Economia - 04 giugno 2026, 16:53

Salario giusto e lotta ai contratti pirata. L'impegno di Confcommercio Uniascom Varese: «Il valore della retribuzione non è solamente economico»

Il webinar organizzato oggi dall'associazione varesina sul cosiddetto Decreto 1° Maggio ha affrontato il tema del lavoro e del contrasto ai contratti pirata. Il presidente Rudy Collini: «Il Decreto responsabilizza le associazioni datoriali e quelle dei lavoratori a concertare il salario giusto che affronti anche temi come welfare, previdenza, formazione e assistenza. Così si combatte il dumping»

Un'immagine del webinar organizzato da Confcommercio Uniascom Varese sul tema del Decreto 1° Maggio

Un'immagine del webinar organizzato da Confcommercio Uniascom Varese sul tema del Decreto 1° Maggio

"Decreto 1° Maggio, salario giusto e dumping contrattuale" è il titolo del webinar organizzato giovedì pomeriggio da Confcommercio Uniascom della provincia di Varese, per fare il punto sul provvedimento del Governo che introduce importanti novità per le aziende, con misure che possono favorire le assunzioni stabili e prevedere agevolazioni contributive legate all’occupazione giovanile e alla trasformazione dei contratti.

«Se le regole sono condivise e fatte rispettare, l'impresa buona le accetta - ha introdotto Rudy Collini, presidente Confcommercio Uniascom provincia di Varese - il Decreto 1° Maggio va in questa direzione perché non si limita ad attribuire un valore meramente economico alla retribuzione, ma responsabilizza le associazioni datoriali e quelle dei lavoratori a concertare il salario giusto. Non si può pensare di avere un salario unico per tutti; da una concertazione virtuosa il risultato non può che essere positivo perché oltre alla parte economica si affrontano anche temi come il welfare e la formazione. Così si combattono il dumping e la concorrenza sleale. L'impegno delle associazioni deve essere quello di sensibilizzare imprese e lavoratori che il valore del salario non è meramente economico, è fondamentale educare e portare a questa consapevolezza». 

Tra i relatori del webinar anche Michele Frattini, presidente dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Varese: «Attribuire l'aggettivo giusto al salario è impegnativo, richiedere mettere a sistema tutto ciò che in parte oggi è mancato o è disomogeneo. Questo Decreto apre una sorta di cantiere per mettere le basi ad un argomento che si sta portando avanti da almeno un anno, nella direzione di un mercato del lavoro che tutela i lavoratori e le imprese virtuose. Un Decreto che pone paletti ben definiti e che valorizza la contrattazione collettiva. Il termine giusto non deve rimanere solo nel titolo ma deve entrare nella buste paga dei lavoratori».

Francesco Seghezzi presidente dell'associazione Adapt, fondata da Marco Biagi e che si occupa di temi legati al lavoro, ha evidenziato che il «Decreto difficilmente risolverà la complessità del sistema ma il salario giusto è quello deciso dalle parti con i loro conflitti, con tutti gli attori che giocano nelle stesse regole. Parte integrante di questo processo è includere nei contratti tutto ciò che ha a che fare con la vita delle persone e quindi non solo l'aspetto economico ma anche assistenza, previdenza, formazione che vanno oltre il mero orario di lavoro. Anche se mettere d'accordo le parti sociali sui criteri di rappresentatività non è cosa semplice».

Maggiormente incentrato sul tema del dumping salariale l'intervento di Andrea Chiriatti direttore area relazioni sindacali Fipe Confcommercio: «Il dumping esiste da anni, ci siamo svegliati dal torpore. La tariffa giusta è quella che viene sottoscritta dalle associazioni rappresentative, il punto non è solo la tariffa in sé ma chi la sottoscrive, frutto di un negoziato complesso, un lungo percorso a fasi; questo è uno degli aspetti più importanti del Decreto. Purtroppo i contratti pirata si sono moltiplicati, anche sul nostro territorio abbiamo visto obbrobri, il contratto non è un vestito da prendere a pezzi, va indossato intero». 

Matteo Fontana

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