. Regione Lombardia continuerà a lavorare con pragmatismo su formazione, stipendi, welfare abitativo, valorizzazione professionale e reclutamento qualificato. Sono questi i temi che interessano agli infermieri e ai cittadini, non le polemiche costruite per conquistare qualche titolo di giornale».




