Sociale - 21 maggio 2026, 14:25

Welfare e marginalità a Varese: oltre 50 rappresentanti territoriali al primo seminario per la promozione di politiche sociali innovative

All'incontro organizzato dai Servizi Sociali del Comune si è parlato dei progetti già attivi, dalla Stazione di Posta all'Housing Sociale, dedicati persone in condizioni di povertà estrema, senza fissa dimora o di grave fragilità, ma anche dell'alleanza tra istituzioni locali, Università e Terzo Settore. L'assessore Molinari: «È fondamentale definire politiche di welfare profondamente innovative che non vengano calate dall'alto, ma che sappiano valorizzare e fare tesoro del contributo condiviso di tutti i soggetti attivi sul territorio»

Si è concluso con una importante partecipazione il primo seminario ISCAR International Society for Cultural Historical Activity Research, dedicato al "Tavolo Marginalità". L'evento, ospitato nella cornice del Salone Estense di Varese il 14 maggio scorso, ha registrato una straordinaria partecipazione con oltre 50 rappresentanti del Terzo Settore. La massiccia adesione ha confermato l'efficacia della rete di collaborazione e co-programmazione che si sta consolidando e rafforzando su tutto il territorio varesino.

L’incontro è stato organizzato dai Servizi Sociali del Comune di Varese in stretta sinergia con ISCAR (International Society for Cultural and Activity Research) ed è stato concepito come un momento aperto di riflessione e restituzione pubblica dei risultati emersi dai percorsi di Change Laboratory . Questa metodologia innovativa ha permesso di analizzare da vicino le problematiche della marginalità sociale, trasformando la ricerca accademica in strumenti pratici per i servizi territoriali, gli enti locali e i componenti dei Tavoli di co-programmazione del Piano di Zona. L'evento ha visto la partecipazione della professoressa Annalisa Sannino dell’Università di Tampere, Finlandia, e Presidente mondiale ISCAR, figura chiave che ha supervisionato da vicino i lavori del Tavolo Marginalità nel corso degli ultimi due anni. Nel suo intervento, la docente ha valorizzato l'operato varesino evidenziando come l'esperienza e le buone prassi locali di Varese siano state portate con successo all'attenzione del panorama internazionale. La professoressa ha offerto una panoramica fondamentale su come trasformare i laboratori territoriali in politiche strutturali e programmi di sviluppo globali a lungo termine.

Durante la mattinata è intervenuto l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Varese, Roberto Molinari. Nel suo discorso, l'assessore ha rimarcato la centralità di questo percorso partecipativo: «È fondamentale definire politiche di welfare profondamente innovative – ha detto l’assessore - che non vengano calate dall'alto, ma che sappiano valorizzare e fare tesoro del contributo condiviso di tutti i soggetti attivi sul territorio».

I lavori, coordinati e moderati dalla dottoressa Valentina Buffon, Unità di Progettazione Sociale del Comune di Varese, hanno offerto una panoramica completa sulle azioni concrete già avviate in città. La dottoressa Daniela Germi, responsabile dell’Unità di progettazione del Comune di Varese, ha aperto la sessione illustrando come i percorsi di Change laboratory abbiamo permesso di sviluppare linee strategiche e principi condivisi per la realizzazione di azioni innovative e di sviluppo nell’ambito dei servizi sociali. Sulla metodologia della trasformazione si sono concentrati il professor Stefano Bonometti dell’Università dell'Insubria e il professor Diego Di Masi dell’Università di Torino ISCAR Italia, che hanno spiegato come il Change Laboratory e i laboratori territoriali diventino opportunità reali per rispondere in modo flessibile alle sfide della povertà e dell'emarginazione. La dottoressa Elena Imperiali, Unità di Progettazione Sociale del Comune di Varese, ha spiegato il processo di "messa a terra" di questi principi, realizzato attraverso co-progettazioni con il terzo settore, raggruppato in reti di collaborazione.

I responsabili della Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, Roberta Bettoni, Michela Achini e Matteo Cucchi, in rappresentanza delle diverse cooperative e associazioni con cui collaborano, hanno presentato i risultati dei progetti cittadini di accoglienza e inclusione, come ad esempio il progetto della "Stazione di Posta", un centro servizi polifunzionale di prossimità, pensato come punto di accesso e orientamento a bassa soglia per persone in condizioni di povertà estrema o senza fissa dimora. Oltre a una prima accoglienza limitata, offre servizi essenziali, docce, orientamento al lavoro e accompagnamento socio-sanitario per favorire il recupero della dignità e dell'autonomia personale. E ancora l'Housing Sociale (e temporaneo), un modello di inclusione abitativa incentrato sul principio che una casa stabile sia il punto di partenza per ricostruire la propria vita. Il servizio mette a disposizione appartamenti temporanei a persone o nuclei in condizioni di grave fragilità, affiancandoli con percorsi d'accompagnamento educativi e personalizzati volti a raggiungere l'indipendenza economica e sociale nel medio-lungo termine. L’incontro dunque è stato utile per ribadire l'alleanza tra l'amministrazione comunale e le altre istituzioni locali, l'Università e il mondo del Terzo Settore, uniti nella costruzione di una comunità più coesa e inclusiva.

Redazione

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