La famiglia si allarga: le radici restano varesine, ma la "vista" dello Scoiattolo, che si arrampica sempre più su, è il mondo.
Lo Scoiattolo ha inaugurato oggi il nuovo stabilimento di pasta fresca a Lonate Ceppino con la prima linea produttiva ad alta automatizzazione (il totale dell'impianto sale a 22 mila metri quadri e 10 linee) «senza la quale non avremmo potuto crescere come produzione e fatturato» dice Max Di Caro, direttore generale dell'azienda varesina da 68 milioni di fatturato (l'Italia pesa per il 30%, l'estero per il 70%). Il fatturato stimato per il 2026 è di 80 milioni, «e potremmo anche superarlo per arrivare ai 100 milioni nei prossimi due-tre anni» aggiunge Max. «Per toccare questi numeri abbiamo anche investito sulle persone: i dipendenti sono arrivati a quota 225, le ricette sono 250 con 30 formati, 110 le tonnellate di pasta fresca prodotte ogni giorno, 9 le certificazioni top level e 40 i Paesi al mondo nei quali viene esportata la pasta, dall'Australia al Qatar, con prospettive importanti sul mercato britannico e americano».
L’investimento complessivo per il nuovo stabilimento, in cui è presente anche un laboratorio di ricerca e sviluppo, ammonta a 20 milioni di euro, comprensivi della prima linea e delle infrastrutture immobiliari. È già prevista l’implementazione di ulteriori tre linee - di cui una nei primi mesi del 2027 - con un investimento aggiuntivo di 10/15 milioni di euro. Ogni linea avrà una capacità di circa 6 milioni di kg annui, per un potenziale complessivo di 24 milioni di chilogrammi a pieno regime. L’espansione commerciale sta aprendo nuove opportunità sia per i prodotti a marchio proprio sia per il private label, in Italia e all’estero.
Dal punto di vista occupazionale, ogni linea comporterà l’inserimento di circa 12 nuove risorse al giorno, per un totale potenziale di 48 addetti a piena operatività. La linea attualmente installata è progettata per raggiungere una capacità di 1.200–1.400 kg/ora, raddoppiando quella di una singola linea dello stabilimento storico, grazie a soluzioni tecnologiche avanzate. Il sistema consente inoltre di innalzare ulteriormente la qualità del prodotto finito, ottimizzando la gestione anche in caso di interruzioni e migliorando l’efficienza complessiva.
«La foto dei paesi colorati di giallo nel mondo che vedete (sotto nella gallery) è bellissima - le parole di Matteo Di Caro, a cui si deve il merito dell'espansione commerciale sul mercato estero - perché oltre a farci vedere i Paesi in cui esportiamo, ci mostra anche tutti quelli dove possiamo ancora arrivare. In un'altra immagine, poi, vediamo i retailers a cui ogni due-tre mesi aggiungiamo un nome in più. E a breve una conosciutissima catena italiana della grande distribuzione, forse la più conosciuta, si aggiungerà».
Il nuovo stabilimento, adiacente allo storico sito che continuerà a rimanere attivo e dove da circa quarant’anni prendono vita i ravioli e la pasta liscia della “famiglia Scoiattolo” che fa rima con i nomi Di Caro, Belletti e Guerra, si estende su 10.000 metri quadrati. Frutto di un progetto articolato, sviluppato in più di tre anni tra progettazione architettonica, ingegneristica e tecnologica, l’edificio rappresenta una piattaforma moderna e funzionale pensata per sostenere la crescita futura dell’azienda. A metà dello scorso anno il progetto ha visto una prima importante attivazione con l’apertura della nuova area logistica. Il magazzino di recente costruzione, dotato di 600 posti pallet refrigerati, rappresenta un significativo upgrade nella gestione e nel controllo dei flussi interni.
Oltre alla nuova linea - attiva per le fasi di produzione e confezionamento primario e secondario, mentre la preparazione dei ripieni continua a essere svolta nella cucina dello stabilimento storico - è presente anche il recente laboratorio di ricerca e sviluppo, con una linea pilota industriale pensata per accelerare le formulazioni e ridurre il tempo dall’ideazione al mercato grazie al test in scala ridotta dei processi: oggi, per esempio, è stato proposto un raviolo gigante al miele piccante al peperoncino pensato, ovviamente, per il mercato estero.
«La partenza della prima linea produttiva del nuovo stabilimento di Scoiattolo rappresenta per me e per tutta la mia famiglia molto più di un semplice traguardo industriale - dice il patron Lino Di Caro, amministratore delegato di Scoiattolo, seconda generazione dell’azienda - È il segno concreto di un percorso, di un sogno che, oltre quarant’anni fa, sembrava impossibile: una sfida iniziata insieme ai miei suoceri, a mia moglie, a mio cognato e a mia cognata e trasformatasi nel tempo in una realtà solida e riconosciuta fino ad arrivare oggi a condividere questo progetto anche con i nostri figli. Questo, per noi, è motivo di profondo orgoglio. Un percorso che ci ha visto crescere non solo come impresa, ma anche come persone e come professionisti, gli uni accanto agli altri. È stato un cammino fatto di sacrifici, resilienza, momenti di crescita ma anche di grande ambizione, che ci ha spinto ogni giorno a migliorarci e a farci conoscere sempre di più nel mondo della pasta fresca».
«Oggi - prosegue Lino Di Caro - rappresentiamo una realtà strutturata, capace di innovare e di affrontare mercati sempre più ampi, senza mai perdere il nostro dna familiare, appassionato e creativo. Con oltre 200 persone che condividono e partecipano ogni giorno a questo progetto insieme a noi, possiamo dire che il vero valore della nostra azienda risiede nella passione autentica che ci guida, nella voglia di migliorarci continuamente e nel desiderio di portare nel mondo la qualità e la meraviglia della nostra pasta fresca di famiglia. Perché, se per molti è solo pasta, per noi è davvero vita» conclude l’amministratore delegato.
Con questa inaugurazione, lo Scoiattolo conferma il proprio impegno e la propria vocazione alla qualità e alla crescita sostenibile, rafforzando il posizionamento e le ambizioni nel mercato della pasta fresca a livello nazionale e internazionale. Ne sono testimonianza anche le scelte progettuali, che hanno portato alla realizzazione di una struttura industriale architettonicamente ricercata e moderna, capace di ospitare macchinari di ultima generazione e al tempo stesso di raccontare, attraverso spazi e design, una storia di innovazione a tutto tondo: dai materiali fotocatalitici per le pannellature esterne, fino alla progettazione di futuri uffici green e di ampi spazi di condivisione - come un auditorium - pensati per favorire lo scambio tra impresa, persone e territorio.
L'intervista al direttore generale dello Scoiattolo Max Di Caro


























