Non soltanto una festa di fine anno scolastico, ma il punto di arrivo di un percorso educativo che per mesi ha portato l’agricoltura dentro le scuole della provincia, tra laboratori, incontri, esperienze pratiche e attività dedicate all’educazione alimentare e ambientale. Ai Giardini Estensi e nella Sala Estense del Comune di Varese si è svolta oggi la festa didattica di Coldiretti Varese, appuntamento conclusivo dei progetti di Educazione alla Campagna Amica che durante l’anno hanno coinvolto studenti, insegnanti e famiglie.
Ad accogliere i bambini il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo, il nuovo direttore Luciano Salvadori – alla sua prima uscita pubblica ufficiale dopo l’insediamento –, la responsabile di Coldiretti Donne Impresa Varese Daniela Galvalisi e la presidente di Terranostra Varese Tiffany Bertoni. A fare gli onori di casa, il vicesindaco di Varese Ivana Perusin e gli assessori Rossella Di Maggio e Nicoletta San Martino.
Nel corso della mattinata tutti gli interventi hanno ribadito il valore della conoscenza della natura, dell’educazione alimentare e del rapporto diretto tra cibo, territorio e lavoro agricolo.
“Abbiamo cercato di far capire ai ragazzi che il cibo non nasce al supermercato” ha evidenziato il direttore Salvadori dialogando con i bambini. “Prima dello scaffale ci sono un campo, una stalla, un frutteto, un alveare, un forno e soprattutto il lavoro quotidiano di un agricoltore. Nessun alimento nasce da solo: dietro ogni prodotto ci sono persone, territorio, competenze e fatica”.
Salvadori ha inoltre sottolineato come il progetto abbia permesso di “portare l’agricoltura dove si formano i cittadini di domani”, affrontando temi come stagionalità, filiera corta, origine dei prodotti e lotta allo spreco alimentare. “Educare al cibo significa educare al futuro” ha aggiunto.
Il presidente Pietro Luca Colombo ha invece richiamato il valore strategico dei percorsi didattici promossi da Coldiretti Varese durante l’anno scolastico. “I bambini che oggi partecipano a questa festa saranno i consumatori di domani. Conoscere da dove arriva ciò che mangiamo significa diventare cittadini più consapevoli, più attenti e più responsabili. Per questo è importante iniziare dalle scuole”.
Molto partecipati anche gli interventi di Donne Coldiretti e Terranostra, che hanno insistito sul ruolo educativo dell’esperienza diretta. Daniela Galvalisi ha parlato dell’importanza di “mettere insieme le mani dei bambini, delle famiglie, degli insegnanti e degli agricoltori”, spiegando come il progetto abbia cercato di portare nelle classi “non un semplice racconto sull’agricoltura, ma l’agricoltura stessa, con i suoi profumi, i suoi tempi e le sue storie”.
“Quando un bambino scopre da dove arriva il cibo – ha sottolineato Galvalisi – cambia anche il modo in cui guarda ciò che ha nel piatto. Una mela non è più solo una mela: diventa un albero, una stagione, un territorio e il lavoro di chi l’ha coltivata”.
Tiffany Bertoni, presidente di Terranostra Varese, ha invece ricordato il ruolo degli agriturismi come “ponti tra scuola, famiglia e agricoltura”, luoghi in cui i bambini possono “vedere, toccare e vivere la campagna”. “Gli agriturismi permettono di imparare attraverso l’esperienza: impastare, seminare, raccogliere, osservare un animale o assaggiare un prodotto locale significa costruire memoria e rispetto verso il cibo e il territorio”.
La giornata conclusiva al Salone Estense e ai Giardini Estensi ha riunito scuole, famiglie, imprese agricole e istituzioni attorno a un messaggio condiviso: educare al cibo significa educare al rispetto della terra, delle stagioni, dell’ambiente e del lavoro agricolo.







