Territorio - 28 maggio 2026, 19:38

VIDEO e FOTO. PalaGinnastica di Busto, CGM chiude i lavori in anticipo

L’impresa di Castellanza consegna un'opera d’eccellenza al Comune rispettando i tempi del Pnrr, la struttura è ultimata e completata. Ora il testimone passa a Palazzo Gilardoni che ha il compito di far realizzare le opere esterne per rendere l’impianto pienamente operativo

Il quartiere di Beata Giuliana può finalmente voltare pagina. Quello che per anni è stato il simbolo dell’incompiuta bustocca, lo scheletro dell’ex Palaghiaccio, oggi è un ricordo sbiadito. Al suo posto sorge il PalaGinnastica, un edificio nuovo, moderno, luminoso e imponente, pronto a diventare il nuovo fiore all’occhiello dell’impiantistica sportiva lombarda. Un’opera, quella completata da CGM srl di Castellanza, che ha superato la prova del tempo e delle avversità, consegnando alla città un risultato che è già motivo di orgoglio.

Un sopralluogo tra efficienza e tecnica
Varcare la soglia del nuovo Palaginnastica regala un impatto visivo notevole. L’ampiezza degli spazi, l’illuminazione naturale che filtra dalle ampie vetrate e la pulizia architettonica degli ambienti documentano una cura costruttiva meticolosa. Le tribune dell'impianto principale potranno contenere fino a 500 spettatori. L'edificio, al primo piano, contiene un'altra palestra, che servirà per gli allenamenti ed eventuali attività di altre discipline.

Il trionfo del rispetto dei tempi
Se è vero che l'opera parla da sola, a fare la differenza è stato il modo in cui CGM ha gestito la tabella di marcia. La consegna delle aree per l'apertura cantiere è del 29 luglio 2024. Oggi, a distanza di nemmeno due anni, sostanzialmente tutto è a posto (a parte qualche piccolissima finitura da ultimare), in netto anticipo con la data di fine cantiere fissata per il 30 giugno 2026. Nonostante le criticità oggettive – i ripetuti raid vandalici degli scorsi anni che avevano deturpato il cantiere e le odissee burocratiche per trasportare le grandi travi strutturali lungo le arterie autostradali – l’azienda non ha mai ceduto. Anzi, ha accelerato. L’aver rispettato i tempi, e addirittura aver anticipato la chiusura dei lavori, rappresenta un caso quasi raro nella cronaca dei grandi appalti locali.

L'efficienza di CGM e la distinzione delle opere
L’impresa CGM ha ultimato l’edificio in ogni sua parte strutturale e impiantistica interna — inclusi gli spogliatoi, gli impianti di riscaldamento e raffrescamento, i corpi illuminanti e le finiture interne — con un anticipo significativo sui tempi, rispettando le stringenti scadenze dettate dal Pnrr per evitare qualsiasi rischio di perdita dei finanziamenti.

Ora affinché il Palaginnastica possa essere pienamente fruibile dal pubblico e dagli atleti, è necessario un ultimo passaggio. La sistemazione dell'area esterna non ricade sotto il perimetro contrattuale della CGM. Spetterà dunque all’Amministrazione comunale il compito di dare avvio a un secondo appalto volto a completare il perimetro dell’edificio. Questo intervento, fondamentale per la messa in funzione della struttura, riguarderà la realizzazione di marciapiedi, la posa della recinzione esterna, il completamento dell'illuminazione perimetrale, la sistemazione stradale di accesso e la riqualificazione a verde. 

«Abbiamo lavorato con la consapevolezza che il nostro operato ha un peso specifico per la città — commenta Salvatore Raniolo, titolare dell'impresa — e sapere di aver rispettato i tempi nonostante le innumerevoli variabili impreviste è la soddisfazione più grande per chi, come noi, ci ha messo la faccia fin dal primo giorno. Essere riusciti a terminare l'opera in anticipo, nonostante tutto, ci ripaga dei sacrifici fatti e dell'impegno profuso da tutte le nostre maestranze». 

Un progetto che guarda al futuro
Sulla stessa lunghezza d’onda l'ingegner Patrizia Fagioli, direttore tecnico dell'impresa, che sottolinea il rigore professionale dietro ogni scelta costruttiva: «Il nostro approccio è stato quello di una rigenerazione totale. Non ci siamo limitati a recuperare quanto esistente, abbiamo interpretato un progetto di fattibilità trasformandolo in un'opera di eccellenza, progettando una struttura fruibile per ospitare eventi di un certo calibro e a servizio di tutte le società sportive del territorio uno spazio progettato per durare nel tempo».

Giovanni Ferrario

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