Cronaca - 08 maggio 2026, 12:50

Cavallo denutrito, con gravi ferite non curate e poi deceduto: denunciata la proprietaria di un'area agricola a Castelveccana

A seguito di una segnalazione, i carabinieri forestali di Laveno con il personale veterinario di Ats Insubria hanno effettuato un controllo sul posto trovando l'animale confinato in un'area senza ripari idonei e ingombra di pericolosi materiali di scarto. Il cavallo era in condizioni di disidratazione severa e con un'estesa lesione al garrese trattata in modo inadeguato con farmaci da banco. Purtroppo viste le condizioni ormai compromesse, è stato sottoposto ad eutanasia

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

A seguito della segnalazione da parte di un cittadino, i Carabinieri del Nucleo Carabinieri Forestale di Laveno Mombello, in un'operazione congiunta con il personale veterinario dell’ATS Insubria, hanno effettuato un controllo presso un’area agricola situata nel comune di Castelveccana.

Giunti sul posto, i militari e i medici veterinari hanno rinvenuto una cavalla in gravi condizioni di salute, palesemente debilitata da un severo stato di denutrizione e disidratazione. L'animale era confinato in un'area del tutto priva di ripari idonei a proteggerlo dalle intemperie e pericolosamente ingombra di materiali di scarto lesivi per la sua incolumità. Oltre al grave deperimento fisico, l'animale presentava un'estesa lesione infetta al garrese. 

È emerso che tale grave patologia non era mai stata sottoposta alle necessarie cure veterinarie specialistiche; al contrario, la ferita veniva trattata in modo del tutto inadeguato e autonomo dalla proprietaria mediante l'impiego di farmaci da banco. Nonostante le tempestive cure d'urgenza prestate sul posto dal personale sanitario intervenuto, il quadro clinico dell'animale è risultato irrimediabilmente compromesso, costringendo i veterinari a praticare l'eutanasia per ragioni umanitarie e porre fine alle sue sofferenze.

Al termine degli accertamenti di rito, la proprietaria dell'animale è stata deferita all'Autorità Giudiziaria con l'accusa di maltrattamento di animali, con l'aggravante dell'evento morte. Per questa specifica fattispecie di reato, l’ordinamento penale italiano prevede pene che possono raggiungere i 3 anni di reclusione.

I carabinieri ricordano che il reato di maltrattamento animale, secondo la giurisprudenza consolidata, non si configura solo attraverso il compimento di atti di violenza attiva, ma anche tramite condotte di natura omissiva: l'assenza di cure essenziali e l'abbandono in condizioni incompatibili con la natura dell'animale costituiscono reato qualora ne compromettano il benessere psicofisico.

I Carabinieri Forestali rinnovano l'invito a tutti i cittadini a segnalare prontamente alle autorità competenti qualsiasi anomalia o situazione di degrado che possa minacciare la salute e la tutela degli animali.

Comunicato Stampa Carabinieri

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