Territorio - 03 giugno 2026, 16:11

VIDEO E FOTO. Accanto alle persone fragili per continuare le cure: nasce in Provvidenza l'Ospedale di comunità

La Fondazione oggi ha lanciato ufficialmente il nuovo servizio dedicato a pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere per acuti, ma che richiedono ancora monitoraggio clinico e assistenza. Il presidente Chierichetti: «Desideriamo offrire una risposta concreta ai bisogni di continuità assistenziale»

C'è un momento di spaesamento che può accompagnare l'uscita dall'ospedale (e non solo) di persone fragili. Un'esigenza in crescendo nel territorio, a cui si è data una risposta concreta oggi a Busto Arsizio con l'ospedale di comunità alla Fondazione La Provvidenza Ets. Un nuovo servizio creato, un "ponte" tra sanità e territorio costruito con la consueta, duplice visione in viale Duca d'Aosta: competenze e umanità.

Un servizio, un modello

Si tratta dunque di un servizio rivolto a persone che necessitano di un periodo di assistenza sanitaria temporanea, dopo un ricovero ospedaliero - in una fase di passaggio verso il rientro a casa o verso altri servizi – o dal domicilio per necessità che possono insorte. Otto camere, 15 posti, il tutto nel segno dell'accoglienza ma anche della tecnologia e dell'organizzazione degli spazi all'avanguardia. 

Una tappa importante, come ha sottolineato il presidente Luigi Chierichetti accanto al direttore generale Luca Trama e alla direttrice sanitaria Chiara Mazzetti nel dare il benvenuto alle numerose autorità: il sindaco di Busto Emanuele Antonelli, il sindaco di Castellanza Cristina Borroni, i consiglieri regionali Emanuele Monti (presidente della Commissione welfare), Romana Dell'Erba e Samuele Astuti, per l'Ats Insubria (coinvolta assieme ad Asst Valle Olona) la dottoressa Sara Gambarini. A guidare nella nuova realtà anche le dottoresse Florentina C. Vladescu (coordinatrice Odc) e Maria Cristina Gallazzi (medico incaricato per l'Odc. Presenti anche il dottor Amedeo Celora, neo assessore a Gorla Maggiore, e il dottor Umberto Rosanna, attento da sempre alla Provvidenza e indicato come ispiratore.

Si è sentito l'orgoglio bustocco, infatti, ma anche il respiro di tutto un territorio che chiede a gran voce questo servizio e ora può contare. Un avvio, perché subito il sindaco Antonelli, nel fare i complimenti alla Provvidenza, ha caldeggiato una crescita.

Cosa significa

«L’Ospedale di Comunità è un servizio pensato per accompagnare persone fragili o con patologie croniche in una fase particolarmente delicata del proprio percorso di salute - ha osservato la dottoressa Chiara Mazzetti, guidando alla scoperta del reparto  - Un contesto assistenziale dedicato a pazienti che non necessitano più di cure ospedaliere per acuti, ma che richiedono ancora monitoraggio clinico, assistenza infermieristica e continuità delle cure prima del rientro al domicilio o dell’attivazione di altri percorsi assistenziali». Ciò diventa particolarmente prezioso per evitare ricoveri impropri e superare casi acuti ma non gravi, non tali da aver bisogno di un ricovero ospedaliero appunto. 

«Rappresenta un passaggio importante nel percorso di attenzione e cura verso le persone più fragili del nostro territorio - ha dichiarato il presidente  Luigi Chierichetti - Con questo progetto desideriamo offrire una risposta concreta ai bisogni di continuità assistenziale, mettendo a disposizione competenze, professionalità e spazi dedicati all’interno di un contesto capace di accogliere e accompagnare la persona in un momento delicato del proprio percorso di salute». 

E ha aggiunto il direttore generale Luca Trama: «Questo nuovo servizio rappresenta una tappa significativa nel percorso di evoluzione della Fondazione. Crediamo sia fondamentale costruire servizi capaci di accompagnare la continuità delle cure, integrando competenze sanitarie, assistenziali e relazionali all’interno di una rete territoriale sempre più connessa”.

L'Ospedale di comunità nasce proprio qui, in questi spazi, come un'evoluzione naturale della missione di Provvidenza Ets, che così amplia ancora la propria capacità di presa in carico della fragilità, consolidando il proprio ruolo all’interno della rete dei servizi sanitari e sociosanitari del territorio. Va ricordato che oggi Provvidenza (con circa 400 collaboratori) significa sì ospiti assistiti all'interno delle mura, ma anche l'immensa rete dell'assistenza a domicilio.

Il consigliere regionale (Lega) Monti ha rimarcato l'emozione di vedere nascere questa realtà e e anche l'unanimità che ha segnato il suo emendamento in questa direzione, a testimonianza della necessità di dare una risposta al tema. Così come la collega Dell'Erba (FdI) l'ha definito un modello assolutamente attuale che anticipa l'incremento dei fabbisogni, un ponte tra ospedalizzazione e cure domiciliari. Dal canto suo Astuti (Pd) ha lodato il coraggio di perseguire questi obiettivi da parte di Provvidenza e della dedizione di persone che amano il loro lavoro e si prendono carico delle fragilità.

Un plauso anche dai sindaci, da Cristina Borroni che ha sottolineato come questa risorsa sia per tutto il territorio, e da Emanuele Antonelli che ha visto in questo risultato il classico modo di affrontare le cose da parte di bustocchi -  cioè fare qualcosa significar farlo bene - auspicando che l'esempio porti ad altre aperture.

Quindi la benedizione da parte di don Peppino Colombo, a ricordare le radici cristiane di Provvidenza. Il servizio è pronto e partirà nelle prossime settimane.

IN ALLEGATO SOTTO LE PRINCIPALI DOMANDE SULL'ODC

Files:
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Marilena Lualdi

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