Varese - 05 maggio 2026, 11:52

La proposta della Lega: «Luigi Sacco merita l'iscrizione nel Famedio»

La richiesta arriva nel 190° anniversario della morte del varesino illustre e porta la firma del segretario cittadino Marco Bordonaro: «Una figura importantissima cui la nostra città non ha mai tributato i dovuti onori»

La proposta della Lega: «Luigi Sacco merita l'iscrizione nel Famedio»

 La Lega ha ufficialmente depositato la proposta di iscrizione di Luigi Sacco nel Famedio cittadino, in occasione del 190° anniversario della sua scomparsa. L’iniziativa porta la firma del segretario cittadino Marco Bordonaro, che sottolinea come «a questa figura importantissima la nostra città non ha mai tributato i dovuti onori. A Milano gli hanno dedicato un importante ospedale, divenuto noto anche in tempi recenti durante la pandemia. A Varese, invece, abbiamo perfino permesso che venisse demolita la sua casa natale».

«Ci chiediamo spesso quale vocazione dovrebbe avere Varese – prosegue il segretario della Lega –l’esempio di Sacco indica chiaramente la direzione. La nostra città forma da anni medici, infermieri e fisioterapisti, dispone di due ospedali e possiede una vocazione prettamente sanitaria e universitaria».

Luigi Sacco, nato a Varese il 9 marzo 1769, è con ogni probabilità il varesino più illustre di tutti i tempi. Medico brillante, laureatosi a Pavia, seguì presto gli studi e l’opera di Edward Jenner, diventando pioniere della vaccinazione antivaiolosa in Italia e in Europa. Partendo dalla castellanza di Casbeno, estese la sua attività a Milano, Bologna, Brescia e Venezia. Le vaccinazioni da lui direttamente effettuate sono stimate in circa mezzo milione, mentre quelle complessivamente coordinate superano il milione e mezzo. Si può quindi affermare che abbia contribuito a salvare decine di migliaia di vite da una malattia che, all’epoca, presentava altissimi tassi di morbilità e mortalità.

Oltre all’opera di vaccinazione, Sacco pubblicò scritti di grande rilievo e ottenne risultati significativi in ambito scientifico, industriale, agricolo e terapeutico. Fulgido esempio di passione scientifica e impegno civile, merita una gratitudine che finora non gli è stata adeguatamente riconosciuta, né in vita né dopo la morte.

«Ci fa piacere che anche altre forze politiche e la società civile si siano lanciate, grazie al nostro stimolo, nella riscoperta della figura di Luigi Sacco – aggiunge Bordonaro –. Un dibattito cittadino che mancava e che aiuta a comprendere meglio le nostre radici e il nostro futuro».

Sul destino dell’immobile dell’ex Banca d’Italia, sorto dove un tempo si trovava la casa natale di Sacco, la Lega prende una posizione netta: «Innanzitutto andrebbe denominato ‘Casa Sacco’ fin da subito. Sarebbe fondamentale che il Comune lo acquisisca e vi trasferisca gli uffici comunali. Palazzo Estense, che versa attualmente in condizioni critiche, dovrebbe invece essere destinato a funzioni culturali, museali e di rappresentanza, come ripetiamo da anni. L’attuale amministrazione di sinistra ha però dimostrato negli ultimi dieci anni una grave insensibilità verso la cultura, che potrebbe invece rappresentare il volano per uno sviluppo duraturo della città».
 

C.S.

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