Territorio - 23 maggio 2026, 14:12

Impronta Rezzara: generazioni insieme per i primi 50 anni della cooperativa

L’arcivescovo Delpini ha celebrato la messa dell’anniversario in una basilica di San Giovanni affollata da autorità, studenti di ieri e di oggi, famiglie, insegnanti e personale in forza a Chicca Gallazzi (primaria), don Carlo Costamagna (medie), Blaise Pascal (scientifico). Tra i doni all’offertorio, la maglietta della scuola, il pallone, il libro. Ieri l’inaugurazione di un’opera d’arte firmata Urbansolid, oggi giochi, sport e musica fino a sera

L'arcivescovo Delpini fra i bambini, in San Giovanni. Nel riquadro, dettaglio della nuova opera Urbansolid nella sede della cooperativa Rezzara, in via Miani

L'arcivescovo Delpini fra i bambini, in San Giovanni. Nel riquadro, dettaglio della nuova opera Urbansolid nella sede della cooperativa Rezzara, in via Miani

Il sindaco, Emanuele Antonelli, chiama l’applauso per la maestra e prof di musica, Benedetta («…lei la conosco bene, e se sono tutti così…»). Vince facile, i presenti battono le mani a lungo, al termine di una messa, in San Giovanni, con i bambini che hanno cantato con convinzione e disciplina, artefici di un clima festoso degno dei primi 50 anni della cooperativa Rezzara. Una realtà che si confronta e forma, che trasmette valori e accoglie, tra primaria (Chicca Gallazzi), secondaria di primo grado (don Carlo Costamagna) e liceo scientifico (Blaise Pascal).

A celebrare, l’arcivescovo Mario Delpini (monsignor Severino Pagani ha colto l’occasione per annunciare la sua imminente visita pastorale a Busto). Tra le famiglie, oltre al primo cittadino, gli assessori Chiara Colombo, Manuela Maffioli, Paola Reguzzoni, il consigliere comunale, ed ex alunno, Francesco Attolini, il comandante dei Carabinieri, tenente colonnello Andrea Poletto, il vice-questore Cristian Piron.

Richiamandosi alla lettura evangelica, Delpini ha quasi lanciato un appello al perseverare nell'andare oltre. «Vi propongo il futuro» ha scandito, attualizzando le parole di Gesù in Giovanni (16, 5-14): «Ora vado da Colui che mi ha mandato (…) perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore». Un’omelia incentrata sulla ricerca della verità, centrale nell’opera di chi forma ed educa, ma faticosa, a volte lontana dalle logiche umane: «L’onnipotenza di Dio non è per sconvolgere ma è amore, attesa…». Sul superare gli schemi confortevoli e prevedibili di testa e cuore: «Io (Gesù, Ndr) vi invito a guardare oltre». Un cammino da intraprendere intendendo «…la vita come vocazione alla verità, dedizione al servizio, esperienza della vera gioia quando ci si cura della gioia degli altri».

Oltre al pane e al vino, presentati all’offertorio una maglietta delle scuole («…segno di appartenenza e identità»), un pallone («…richiama la gioia dello stare insieme, il valore della collaborazione e del rispetto»), un libro («…strumento di lavoro quotidiano, rappresenta l’impegno nello studio e nella ricerca della verità»).

La celebrazione eucaristica ha preceduto il pomeriggio di giochi (dalle 15.30 al parco del Museo del Tessile per scuole medie e superiori, dalle 15.45 per le elementari al Parco per la vita di viale Stelvio). Nella sede di via Miani, alle 18 è in programma uno dei momenti tipicamente più emozionanti delle feste Rezzara, l’accoglienza dei primini. A seguire, le finali dei tornei sportivi per i ragazzi più grandi, cena e musica dal vivo con Cool Rocking Daddy e Kosta Band.

I partecipanti alla fase serale della festa saranno accolti dalla nuova opera firmata Urbansolid sulla struttura che ospita la palestra. Grandi impronte digitali impresse su sfondi di colori diversi, espressione di un'affidabile solidità nella formazione da una parte e dell’unicità nelle singole esperienze dall’altra. L’inaugurazione ieri sera: famiglie e autorità (l’assessore alla Cultura e deputata Manuela Maffioli, l’assessore all’Istruzione Chiara Colombo) accolte dal presidente della cooperativa, Claudio Rosa. Che nell’introduzione all’opera ha richiamato il valore dell'impronta Rezzara, quella «…di un’avventura, preziosa e tenace, che attraversa la storia del nostro territorio, proponendo un percorso condiviso a tutti quelli che vogliano seguirlo. Un cammino di ricerca entusiasta».

S.T.

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