Un aiuto concreto, alla portata di molti, può fare la differenza nella vita di centinaia di bambini. È questo il messaggio che arriva da Giovanni Muggeri, 25 anni, originario di Busto Arsizio, che dopo una lunga esperienza in India ha deciso di impegnarsi personalmente per sostenere una realtà educativa in grave difficoltà nel Rajasthan.
La scuola si trova nel villaggio di Picholiya, nei pressi di Pushkar, ed è gestita da una famiglia locale che, senza alcun sostegno statale o governativo, garantisce istruzione e accoglienza a circa 210 bambini tra i 4 e i 15 anni. A seguirli ci sono otto giovani insegnanti che ogni giorno lavorano per offrire ai ragazzi un'opportunità di crescita e di futuro.
Le condizioni della struttura, tuttavia, sono estremamente precarie. Le aule sono ricavate da semplici spazi coperti da lamiere, privi di adeguate pareti e infissi, in un territorio caratterizzato da condizioni climatiche difficili durante tutto l'anno. Una situazione che rende ancora più evidente l'urgenza di un intervento concreto.
Per questo Giovanni ha scelto di lanciare una raccolta fondi con un obiettivo chiaro e immediato: garantire il diritto allo studio a tutti gli alunni della scuola. L'appello è semplice. Servono 100 euro all'anno per ciascun bambino. Una cifra che permette di coprire le spese essenziali, dal materiale scolastico alla divisa, dal trasporto quotidiano tra casa e scuola fino al sostegno degli insegnanti e alla manutenzione dell'edificio.
«La scuola necessita di aiuti continuativi, specialmente per permettere a ogni bambino e bambina di frequentare l'intero corso di studi», spiega Giovanni. «Non avevamo mai specificato quanto fosse necessario per il mantenimento annuo di ciascun alunno. Oggi sentiamo il dovere di comunicarlo per motivi di cura, vicinanza e responsabilità».
I fondi raccolti saranno destinati anche alla ristrutturazione della struttura, all'acquisto di materiale didattico, alla raccolta di cibo e vestiti, alla creazione di attività extrascolastiche come laboratori di musica e teatro, all'acquisto di attrezzature informatiche e alla realizzazione di uno spazio cucina. Si tratta di interventi che possono migliorare significativamente la qualità della vita e dell'istruzione offerta ai ragazzi.
Dietro questo progetto non c'è soltanto un'emergenza da affrontare, ma una visione più ampia. L'obiettivo è accompagnare gradualmente questa esperienza affinché possa trasformarsi in una vera missione educativa e umanitaria, capace di coinvolgere persone da ogni parte del mondo. Giovanni sogna infatti che sempre più persone possano conoscere questa realtà, visitarla e contribuire alla sua crescita.
L'appello è rivolto a chiunque voglia dare una mano, anche con un piccolo contributo. Perché, come ricordano i promotori del progetto, dietro ogni donazione c'è la possibilità concreta di offrire istruzione, dignità e speranza a un bambino. «Più siamo, più pace», è il messaggio che accompagna questa iniziativa.
Questo il link dell'iniziativa:




