A volte basta una strada stretta per sembrare di più e soprattutto per allargare il cuore.
La Pallacanestro Varese ha salutato il suo cammino in una sera di vento tra i meandri del centro città, il baffo di Skyzzo a fare da anfitrione e i fedelissimi in cerca di un autografo, una foto o una chiacchierata privilegiata.
No, nessuna folla oceanica, complice il martedì sera, forse un pizzico di disillusione e chissà cos’altro. Però chi c’era qualche sorriso lo ha fatto: nessun funerale, come ha detto coach Ioannis Kastritis domenica. La sua squadra presente al completo, tutti seduti allo stesso tavolo, tra un bicchiere, una tartina e un abbraccio di addio.
Eh sì, anche quello: in tanti saluteranno, la conta si farà presto. La serata del Balthazar è stata ancora quella delle parole. Quelle del presidente prima di tutto: «Penso che se a inizio campionato ci avessero detto che saremmo stati salvi a sette partite dalla fine, saremmo stati contenti - dichiara Toto Bulgheroni - Abbiamo sfiorato i playoff e ci tengo a dire due o tre cose. È ovvio che, in un’analisi, qualcosa possiamo avere sbagliato, ma qualcosa di buono abbiamo fatto e questo non bisogna dimenticarlo. Perché giocatori come Nkamhoua, Renfro, Moore e altri hanno fatto bene. Probabilmente abbiamo sbagliato la valutazione su Moody, errore che poi abbiamo corretto con l’arrivo di due ragazzi. L’enigma è stato un po’ Freeman, purtroppo, che non ha mai recuperato a sufficienza. Però abbiamo fatto una rincorsa importante. Siamo stati anche, se mi permettete, un filo sfortunati: ci hanno tolto i due punti di Trapani, una partita che avevamo vinto sul campo. Abbiamo perso alcune gare senza Alviti, una senza Moore. Abbiamo perso a Trieste una partita che… però queste sono cose che capitano nello sport…»
«Come sentite, non ho accennato a niente su Milano perché lascio a voi le interpretazioni - punge il numero uno - Detto questo, prima di tutto guardiamo a casa nostra. Bisogna sempre ricordarsi da dove partiamo, quale sia la nostra base e quali siano state le scelte che abbiamo voluto fare. Sono molto orgoglioso di come abbiamo lavorato e di quello che abbiamo fatto. E sono anche abbastanza certo che l’anno prossimo alcuni errori non li faremo. Speriamo di costruire una squadra più competitiva e mi sento di dire che ai playoff ci proveremo seriamente l’anno prossimo».
Uno degli uomini più attesi è stato sicuramente capitan Matteo Librizzi, sospeso tra Varese e il college: «Nell’ultimo periodo sono uscite molte notizie e l’idea dell’NCAA c’era già da tempo, penso fosse una cosa abbastanza risaputa. È un’opzione che sto valutando: voglio essere trasparente con i tifosi e con la città. Però, al momento, non c’è ancora assolutamente nulla di sicuro e quindi vedremo cosa succederà nel prossimo periodo». E così sulla stagione: «È stata una bellissima stagione, una di quelle che ti porti dentro, perché secondo me siamo stati capaci di riportare entusiasmo in città nonostante i tanti momenti difficili che abbiamo vissuto. Da questo punto di vista è stata una stagione positiva. Allo stesso tempo resta l’amaro in bocca, perché siamo arrivati davvero vicinissimi ai playoff e il sogno ci è sfuggito soltanto alla fine. Sulla mia stagione personale sono abbastanza soddisfatto. Ho avuto ruoli diversi e minutaggi differenti: forse mi è mancata un po’ di continuità, questo sì, si può dire. Però mi sono sempre messo a disposizione della squadra e anche quando avevo meno minuti, meno tiri e meno opportunità, i risultati arrivavano. Quindi non posso che essere contento».
Infine Nate Renfro, forse uno degli americani con più possibilità di rimanere a questi lidi (quantomeno l’unico con il contratto che ha un’uscita a favore unicamente della società: leggi QUI): «All’inizio della stagione abbiamo avuto tante difficoltà, poi abbiamo fatto tanta strada. Ovviamente non abbiamo raggiunto il risultato che volevamo, ma finire a un solo posto dai playoff penso che in pochi lo avrebbero pronosticato all’inizio della stagione. Quindi sono orgoglioso dei ragazzi, dell’impegno e di tutto quello che abbiamo fatto per arrivare fino a quel punto. Andare ai playoff sarebbe stato fantastico per la squadra, fantastico per la città. Voglio dire, voi lo meritate. La città lo merita».
Sulle sue prestazioni: «Personalmente, mi sento fortunato per essere riuscito a superare alcuni degli infortuni che ho avuto all’inizio; arrivavo già da un infortunio della scorsa stagione e l’infortunio al polpaccio e quello al bicipite femorale sono stati un po’ una delusione per me. È stato frustrante, ma sono molto orgoglioso di come ho reagito e di essere riuscito a dare una spinta diversa nella seconda metà della stagione, mostrando alcune delle mie qualità e delle cose che posso fare».
Sul futuro: «Ho un contratto anche per la prossima stagione. Non è garantito, quindi dipende un po’ dalle decisioni del club e da quello che vorranno fare. Ovviamente è ancora presto nell’estate, quindi valuteranno cosa è meglio per loro. Io mi sono davvero trovato molto bene qui. Mi è piaciuto tanto stare qui. Ho la mente aperta a ogni possibilità, però mi sono trovato davvero bene e sarei molto felice di tornare qui».

























