I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Varese e i Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno portato a termine, nei giorni scorsi, un’importante attività finalizzata al contrasto del fenomeno della contraffazione transnazionale dei marchi.
In particolare, le quotidiane attività di analisi dei flussi commerciali di merci in arrivo all’aeroporto di Malpensa hanno consentito di individuare, dal mese di gennaio scorso, numerose spedizioni di prodotti provenienti sia da snodi logistici situati nel continente africano (Nigeria, Marocco ed Egitto) che dai poli manifatturieri dell'Estremo Oriente (Cina, Singapore, Thailandia e Hong Kong).
Dopo un’accurata ispezione doganale, la merce è risultata costituita principalmente da borse in pelle e capi di abbigliamento che riproducevano, senza alcuna autorizzazione, noti marchi del comparto della moda e del lusso.
Le operazioni di contrasto alla contraffazione hanno consentito di sottoporre a sequestro 7.000 articoli, per un valore commerciale stimato di circa 2,4 milioni di euro, dei quali la maggior parte individuati presso i magazzini delle spedizioni Cargo e Postali del sedime aeroportuale e che avrebbero avuto come destinazione sia il mercato nazionale che quello dell’Unione Europea.
Il dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato ha portato, inoltre, alla segnalazione alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio di oltre 15 persone, alcune delle quali ancora in fase di compiuta identificazione, ritenuti responsabili, a vario titolo, delle condotte delittuose di cui agli articoli 473 (Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni), 474 (Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi) e 517-ter (Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale) del Codice penale, in relazione alle disposizioni del Codice della Proprietà Industriale e del sistema sanzionatorio in materia doganale.
La contraffazione e il commercio di prodotti non genuini ed insicuri danneggiano il mercato, sottraendo opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole.





