Eventi - 25 maggio 2026, 12:34

Standing ovation per il Maestro Riccardo Muti a Luino, nel conferimento del Premio Chiara alla Carriera 2026

Teatro Sociale di Luino gremito domenica per celebrare uno dei più grandi direttori d’orchestra della storia. Il Maestro ha ripercorso oltre mezzo secolo di carriera internazionale, ricevendo l’omaggio commosso del pubblico e del Premio Chiara, nel commosso ricordo di Bambi Lazzati

Premio Chiara alla carriera per il maestro Riccardo Muti

Premio Chiara alla carriera per il maestro Riccardo Muti

A Luino, città natale dello scrittore che dà il nome all’evento e terra di grandi artisti, il “Premio Chiara alla Carriera” 2026 è stato consegnato al Maestro Riccardo Muti, tra i più amati e celebrati direttori d’orchestra di ogni tempo.

Il riconoscimento, promosso dall’Associazione Amici di Piero Chiara, viene conferito dal 1997 a una personalità di prima grandezza del mondo della cultura italiana e internazionale e si aggiunge a un albo d’oro prestigioso che comprende Giuseppe Pontiggia, Giovanni Pozzi, Claudio Magris, Luigi Meneghello, Giorgio Orelli, Raffaele La Capria, Mario Rigoni Stern, Alberto Arbasino, Luigi Malerba, Dante Isella, Carlo Fruttero, Andrea Camilleri, Franca Valeri, Paolo Villaggio, Ermanno Olmi, Luis Sepùlveda, Daniel Pennac, Lina Wertmüller, Valerio Massimo Manfredi, Dacia Maraini, Pupi Avati, Mario Botta, Corrado Augias, Gianfranco Ravasi, Salvatore Accardo e - nel 2025 - Amalia Ercoli Finzi.

La cerimonia si è svolta domenica 24 maggio al Teatro Sociale “Fo-Rame” di Luino, gremito di pubblico in ogni ordine di posto (le prenotazioni sono andate velocemente esaurite) per rendere omaggio a un gigante della musica classica, che in oltre mezzo secolo di carriera all'insegna di grandi successi ha mantenuto intatto il rigore, la passione e la capacità di parlare a generazioni diverse. A dialogare con il Maestro è stato Andrea Kerbaker, scrittore, critico letterario e raffinato divulgatore culturale, mentre la conduzione dell’incontro è stata affidata all'attrice Claudia Donadoni.

Nel corso dell’incontro, Muti ha ripercorso la propria formazione artistica e umana, alternando ricordi personali, riflessioni sulla musica e un'inesauribile aneddotica. Con ironia e passione ha difeso il rapporto profondo tra musica e teatro, criticando certe derive registiche contemporanee che snaturano l'essenza delle opere: “Io sono per le regie attuali, moderne, intelligenti, nuove: ho collaborato nove volte con Luca Ronconi, non sono avverso all'innovazione. Però mai contro la musica”.

Tra i momenti più applauditi, i momenti in cui il Maestro ha raccontato aspetti più intimi della propria vita familiare, dal rapporto col padre Domenico, insigne medico dalla voce tenorile, severissimo, ma incline all'ironia (e che non mancava di contestare il figlio allorché a suo dire, dirigendo Cavalleria rusticana di Mascagni, si allontanava dalla tradizione popolare che lui aveva in testa), fino al lavoro con la figlia Chiara Muti, regista teatrale e operistica, sottolineando come il rapporto professionale prevalga su quello familiare: “In quel momento non è mia figlia: è la regista”.

Profondissimo anche il passaggio dedicato al valore educativo dell’arte: “Il nostro lavoro non è una professione, è una missione. Noi siamo sul palco per mandare messaggi culturali e spirituali di arricchimento per il pubblico”.

Più volte il Maestro ha insistito sul ruolo della musica come strumento di unione e dialogo, richiamando il significato stesso della parola sinfonia: “La musica ha bisogno di integrazione. Noi abbiamo bisogno di unirci gli uni agli altri. Non combattere: io completo te, tu completi me”.

Grande emozione anche nel racconto dell’esperienza Cantare amantis est, che porta cori popolari da tutta Italia a Ravenna, per riunirsi in nome della musica: “3.500 persone vengono a loro spese solo per l’esperienza di cantare insieme, un'esperienza davvero toccante”.

Non sono mancati passaggi di forte intensità civile. Parlando delle “Vie dell’Amicizia”, il progetto che negli anni ha portato la musica nei luoghi segnati da guerre e conflitti, Muti ha ribadito: “La musica fortunatamente non usa cannoni né missili. Il suo beneficio richiede tempo, ma crea armonia, bellezza, pace”. Per non parlare poi dell'insistenza sulla necessità di "ben cantare" le melodie patriottiche italiane, dal "Va' pensiero" fino al "Canto degli italiani" di Goffredo Mameli, ambedue spesso vittime di esecuzioni che non comprendono il senso intimo della lingua italiana, “nata per la melodia”

Al termine della cerimonia è stata letta la motivazione ufficiale del premio: “Per aver saputo, con talento straordinario e impegno instancabile, col valore aggiunto della simpatia, elevare la musica a linguaggio universale, ispirando generazioni e lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale”. Sul palco, per il conferimento, erano presenti il vicepresidente dell’associazione Amici di Piero Chiara Salvatore Consolo, i consiglieri Cesare Chiericati e Valentino Piccinelli e il viceprefetto di Varese Michele Giacomino. Presenti in sala, tra gli altri, il Sindaco di Varese Davide Galimberti, il Presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, il Questore Paolo Iodice, il Sindaco di Luino Enrico Bianchi, il Deputato on. Andrea Pellicini e numerose autorità civili e culturali del territorio

Ricevendo il riconoscimento, il Maestro ha ringraziato con commozione il Premio Chiara: “Queste parole mi spronano a fare ancora meglio, perché non c’è mai fine alla possibilità di migliorare”.

La serata si è chiusa tra lunghi applausi, l’abbraccio del pubblico e il firmacopie del volume Recondita Armonia, al quale il Maestro si è lungamente concesso.

Non sono mancati momenti di intensa commozione nel ricordo di Bambi Lazzati, storica direttrice del Premio Chiara, scomparsa lo scorso dicembre. Questa edizione del Premio alla Carriera, la prima senza di lei, ha inevitabilmente portato con sé il segno della sua presenza e della sua visione culturale: fu proprio Bambi Lazzati, infatti, a desiderare fortemente che il Premio alla Carriera venisse assegnato a Riccardo Muti. Un pensiero che non si è mancato di richiamare nel corso della serata, tra applausi, memoria e gratitudine, quasi a sottolineare la continuità ideale di un’eredità che continua a vivere attraverso il Premio stesso.

Comunicato Stampa

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