Alunni e cittadini di Lissago sceglieranno i colori della storica scuola dell’Infanzia del quartiere. Il Comune di Varese infatti ha avviato il percorso per la riqualificazione delle facciate dell’edificio che a breve verranno anche dipinte con le tonalità scelte direttamente da alunni e residenti del rione. A partire con le votazioni per la scelta dei colori sono stati questa mattina i piccoli utenti dell’asilo. Alle bambine e bambini sono state sottoposte le diverse possibilità di colore e poi gli alunni hanno disegnato su un foglio la scuola della tonalità da loro preferita. In seguito, insieme alle maestre ed educatrici, i bimbi realizzeranno dipinti e decorazioni sulle nuove facciate riqualificate.
«Dopo la scuola Sacco, e altre esperienze simili in diverse scuole di Varese, anche oggi abbiamo coinvolto i piccoli alunni dell’asilo di Lissago in una attività di cittadinanza attiva - ha detto il sindaco Davide Galimberti - un modo per rendere protagonisti i più piccoli varesini. Il percorso però proseguirà domenica con il coinvolgimento anche degli adulti che vivono a Lissago».
Domenica mattina infatti, in occasione della festa di Lissago, le scelte effettuate questa mattina dai bambini verranno sottoposte anche ai cittadini che potranno esprimere la loro opinione su come dipingere le facciate dell’asilo di quartiere. «È bellissimo l’entusiasmo che raccogliamo dai bambini e dalle bambine quando attiviamo queste iniziative in cui loro diventano protagonisti di scelte che li riguardano da vicino - ha sottolineato l’assessora ai Servizi educativi Rossella Dimaggio - Il coinvolgimento dei cittadini più piccoli è fondamentale perché ci dicono con la loro semplicità la città in cui vogliono vivere, a partire dai luoghi che frequentano di più».
«Una riqualificazione di un edificio scolastico assume ancora più valore quando a partecipare alle scelte sono gli stessi protagonisti che vivono gli spazi - aggiunge l’assessore all’Urbanistica Andrea Civati - siano essi i piccoli utenti come in questo caso ma anche i cittadini che vivono il quartiere».








