Politica - 03 giugno 2026, 20:15

Provincia, la maggioranza si divide sul patrocinio al Pride. Poi il saluto di Barcaro, “freddo” con Magrini

Per il Pd negare il patrocinio alla parata di Varese «non è accettabile». Ma, come avvenuto negli anni precedenti, Magrini opterà per questa decisione, condivisa dall’opposizione ma anche da Forza Italia, che fa parte della maggioranza. Ultima presenza a Villa Recalcati per Barcaro: «Non mi hai ringraziato, io invece lo faccio», la risposta del presidente al commiato del consigliere

Provincia, la maggioranza si divide sul patrocinio al Pride. Poi il saluto di Barcaro, “freddo” con Magrini

Si avvicina il Varese Pride e in Consiglio provinciale si torna a discutere sul patrocinio alla parata, che quest’anno si terrà il 20 giugno.
Posizioni diverse di centrodestra e centrosinistra e anche all’interno della stessa eterogenea maggioranza. Alla fine a decidere sarà il presidente Marco Magrini, che non concederà il patrocinio. È un déjà vu quello andato in scena questa sera, mercoledì 3 giugno, a Villa Recalcati. In una seduta che è anche stata l’ultima di Alberto Barcaro, che è intervenuto salutando chi lo ha affiancato in questa esperienza. «Tu non mi hai ringraziato, invece io lo faccio e magari avremo ancora occasione di lavorare insieme», le parole di Magrini dopo il commiato del consigliere.

Déjà vu sul Pride

Lo scorso anno la discussione venne chiusa sul nascere col coniglio estratto dal cilindro da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia Marco Colombo che, ponendo la questione pregiudiziale prevista dal regolamento, fece di fatto saltare la votazione sul Pride perché la competenza sui patrocini spetta al presidente e non al Consiglio (leggi qui).
Stavolta Magrini ha bypassato gli aspetti regolamentari affrontando il tema nelle comunicazioni di inizio Consiglio (fatte slittare però alla fine della seduta), dunque senza votazione. Il presidente ha ricordato di aver concesso il patrocinio a un evento promosso a Villa Recalcati da Arcigay, a cui ha anche preso parte. Sulla parata, invece, «mi sembrava corretto ascoltare i consiglieri».

Fabio Passera ha espresso il pieno sostegno al Pride del Pd. «Sarebbe un errore del presidente non concedere il patrocinio. La Provincia ha tra i propri compiti la promozione delle pari opportunità e il contrasto alle discriminazioni. Io sono profondamente cattolico e quando rappresento i miei concittadini cerco di farlo nel modo più aperto che conosco. La fede non è incompatibile con l’inclusione. Negare il patrocinio significa prendere le distanze pubblicamente, e questo per noi non è accettabile». E il capogruppo ha invitato Magrini a tornare tra le «strade colorare di Varese», come aveva fatto lo scorso anno.

Diversa l’opinione, dai banchi dell’opposizione, di Colombo: «Non si tratta di fare o no il Gay Pride, ma del patrocinio da parte di un ente pubblico». L’esponente meloniano ha parlato di una serie di contraddizione, come «l’esclusione del carro della comunità ebraica dal Pride di Roma. Invito il presidente a mantenere le posizioni che ha avuto fino ad adesso. Se vuole partecipare, partecipi come cittadino».

Contrario al patrocinio anche un esponente della maggioranza, come il forzista Chicco Vettori: «Parliamo di diritti, ma queste persone hanno tutti i diritti che abbiamo tutti noi. Dentro certe aziende la loro posizione è anzi più tutelata. Se poi i diritti sono utero in affitto o adozione da parte della famiglia omosessuale, allora entriamo in una questione antropologica. Da cattolici non c’è neanche da parlarne… Non dare il patrocinio è un aiuto alla nostra società: l’individualismo che prende forma è distruttivo».

Per Alessandra Agostini, dem delegata alle Pari opportunità, «quando persone e famiglie manifestano perché “si considerano non considerate” al pari di altri cittadini, la politica ha il dovere di parlarne. E dare il patrocinio sarebbe un passo in avanti che la Provincia prima o poi lo farà».
Non quest’anno, però. «Ho sempre dato la disponibilità ad affrontare questi argomenti, ma il Gay Pride è un’altra cosa – ha ribadito Magrini –. L’anno scorso ho partecipato e le posizioni sono tutte legittime, nessuno vuole discriminare. Poi vedremo di decidere che cosa fare». Ma la posizione è nota: niente patrocinio alla parata.

Il saluto di Barcaro

Quello di questa sera è stato l’ultimo Consiglio provinciale per Alberto Barcaro. La sua mancata rielezione a Somma Lombardo aprirà le porte dell’assemblea ad Andrea Di Salvo, consigliere comunale a Cairate ed esponente di Azione, presente nei posti destinati al pubblico.
«Si conclude un’esperienza intensa e importante iniziata nel 2018, ma l’impegno era cominciato nel 2011 a Somma Lombardo all’interno della Lega», ha ricordato Barcaro, che da delegato alla Protezioni civile a Villa Recalcati ha gestito diverse emergenze, a partire dal periodo durissimo della pandemia. «Ho avuto lonore di seguire progetti importanti, ringrazio i dipendenti dell’ente e i volontari della Prociv. Senza di loro nulla sarebbe stato possibile. Un ringraziamento a Emanuele Antonelli (ex presidente, ndr), che considero innanzitutto un amico che mi dato fiducia nominandomi anche vicepresidente. Ho cercato di onorarla con serietà e lealtà. Porterò sempre con orgoglio questa esperienza nel cuore».

Non è passato inosservato il mancato riferimento all’attuale numero 1 di Villa Recalcati. «Non mi hai ringraziato – ha infatti risposto Magrini –. Invece io lo faccio, per i suggerimenti e il tuo lavoro. Nel periodo del Covid ero nell’unità di crisi regionale con Bertolaso e anche con te ho portato avanti tanti bellissimi progetti. Avremo magari occasione di lavorare ancora insieme». Difficilmente, però, a Villa Recalcati.

Riccardo Canetta


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