Vito arriva in via Silvestro Sanvito 82 verso le 4,30 del mattino, sette giorni su sette, con qualsiasi tempo, apre la porta di quella che è quasi una seconda casa, la sua edicola vicino al Carrefour di Masnago, un luogo di lavoro ma anche di ritrovo e di chiacchiere, di confronti e passioni. A mano a mano che la giornata si fa adulta, ecco le prime macchine fermarsi a lato strada, e gli aficionados del quotidiano fresco di stampa scendere ed entrare nel tempio della carta, uno degli ultimi rimasti in città, e per fortuna che c’è. Non è un chiosco ma una vera e propria casetta, con aria condizionata, riscaldamento e bagno, che Vito Bagarotti ha rilevato tre anni fa dei vecchi proprietari José e Carolina, in via di pensionamento, che non avevano ricevuto altre offerte per cedere l’attività.
«Per fare l’edicolante ci vogliono sacrifici quotidiani, non è più un lavoro per italiani e gli stranieri faticano un po’ a capire, anche per la difficoltà della lingua. Se fate caso, infatti, non ci sono edicolanti cinesi in città. È un mestiere duro, e i giovani non vogliono farlo, chiedono subito se sabato e domenica sono liberi, si informano sui guadagni e mollano il colpo. Il resto lo fanno gli affitti alti, le tasse e la concorrenza dei supermercati», spiega Vito, che fa il turno del mattino, mentre il pomeriggio subentra sua moglie Giusi Farruggia.
«Sono almeno vent’anni che lavoro nel settore, la prima edicola era sempre a Masnago, dopo il semaforo, a fianco della Piccola Fenice di Silvio Raffo. Avevo un bel giro, era anche cartoleria, poi dopo cinque anni ho cambiato attività, mi sono trasferito a Piacenza dove ho aperto un’impresa edile e ristrutturato tra l’altro anche una casa di proprietà. Tornato a Varese dopo sette anni, ho aperto il bar Social sempre a Masnago con edicola incorporata e, dopo averlo venduto ed essendo rimasto per qualche tempo come dipendente, ho acquistato questo negozio, cha andava già bene ma adesso va benissimo».
All’interno della casetta tutto è perfettamente in ordine, e osservando attentamente si nota la grande quantità di testate ancora esistenti, una infinità di gadget, libri e riviste per bambini, l’immarcescibile “Tex”, riviste di motori, arredamento, femminili e maschili, un mondo che fortunatamente non è ancora scomparso del tutto.
«Abbiamo acquisito i clienti delle edicole che hanno chiuso, ma molti arrivano dai paesi vicini perché là non esiste più la rivendita di giornali come una volta. A Masnago mi conoscono tutti, siamo una sorta di succursale della piazza, da noi si chiacchiera e a Natale in molti ci portano piccoli regali. Il mio vero lavoro, infatti, è quello di sistemare i giornali appena arrivano il mattino presto, il resto è il piacere di parlare con le persone e conoscerle».
E il signor Renzo Guglielmi, cliente da poco acquisito, conferma la versione di Vito: «Vengo qui da quando ha chiuso l’edicola di Avigno, abito lì e ora per comperare il giornale mi tocca prendere la macchina, però ne vale la pena. Qui si parla e si fanno anche nuove amicizie. La struttura conta molto, soprattutto in inverno, quando entrare in un luogo riscaldato e fare due parole cambia la giornata».
«Il sabato e la mezza giornata di domenica, lavoriamo come matti, è un va e vieni continuo con la fila di macchine fuori. Vendo in media 100 “Prealpina” al giorno e 150 nel fine settimana, una settantina di “Corriere” e poi la “Gazzetta” il lunedì e la clientela dei quotidiani è perlopiù maschile. L’edicola, come ogni attività commerciale, funziona se si lavora duro e si ha cura dei dettagli», aggiunge Vito Bagarotti, che ha una passione per il rock, con i Pink Floyd che spesso fanno da sottofondo alle vendite.
Giusi Farruggia fa un doppio lavoro, il mattino come educatrice all’”Albero dei bambini” di Masnago, e il pomeriggio in edicola: «Vendiamo anche molte riviste di nicchia, arredamento, militari e storiche, di musica classica e rock, poi c’è una vera frenesia per le uscite dei Pokemon, collezionate da una fascia di età che va dai 4 ai 40 anni. Tra i best seller resiste a meraviglia “La settimana enigmistica”, con 150 copie a settimana, e “Tex” ha diversi appassionati anche tra le donne. Abbiamo una clientela di fascia medio alta, con una certa cultura, che a volte si può permettere l’acquisto anche di due o tre quotidiani al giorno. Vanno parecchio anche i libri per bambini e quelli di geopolitica allegati ai giornali, e molte persone acquistano il quotidiano soltanto per il gadget o l’inserto. Forniamo anche i ritiri dei pacchi per Amazon».
Questo “paese dei balocchi” per chi ama ancora il frusciare della carta stampata, è ormai una delle poche attività familiari rimaste in città, e mentre intervistiamo Vito e Giusi i clienti parlano tra loro commentando calcio e politica, molti sono chiamati per nome dai proprietari, altri si fermano parecchio a sfogliare i giornali prima di acquistarli e non mancano nonni e nonne con i nipotini alla ricerca delle ultime uscite dei Pokemon. Masnago caput mundi, insomma, per un mestiere un tempo quasi ovvio e oggi in via di estinzione, ma Vito e Giusi non mollano, e coltivano con passione e attenzione, cortesia e simpatia, la loro famiglia allargata. Finché c’è carta, c’è speranza.









